Archivio mensile:aprile 2005

Assistenza Acer: 4. l’attesa

Il mio Acer Travel Mate 8005 LMi è in assistenza dal 12 aprile (vedi puntate 1, 2 e 3). Ieri ho chiamato il centro assistenza (l’Isg di Roma) per sapere a che punto era la riparazione e mi hanno detto che erano in attesa della scheda madre da Milano. Quando ho chiesto se avevano una previsione sui tempi, mi hanno risposto che le riparazioni durano in media dieci o dodici giorni (è la terza o quarta volta che sento questa frase). Ho fatto presente che ne erano già passati diciassette. La signorina al telefono mi hanno consigliato di chiamare il numero a pagamento dell’Acer per sollecitare la spedizione del pezzo mancante.
Oggi ho richiamato il numero 199.509950 e sono stato al telefono non meno di dieci minuti (circa 1,4 euro a mio carico): dopo la solita sequenza di tasti 1 e 2, mi ha risposto un ragazzotto che, in un pesante accento siciliano, mi ha detto che le riparazioni durano in media dieci o dodici giorni e mi ha consigliato di mettermi in contatto con la Isg di Roma. Un po’ irritato, ho detto:
«Con la Isg già ci ho parlato e mi hanno detto di chiamare voi perché fino a quando non mandate la scheda madre non possono fare niente. Invece della solita litania che ci vogliono dieci o dodici giorni per riparare un portatile, riesce a darmi una risposta sensata?»
E lui, come se fosse uscito da un libro di Camilleri:
«Signore, che vuole che ci dica. A mia mi arrisulta che questo pezzo proprio non ce l’abbiamo in magazzino.»
Tanti saluti e grazie!

Questo post è il quarto di una serie di cinque articoli: puntata 1, puntata 2, puntata 3, puntata 5.

Enterogermina vs. Enterum

Quest’anno sono stato vittima dell’influenza e ho dovuto acquistare i fermenti lattici. Alla mia richiesta, il farmacista mi ha consegnato una scatola di Enterum della Angelini: la confezioni con 10 flaconcini da 5ml/2 miliardi di spore di Bacillus Clausii costa 8,8 euro. La compro senza farci troppo caso.
Quando torno a casa, mia moglie guarda la scatola perplessa e mi dice: «Ho l’impressione che questo Enterum sia la stessa cosa dell’Enterogermina, ma che costi di più!»
Qualche giorno dopo, torno in farmacia per comprare una nuova confezione e chiedo al farmacista: «Che differenza c’è tra l’Enterum e l’Enterogermina?»
Il farmacista mi risponde: «Nessuna, a parte il prezzo. »
«Mi dà la confezione che costa di meno?»
Mi viene consegnata una scatola di Enterogermina con 20 flaconi da 5ml/2 miliardi di spore di Bacillus Clausii al prezzo di 12 euro.
Nel primo caso ho speso 0,88 euro per ogni flaconcino, nel secondo, invece, 0,6 euro. E’ poco e non mi cambierà la vita, ma non vedo il motivo di acquistare lo stesso identico prodotto, nello stesso punto vendita, a un prezzo maggiore di circa il 30%.

Stupito dall’assistenza di Epson

La mia stampante Epson Stylus Photo R300 è in grado di stampare anche sui Cd: per farlo è necessario utilizzare un vassoio su cui adagiare il disco. Essendo un pezzo separato, non è così improbabile perderlo (soprattutto se per casa gira una solerte suocera ansiosa di fare ordine).
Come recuperarne uno nuovo? Vado sul sito italiano di Epson e compilo la form di richiesta, indicando unicamente nome cognome e indirizzo di posta elettronica (per gli altri campi obbligatori inserisco, come di consueto, un finto testo: se devo chiedere una semplice informazione, infatti, non vedo alcun motivo di comunicare anche dove abito).

Ho smarrito il supporto di plastica necessario a stampare su Cd. E’ disponibile da acquistare separatamente? Se si, dove?
Saluti
Nicola Mattina

Dopo un paio di giorni, Epson mi risponde con un messaggio che mi lascia interdetto:

Gentile Cliente,
In merito alla sua richiesta le chiediamo di confermarci i dati anagrafici e il domicilio, quando riceveremo la risposta provvederemo alla spedizione del supporto cd.
Rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Per eventuali risposte Le chiediamo di lasciare la traccia delle comunicazioni precedenti.
La preghiamo gradire i nostri migliori saluti.
Epson Italia spa
Servizio Clienti

Chiedo conferma del fatto che mi avrebbero mandato il vassoio per la stampa cu Cd gratuitamente e fornisco il mio indirizzo. Lo stesso giorno, Epson mi risponde ribadendo la spedizione:

Gentile Cliente,
Come indicato nella mail precedente, le confermiamo la spedizione del supporto cd.
Rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Per eventuali risposte Le chiediamo di lasciare la traccia delle comunicazioni precedenti.
La preghiamo gradire i nostri migliori saluti.
Epson Italia spa
Servizio Clienti

Dopo qualche giorno arriva una busta gommata con il vassoio. Sono stupito! E’ la prima volta che un servizio assistenza non mi crea un nuovo problema rispetto a quello per cui è stato interpellato. In più, occorre sottolineare che l’azienda non era affatto tenuta a fornirmi gratuitamente un pezzo che io avevo smarrito.
Volendo essere pignoli, posso solo suggerire a Epson di migliorare la qualità della comunicazione: i testi potrebbero essere più curati nella forma; si potrebbero aggiungere ulteriori informazioni sulle policy che l’azienda segue in questi casi; i messaggi potrebbero essere formattati in modo più leggibile. Errori veniali in questo caso: l’importante è il risultato.

L’inventore dei sogni

Dice il retro di copertina che L’inventore dei sogni è il libro più letto e più amato di Ian McEwan: in effetti si tratta di un testo molto piacevole ed evocativo. In poco più di cento pagine, l’autore racconta le rocambolesche storie immaginarie di Peter Fortune:

La gente lo considerava difficile perché se ne stava sempre zitto. E a quanto pare questo dava fastidio. L’altro problema era che gli piaceva starsene da solo. [...] Gli piaceva stare da solo e pensare ai suoi pensieri.
Il guaio è che i grandi si illudono di sapere che cosa succede dentro la testa di un bambino di dieci anni. Ed è impossibile sapere di una persona che cosa pensa, se quella persona non lo dice.

Sdraiato per terra, Peter fantastica di entrare nella pelle di un gatto, di trovare la pomata svanillina con cui far scomparire l’intera famiglia oppure di catturare un abilissimo ladro che sta svaligiando sistematicamente le case di tutta la via. Il racconto più bello è, a mio avviso, Il prepotente, la storia di come Peter neutralizza Barry Tamerlane, un dispotico bambino della sua scuola: tanto aggressivo tra i banchi, quanto tranquillo a casa. Con candore, Peter lo smaschera e fa emergere anche in pubblico il vero Barry, quello che aiuta la mamma a lavare i piatti e tiene un orsacchiotto di pezza nel letto.
Un libro che mette di buon umore: da leggere un po’ per volta prima di spegnere la luce.


Ian McEwan
L’inventore dei sogni
Acquista tramite
iBS

Novità da Pubblicity

In mancanza di miei commenti, i blog degli studenti del master di marketing dell’Accademia di comunicazione si sono un po’ arenati. Vale per Markettari e Khabibi i cui ultimi post risalgono al 15 marzo. Un po’ più recente il post di Street Fashion Fighter in cui Angelica pubblica alcune foto scattate durante la sfilata Nu-De New Designers (altre foto su Flickr).
Menzione positiva per PubbliCity, che negli ultimi giorni ha pubblicato due articoli: un commento sulla campagna pubblicitaria di Microsoft e la segnalazione di Massive Network, un’azienda che promette di infarcire i giochi elettronici di pubblicità.
Menzione negativa, infine, per Fashion Cousine, che, dopo un primo timido post, non è mai partito.

Assistenza Acer: 3. rassegna web

Il mio Acer Travel Mate 8005 LMi è in assistenza (vedi puntate 1 e 2). Poiché, finora, le cose non sono andare proprio nel migliore dei modi, ho fatto qualche ricerca in Internet per farmi un’idea delle esperienze di altri proprietari di computer della stessa marca. Cercando assistenza acer con Google ho trovato innanzitutto le opinioni raccolte da Ciao.it in due categorie (1 e 2): sono per lo più di segno negativo.
Hardware Updgrade, a margine di un articolo sull’azienda, riporta alcuni commenti degli utenti, in cui parla anche dell’assistenza. Anche in questo caso i toni non sono particolarmente elogiativi. Considerazioni analoghi nei newsgroup di Virgilio e nel forum di Tom’s Hardware Guide.
La situazione non migliora se si cerca con Technorati: in questo caso si trova, infatti, la storia di Pecus, che descrive le sue tribolazioni con la rottura della scheda madre.
Insomma, a dispetto di pareri sostanzialmente positivi sul prodotto, tutti i giudizi che ho trovato sull’assistenza sono negativi. Confesso che ne sono stupito: Acer ha una politica di prezzo piuttosto aggressiva e questo le permette di raggiungere i risultati economici descritti dall’articolo di Hardware Upgrade. Questo tipo di politiche premiano nel breve periodo, ma non bastano a conservare i clienti nel lungo. Lo spiega bene, nonostante una prosa non proprio felice, Giampaolo Fabris in Valore e valori della marca:

Il servizio è la terza grande area [le prime due sono, la qualità e l'innovazione, ndr] in cui il consumatore si attende dalla marca prestazioni e distintività. E è invece questa, solitamente, un’area di sostantiva inadempienza da parte della marca che conserva, solitamente, un’interpretazione restrittiva delle proprie prestazioni. Oggi il consumatore, invece, richiede con insistenza maggior servizio che non significa soltanto maggiore deferenza e rispetto (anche se ciò non guasta) ma soprattutto un aiuto reale a risparmiare tempo e fatica, a rendere meno problematico l’uso della marca in tutta la sua filiera.

Immagino che alla fine di un processo più o meno lungo, più o meno accidentato, riavrò il mio Acer Travel Mate 8005 LMi funzionante e magari con tutti i dati integri. Tuttavia, so già che questo risultato mi costerà fatica, frustrazione e disaffezione verso Acer, i cui prodotti – invece – mi piacciono (sono già al secondo computer e sono soddisfatto delle prestazioni e delle caratteristiche del prodotto che ho comprato).

Questo post è il terzo di una serie di cinque articoli: puntata 1, puntata 2, puntata 4, puntata 5.

Assistenza Acer: 2. il centro

Nella prima puntata ho descritto la procedura, di cui sono stato vittima, per ottenere il numero di pratica che mi consentisse di portare il mio computer Acer Travel Mate 8005 LMi presso un centro assistenza dell’azienda.
Ottenuto l’RMA (ossia il numero di pratica), mi reco immediatamente alla ISG (il sito è di una bruttezza sconsolante), a pochi chilometri da casa mia, dove consegno il laptop ed esibisco la fattura di acquisto a una signorina febbricitante, ma molto cortese. Chiedo quindi notizie sui tempi: mi risponde che ci vorranno due o tre giorni per diagnosticare il guasto e che il tempo medio per tutta la riparazione sarà di circa dieci giorni. Mi sembra un’enormità e chiedo come mai ci mettono tanto. La risposta è assai poco incoraggiante: “quando abbiamo capito qual è il pezzo che non funziona, lo mandiamo a Milano e loro ce ne mandano uno nuovo indietro”. Replico: “mi state dicendo che spedite la macchina a Milano”. E lei: “no, no… solo il pezzo rotto, il resto del computer rimane qui”.
Confesso che mi sembra una procedura assai macchinosa: non sarebbe molto più semplici tenere i pezzi necessari in magazzino? Tecniche efficienti di stoccaggio come il just in time sono state inventate dai giapponesi ormai da decenni. Evito di entrare in una discussione sull’argomento.
Chiedo se mi possono recuperare i dati: la signorina mi risponde che ci possono provare ma che non danno alcuna garanzia di successo. Prego comunque di tentare: non è molto tempo che ho fatto un back-up, ma ovviamente sul disco c’è un lavoro che avrei già dovuto consegnare e di cui non ho una copia.
Esco, piuttosto scoraggiato, con il foglio di lavorazione tra le mani: “difetto: non parte – se possibile salvare i dati”. Tutto questo accadeva il 12 aprile 2005.
Oggi, 15 aprile 2005 alle 17:30, richiamo la ISG per sapere se hanno diagnosticato il problema. La voce al telefono deve essere della stessa signorina con cui ho parlato di persona: è sempre cortese. Mi mette in attesa per chiedere al tecnico e, dopo un po’, mi risponde che il computer è il lavorazione. Insisto per sapere qual è il problema, vengo rimesso in attesa, dopo un po’ si interrompe la musichetta e ritorna la voce: “ho rotto un po’ le scatole al tecnico che dice che si tratta della scheda madre e che occorre aspettarne una nuova… nel frattempo non sa se riesce a recuperare i dati”. Mi rendo conto che è inutile chiedere altro: ho ottenuto una risposta un po’ evasiva e non proprio soddisfacente, ma tant’è.
Dal mio punto di vista le cose dovrebbero andare diversamente: il numero del call center dovrebbe essere gratuito; la pratica dovrebbe essere aperta direttamente dal centro assistenza; la prima attività dovrebbe essere cercare di recuperare i dati, fare un back-up e consegnarlo al cliente per permettergli di lavorare; la diagnostica dovrebbe essere fatta rapidamente e comunicata al cliente con una previsione del numero di giorni di lavorazione. Questo sarebbe un servizio di assistenza tecnica che fidelizza un consumatore in ambasce per il proprio strumento di lavoro e quello che contiene. Quello di Acer, finora, mi fa riflettere sull’opportunità di acquistare un nuovo computer della stessa marca in futuro.

Questo post è il secondo di una serie di cinque articoli: puntata 1, puntata 3, puntata 4, puntata 5.

Assistenza Acer: 1. ottenere un numero

Il 12 aprile 2005 alle ore 12:30, il mio Acer TravelMate 8005 LMi, acquistato da appena quattro mesi alla non modica cifra di 2.050 euro, non parte più. Sconsolato recupero il numero del centro assistenza italiano e, con una certa perplessità, scopro che non si tratta di un numero verde, ma di un numero a pagamento (199.509950) che costa 14 centesimi al minuto da rete fissa (senza scatto alla risposta) e 42 centesimi al minuto da cellulare (con scatto alla risposta di 15 centesimi).
Chiamo alle ore 13:00: mi risponde una voce registrata dall’inconfondibili accento siciliano che mi informa sui prezzi della chiamata e poi mi dice che il numero è attivo dalle 9 alle 12:45 e dalle 14 alle 17:45. La registrazione dura circa 1 minuto: sapere che non posso avere assistenza mi è costato più o meno 0,14 euro.
Alle 14:00 richiamo: questa volta, dopo l’annuncio con i prezzi, mi addentro nel menu delle opzioni fin quando non mi risponde un operatore. Gli spiego il mio problema: l’operatore mi chiede di staccare la spina e la batteria del computer e di tenere premuto il pulsante di accessione per 30 secondi, quindi di riattaccare la spina. Ovviamente, la procedura non ha alcun esito. A questo punto, mi viene comunicato che devo portare la macchina presso un centro assistenza, ma che al momento non posso farlo perché loro non sono in grado di aprire la pratica in quanto la rete non funziona. L’operatore mi invita a chiamare dopo un’ora. La seconda telefonata inutile è durata almeno dieci minuti e mi è quindi costata circa 1,4 euro.
Alle 15:00 richiamo con un cellulare, riascolto tutto il messaggio e chiedo se sono in grado di aprire la pratica. Mi rispondono che la connessione è ancora assente e mi invitano a richiamare dopo un’ora. Faccio presente che la chiamata è a pagamento e che troverei auspicabile che fossero loro a richiamarmi nel momento in cui il loro problema fosse risolto. Mi rispondono: “ma signore, lei si rende conto di quello che sta chiedendo? noi mica possiamo richiamare tutti i clienti!”. Non sia mai! La terza telefonata dura due o tre minuti e mi è quindi costata circa 1 euro.
Alle 16:00 richiamo, riascolto tutto il messaggio e chiedo se sono in grado di aprire la pratica. Mi rispondono che la connessione è ancora assente e mi invitano a richiamare dopo un’ora. Questa volta mi spazientisco e chiedo di parlare con un responsabile. Mi dicono che tanto neanche il responsabile ci può fare niente e che, se proprio me la devo prendere con qualcuno, si tratta della sede in Germania da dove stanno facendo della manutenzione sul data base (ma non era la connessione?). Dopo qualche resistenza, mi passano comunque il signor Renzo D’Acquisto che mi ribadisce che, se il call center non assegna un codice, il centro assistenza non può prendere in carico la macchina in garanzia. A me sembra un’assurdità burocratica: potrei guadagnare del tempo portando subito il computer e poi potremmo risolvere queste questioni amministrative. La quarta telefonata dura una decina di minuti e mi è quindi costata circa 1,4 euro.
Sono parecchio indispettito. Nel frattempo ho recuperato il mio vecchio Acer TravelMate 620 e sono riuscito a connettermi a Internet. Vado nel sito dell’Acer per recuperare il numero di telefono: voglio parlare con un responsabile del customer care dell’azienda per lamentarmi ancora rispetto a una procedura burocratica che mi fa perdere mezza giornata di lavoro in più perché non riescono a darmi un numero. Nel sito non c’è alcun recapito telefonico se non quello a pagamento, ma ci vuole poco a consultare le Pagine bianche per trovare lo 02.939921.
Chiamo e chiedo di parlare con un responsabile del customer care: mi rispondono che devo chiamare il numero a pagamento perché il responsabile dell’assistenza ai clienti si trova proprio lì. Replico che non mi sembra verosimile, in quanto è ben chiaro che il call center è in Sicilia e che quindi si tratta di un servizio in outsourcing realizzato da un fornitore esterno (si sa che conviene usare strutture siciliane perché al Sud la manodopera costa di meno, la gente è meno schizzinosa che nel resto d’Italia, lo Stato paga parte delle spese con vari sussidi). Faccio quindi presente che non mi sembra molto sensato lamentarmi con un fornitore, perché so perfettamente che la lamentela non raggiungerà mai l’azienda. Dal momento che non mi passano la persona con cui voglio parlare, chiedo dell’ufficio stampa (fa sempre un certo effetto). A questo punto, la signora mi mette in attesa e, dopo circa un minuto, mi annuncia che il problema è risolto e che posso richiamare per avere il mio numero di pratica.
Alle 17:00 chiamo per la quinta volta, rimango al telefono circa 5 minuti e spendo più o meno altri 0,7 euro: il mio RMA (che significa?) è 678059S e mi è costato grosso modo 4 euro e mezzo.

Questo post è il primo di una serie di cinque articoli: puntata 2, puntata 3, puntata 4, puntata 5.