La triade funzionale di B.J. Fogg

Nel suo libro, Persuasive Technology, B.J. Fogg introduce un modello che inquadra tre ruoli che un computer può svolgere nel contesto di un processo persuasivo: strumento, medium e attore sociale. Queste tre funzioni, di fatto, abbracciano come le persone usano e reagiscono ai prodotti che hanno una capacità di calcolo e interazione: dai semplici contapassi elettronici a complesse applicazioni finanziarie.

Il modello di B.J. Fogg

Un prodotto interattivo può essere considerato uno strumento di persuasione quando è disegnato per cambiare gli atteggiamenti, i comportamenti o entrambi rendendo un determinato obiettivo più semplice da raggiungere. Finora sono stati individuati sette tipi diversi di strategie di semplificazione: riduzione, canalizzazione, personalizzazione, suggerimento, auto-monitoraggio, sorveglianza e condizionamento.
Nel ruolo di medium, i computer possono essere utilizzati per simulare e quindi creare delle esperienze che riguardano relazioni di causa ed effetto, ambienti oppure oggetti: offrire un’esperienza è infatti un ottimo metodo per indurre una persona a cambiare il proprio atteggiamento o il proprio comportamento.
I computer infine svolgono a volte un ruolo di attori sociali e sono percepiti come delle vere e proprie entità viventi. I Tamagotchi hanno reso ben evidente questa funzione e hanno mostrato come le persone possano interagire con una macchina attribuendole qualità tipicamente umane.
Assumendo il modello della triade funzionale di Fogg come punto di partenza, possiamo analizzare i diversi ruoli esplorando il web alla ricerca di esempi pratici di buone e cattive realizzazioni delle teorie del direttore del Persuasive Technology Lab di Stanford.

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