I blog come conversazioni

La peculiarità di un blog risiede nella possibilità di commentare i post dell’autore. Come sostiene BlogTyme:

Se un blog non ha i commenti allora non può definirsi tale: si tratta di un sito web. Inoltre, l’interazione avviene non solo tra gli utenti e l’autore dei post, ma anche tra gli stessi utenti.

Recentemente ho scritto una serie di cinque post dedicati all’assistenza dell’Acer che hanno ricevuto molti commenti. Una vera e propria conversazione tra utenti che ha superato i confini del mio blog e si è trasferita in altri 5 siti: Pecus, Mantellini, Mastrini per caso, .commEurope e dotcoma.
L’aspetto più interessante di questa conversazione non riguarda tanto i contenuti, quanto le somiglianze con il passaparola cui siamo abituati a partecipare quotidianamente. Basta andare a prendere un caffé e raccontare che avete dovuto mandare il computer in assistenza: qualcuno vi racconterà sicuramente di un’esperienza simile (magari si tratta di una disavventura). Una terza persona aggiungerà una chiosa perché quelle cose non succedono mica solo nell’informatica e anche quando si porta la macchina a fare il tagliando non sono tutte rose e fiori. E così di seguito.
Che cosa aggiungono i blog? Semplice: tutte queste conversazioni e la rete di connessioni che le ha alimentate vengono memorizzate e diventano un enorme patrimonio di conoscenza a disposizione dei consumatori.

1 comment

  • E il riverbero delle opinioni aumenta in maniera esponenziale, per cui, invece che restare chiacchere da bar, corrono il rischio di diventare serie riflessioni che spostano consumi e preferenze d’acquisto (in questo caso, ma vale anche per la politica, l’etica, la critica della cultura, etc.).
    Ovviamente con l’augurio che se si ripete, non sia a causa di una… rottura 🙂