Archivio mensile:novembre 2005

Una nuova identità… digitale

La prima puntata di Viaggio nella rete, in onda oggi – mercoledì 30 novembre – su Isoradio alle ore 14:30, ha introdotto l’argomento che sarà il filo conduttore di questa seconda serie: le identità digitali. Ecco la traccia della puntata:

Buonasera. Viaggio nella rete riparte con un nuovo ciclo di puntate dedicate a Internet e alle nuove forme di identità e socializzazione che solo la rete rende possibili.
Internet rappresenta sempre di più un mondo parallelo che acquista ogni giorno concretezza perché noi lo abitiamo per porzioni più o meno importanti delle nostre giornate. E in Internet facciamo delle cose che possono essere più o meno collegate alla nostra vita materiale. A volte si tratta di un semplice meccanismo di sostituzione. Ad esempio, quando spediamo un messaggio di posta elettronica, non stiamo facendo altro che utilizzare la rete come postino. Rispetto al postino in carne ed ossa, quello virtuale è molto più efficiente e meno costoso: i messaggi arrivano praticamente istantaneamente e non costano nulla. Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Il risvolto della medaglia è che, oltre alla nostra corrispondenza, riceviamo altro materiale che non desideriamo affatto. Purtroppo la perfezione non è di questo mondo né di quello digitale.
La posta elettronica, però, offre una cosa in più rispetto a quella tradizionale: ci permette di cambiare identità o di arricchirla esprimendo una nostra inclinazione o passione. E’ facilissimo utilizzare un servizio gratuito di email e creare un account con un nome di fantasia.
Se nella vita reale per ricevere la posta dobbiamo essere identificati anagraficamente – ossia dobbiamo avere un nome e cognome e dobbiamo abitare presso un preciso indirizzo – in quella virtuale possiamo identificarci con lo pseudonimo che preferiamo e possiamo scegliere di farci recapitare i messaggi presso un indirizzo americano, francese, cinese o giapponese. Ognuna di queste identità postali racconta qualcosa del suo proprietario.
Quello della posta elettronica è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più ampio ed assai intrigante che cercheremo di approfondire nelle prossime puntate anche con l’aiuto di alcuni osservatori della Rete. State con noi anche mercoledì prossimo alle 14:30. Buon viaggio con Isoradio da Nicola Mattina.

Riparte Viaggio nella Rete su Isoradio

Parte mercoledì 30 novembre alle 14,30 su Isoradio la seconda serie di Viaggio nella Rete. Le nuove puntate tratteranno delle identità e delle realtà virtuali e di come sia possibile creare degli altri sé che non hanno un riscontro nella vita reale. Oggi, con il supporto della sempre gentile Pina Marinaro, ho registrato telefonicamente le prime due puntate. Tra dieci giorni sarò ancora con Pina a Saxa Rubra per proseguire le registrazioni, che coinvolgeranno anche il web photographer Marco Cadioli.

Costa Crociere: considerazioni sul sito (1/4)

Oltre un anno fa, a luglio 2004, mi è stato chiesto un parere sul sito di Costra Crociere. Su questa sollecitazione, ho preparato un breve documento che è stato illustrato nel corso di una riunione, ma che poi è rimasto lettera morta.
Qualche giorno fa, rimettendo a posto delle carte, mi è ricapitato per le mani il documento e mi è venuta la curiosità di verificare se nel frattempo fosse stato fatto qualcosa per migliorare il sito: con mia sorpresa ho dovuto constatare che è rimasto tutto pressoché identico. Le considerazioni del luglio 2004 sono quindi ancora attuali e le ripropongo pubblicamente in quattro puntate che toccheranno la homepage, la declinazione del marchio, la struttura di navigazione e il processo di acquisto.
Partiamo dall’homepage (www.costa.it), che si presta a considerazioni che riguardano sia l’impaginazione che l’articolazione dei contenuti. Per quanto riguarda il primo aspetto, è facile notare che la visione della homepage alle due risoluzioni più comuni non è ottimale.

La homepage di Costa Crociere a 800x600
Alla risoluzione di 1024×768 pixel, la pagina sembra sbilanciata a causa della fascia arancione sinistra che rimane di dimensione fissa.

La homepage di Costa Crociere a 1024x768
Alla risoluzione di 800×600 pixel la pagina è più larga della finestra come mostra la comparsa della barra orizzontale del browser.

Questo problema potrebbe essere risolto allineando al centro la pagina e rendendo dinamica la dimensione delle due fasce laterali di colore arancione.
Per quanto riguarda il contenuto, invece, possiamo notare che le informazioni sono presentate in modo disordinato. Il box “Consulta”, ad esempio, contiene quattro link all’offerta commerciale (Destinazioni, Le nostre navi, Vita di bordo, Occasioni da non perdere) unitamente a due link a informazioni istituzionali (Notizie e Campagne Tv) e a un link a una feature tecnologica (Webcam). Ulteriori informazioni sulle destinazioni, sulle offerte speciali e su iniziative istituzionali sono presentate come notizie più in basso nella pagina. Parallelamente, l’uso del termine “Consulta” non è sufficiente a comunicare all’utente che non è possibile acquistare una crociera sul sito. Il box “Ti segnaliamo”, infatti, fa intendere esattamente il contrario. Si corre il rischio di ingenerare un’aspettativa che verrà inevitabilmente frustrata;
Aggiungiamo che ci sembra improprio l’utilizzo dell’espressione “Cogli l’occasione” abbinata alla possibilità di ricevere informazioni su Costa tramite Msn Messenger. Sarebbe inoltre opportuno che il servizio in questione fosse reclamizzato unitamente a una semplice newsletter per coloro che non usano il programma di Microsoft.
Infine, non è chiaro se esiste una relazione tra l’area riservata MyCosta e il programma di fidelizzazione CostaClub. Allo stesso tempo, non sono immediatamente evidenti i vantaggi di registrarsi al sito.

La homepage di Costa Crociere a 1024x768

Questo post fa parte di una serie di quattro articoli dedicati al sito di Costa Crociere:

  • homepage (24 novembre 2005)
  • marchio
  • navigazione
  • processo di acquisto

Cerca il negozio più vicino: Guitar Center

Guitar Center è una catena americana di negozi di musica. La funzione di ricerca del negozio del sito parte dalla lista degli Stati in cui sono presenti dei punti vendita dell’azienda, integrata dalla possibilità di cercare per codice postale.

Guitar Center: locations

Proviamo con lo zip code di Palo Alto in California. Nella cittadina della Silicon Valley non c’è un negozio di Guitar Center, ma ce ne sono a breve distanza: il sito li elenca a partire dal più vicino (i negozi sono stati quindi georeferenziati).

Guitar Center: locations

Questo tipo di ricerca è abbastanza comune tra i siti americani e la sua applicazione ai siti italiani sarebbe già un grande passo avanti rispetto a quanto abbiamo visto per Poliform e Vodafone. Come segnala Jason Fried di 37signals, però, Guitar Center fa anche una cosa in più: mostra il negozio e alcune informazioni pratiche che lo riguardano, come la disponibilità di parcheggio nelle vicinanze.
La scheda di dettaglio è arricchita inoltre dalla possibilità di verificare se il negozio in questione offre dei posti di lavoro o di inviare un messaggio per chiedere la disponibilità di un determinato articolo.

Guitar Center: locations

Questo post fa parte di una serie di considerazione sulle funzionali di ricerca dei punti vendita:

Cerca il negozio più vicino: Vodafone

Chi ha bisogno di localizzare un punto vendita di Vodafone deve visitare il sito www.190.it. La di creare un sito ad hoc per i clienti, dedicando quello accessibile tramite il brand alle informazioni istituzionali è assai criticabile. Altrettanto criticabile è usare un banner per comunicare che il sito dell’azienda non contiene informazioni commerciali. Seguendo il link si arriva sulla homepage di www.190.it, che è praticamente identica a quella di www.vodafone.it salvo il fatto che parla di quello che vende l’azienda invece che delle campagne di charity.
La lista dei negozi si trova nella sezione Vodafone One. Provo a cercare quelli con cap 00151: il sistema risponde con la lista di tutti i negozi della provincia i Roma perché non ha trovato nessun punto vendita per il cap indicato.

Provo con il nome della città e indico Buonabitacolo, un piccolo paese in provincia di Salerno: ancora una volta, il sistema mi fornisce la lista di tutti i negozi nella provincia e mi obbliga a rintracciare manualmente il paese più vicino a Buonabitacolo in cui ci sia anche un punto vendita dell’azienda.
Anche con Vodafone, la ricerca del punto vendita è frustrante e inutilmente complicata. Basterebbe georeferenziare i punti vendita per offrire un servizio migliore: per i siti americani è una prassi comune.

Questo post fa parte di una serie di considerazione sulle funzionali di ricerca dei punti vendita:

Isola d’oro (Fiumicino) vs. Il Bersagliere (Colonna)

Venerdì, 11 novembre 2005. Partiamo da Roma alle 18,30 per un week-end a casa di amici. Dopo un’ora arriviamo sul Gra: il traffico è completamente bloccato, per cui decidiamo di fare una deviazione per vie consolari. A quanto pare, però, tutte le macchine della capitale stanno transitando attorno alla città. Facciamo una pausa tecnica: meglio fermarsi a mangiare e riprendere il viaggio con calma. Il caso ci porta all’Isola d’oro a Fiumicino, un ristorante pizzeria all’ingresso del paese. E’ ancora presto e nella sala ci siamo solo noi, ma i tavoli sono tutti prenotati. Ordiniamo una bruschetta al pomodoro (1 euro) e un paio di pizze. Il servizio è cordiale e i camerieri fanno le feste a mia figlia Beatrice, che ricambia con sorrisi e gridolini. La pizza è “al metro”: la porzione per due persone è di 50 cm, costa 15 euro, è alta, morbida e ben condita. Con una bottiglia di acqua, una lattina di Coca e due caffé spendiamo complessivamente 25 euro. Prendiamo un biglietto da visita perché siamo curiosi di provare anche il ristorante: la pizzeria ha superato l’esame.

Isola d’oro
Via della Scafa, 166 – Fiumicino (Rm)
Tel. 06.6522600

Domenica, 13 novembre 2005. Siamo di ritorno a Roma dopo due piacevoli giornate. L’autostrada è piuttosto trafficata e un cartello luminoso annuncia tre chilometri di coda alla barriera di Roma Sud. Usciamo a San Cesareo e ci fermiamo lungo la Casilina. La scena è simile: al ristorante Il Bersagliere sono molto cordiali e i camerieri fanno le feste a Beatrice. Non ci portano il menu e ci suggeriscono un antipasto della casa: arrivano una bruschetta accompagnata da due crostini con salsette confezionate (quella al tartufo non manca mai) e due pezzettini di formaggio sistemati coreograficamente nel tentativo di fare un minimo di figura. Proseguiamo con una pasta e fagioli e un piatto di verdure. La pasta è molto abbondante e abbastanza buona, ma le verdure sono patetiche. Chiediamo il conto: 30 euro (gli antipasti sono costati 12 euro, la verdura 7 euro!). Pensavo di concedere una seconda possibilità a questo ristorante, per via della cordialità del personale e per la gradevolezza dell’ambiente dominato da un grande camino. Una defaillance da domenica sera può sempre capitare, ma il conto mi ha fatto cambiare decisamente idea.

Il Bersagliere
Via Casilina Km, 25 – Colonna (Rm)
Tel. 06.9438032

Cerca il negozio più vicino: Poliform

Mi capita spesso di visitare il sito di un’azienda per sapere quali sono i punti vendita nella mia città: finora è stata sempre un’esperienza deludente, per non dire irritante.
Prendiamo il sito di Poliform: come quasi tutti i siti dei produttori di mobili è fatto in flash ed è pieno di inutili quanto fastidiose introduzioni, animazioni ed effetti speciali. La lista dei negozi si trova nella sezione Contatti (sic!). Clicco sul link “ricerca punti vendita” e raffino la ricerca tramite la cartina: Europa… Italia… form in cui chiedono i miei dati per inviarmi del materiale pubblicitario! Io ho bisogno di sapere quali sono i negozi che vendono i prodotti Poliform nella mia città e l’azienda mi risponde che la condizione per avere la risposta è essere disponibile a ricevere della pubblicità: una proposta sgradevole.

Rispondo inserendo dei dati fasulli: non viene effettuato nessuno controllo. Per Poliform sono Paolino Paperino, vivo a Paperopoli e ho 105 anni. Qualcuno perderà del tempo per controllare le registrazioni e ripulire il data base: beati loro che hanno tempo da perdere per amene attività.
Finalmente vedo la cartina dell’Italia: posso effettuare la ricerca per comune o provincia. Cerco nel comune di Roma e ottengo la lista dei rivenditori. Provo con un piccolo paesino del viterbese, Oriolo Romano, e il sistema mi risponde con un negozio di Viterbo: stupefacente, è una raffinatezza che non mi sarei aspettato! Mi viene voglia di fare un’altra verifica e provo a effettuare una ricerca per provincia cercando nel territorio di Agrigento: nessun risultato e nessun aiuto su come uscire dall’impasse.

Aver raggruppato i comuni per provincia non fa parte di un progetto che cerca di aiutare l’utente nella ricerca in modo organico evitando di metterlo di fronte alla frustrazione di una richiesta che non produce alcun risultato. La conseguenza è che riuscire a sapere dove andare per vedere e comprare un prodotto Poliform, oltre a essere l’ennesimo esempio di web design mediocre e poco attento alle esigenze dell’utente, è un percorso a ostacoli e un’esperienza negativa.

Questo post fa parte di una serie di considerazione sulle funzionali di ricerca dei punti vendita:

Berlusconi come Bush: un fallimento!

Bush e Berlusconi sono accomunati, tra le altre cose, dal fatto che Google presenta la loro biografia quando si cercano le parole failure e fallimento. Recentemente, il motore di ricerca ha iniziato a pubblicare un annuncio pubblicitario nella stessa pagina per spiegare lo strano risultato:

miserable failure

Il blog dell’azienda di Montain View spiega il perché di questo risultato e sottolinea che Google non farà nulla per alterare i risultati elaborati dal suo software di classificazione:

I risultati di Google sono generati da un software che classifica le pagine web in gran parte esaminando il numero e la popolarità dei siti che le linkano. Usando uno stratagemma denominato googlebombing, alcuni burloni molto determinati possono occasionalmente produrre degli strani risultati. In questo caso, un numero consistente di webmaster ha usato le parole failure e miserable failure per descrivere un link alla biografia ufficiale del presidente Bush e questo ha fatto sì che la pagina fosse visualizzata in abbinamento a tali termini di ricerca. Non giustifichiamo la pratica del googlebombing, o qualsiasi altra azione che punti a influenzare maliziosamente l’integrità dei risultati delle ricerche, ma siamo molto riluttanti ad alterare le risposte manualmente per evitare che accadano cose come queste. Queste burle, infatti, anche se possono infastidire alcuni, non intaccano la qualità complessiva del nostro servizio, la cui obiettività – come sempre – rimane al centro della nostra missione.

Lumie di Sicilia (Roma)

Venerdì 4 novembre 2005, scegliamo il ristorante Lumie di Sicilia per una riunione familiare: attorno al tavolo siamo in sette più il passeggino con Beatrice. All’ingresso veniamo accolti da un signore molto cortese che ci assisterà per tutta la serata. Il locale è molto carino, con le pareti gialle decorate da ceramiche siciliane, pezzi di carretti e pupi. E’ anche piuttosto affollato, ma è venerdì e sarebbe strano il contrario.
Siamo in ritardo e il gestore del locale ci fa accomodare a un comodo tavolo ovale dove ci aspettano gli altri commensali, che hanno già ordinato una bottiglia di vino: un Salina rosso 2002 igt delle Cantine Colosi. Si tratta di un blend di Nerello mascalese e Nerello cappuccio, dal profumo persistente con chiare note vinose, un palato vigoroso e tanninico tendente all’aspro. Rimango un po’ perplesso, perché il vino si dovrebbe scegliere dopo le pietanze, ma tant’è.
Ordiniamo antipasti e primi: chi ci serve è un po’ preoccupato dei tempi di servizio perché c’è un tavolo con venti persone. Per troppa premura, primi e antipasti arrivano insieme, per cui siamo costretti a invertire le portate per non far raffreddare gli spaghetti con le sarde. Il piatto è gustoso e ben condito, ma la pasta è troppo al dente, anch’essa vittima dell’apprensione del gestore. L’intingolo è fatto con il pomodoro: è la prima volta che mangio la pasta con le sarde in rosso, per cui tornato a casa ho fatto una breve ricerca e ho trovato una spiegazione a questa variazione:

La pasta con le sarde si divide in due possibilità di fattura. La prima, classica, alla palermitana senza il pomodoro e, l’altra alla milanisa con il pomodoro (quindi preparata dopo la scoperta delle Americhe). Quella alla sciacchitana è una versione della milanisa ma più liquida. Per chi si fosse chiesto che c’entra la pasta con le sarde (fanaticamente sicula) con i lumbard, ecco spiegato: alcuni secoli or sono i lombardi artigiani della seta vennero In Sicilia per insegnare la loro arte ed ebbero come base il castello di Lombardia (appunto) in quel di Enna: a loro piacque questo diverso modo di prepararla (cioè con il pomodoro), caratterizzando così la ricetta in alcune località siciliane.

L’antipasto è un carpaccio di tonno con arance. Il tonno è rosato e delicato, ma l’olio risulta un po’ amarognolo.
Procediamo con i secondi: io prendo il baccalà alla messinese, ossia passato nella farina quindi in padella e poi condito con pomodoro fresco, pinoli e uvetta. Molto buono. Apprezzabili anche gli involtini di pesce spada, che ha scelto mio padre e che mi fa assaggiare.
Il dolce fa dimenticare i piccoli incidenti della serata: io mi lancio su uno dei miei dolci preferiti, la cassata, mentre mia moglie sceglie un parfait alle mandorle. Sono entrambi molto ben fatti.
Il conto totale è di circa 193 euro, ossia quasi 28 euro a testa: un prezzo vantaggioso considerando che abbiamo mangiato del pesce. Un ristorante da apprezzare con la calma di una serata infrasettimanale.

Lumie di Sicilia
Via Fratelli Bonnet, 41 – Roma
Tel, 06.5813287
Chiuso il lunedì

Marco: mai più Acer!

Ancora una nuova esperienza negativa con l’assistenza di Acer. Questa volta si tratta di un cliente che “smanetta” e che ha provato ad aggiornare il Bios del suo Aspire con risultati disastrosi. Ecco il suo resoconto:

Per svariati giorni ho provato a chiamare il numero 199509950, e a mandare email, a cui non ho mai avuto risposta. Il mio problema in breve è questo: nel mio nuovo Acer Aspire 3500 non funziona degnamente l’Acpi del Bios o, meglio, sotto Slackware Linux con kernel 2.4.29, non rileva la batteria e altre funzioni, quindi non so mai la percentuale di carica quando è staccato dalla corrente. Scarico allora da http://support.acer-euro.com/drivers/notebook/as_3500.html i driver aggiornati di un po’ di periferiche e l’aggiornamento del Bios. C’è solo un avviso, leggere il readme: “Please see the readme.txt for installation instructions”. Nel file c’è scritto “To flash in Windows mode, pls install Winflash utility as in Winflash.zip”. Uso l’utility che fa tutto in automatico, devo solo selezionare il file con estensione wph, cioè il nuovo Bios. Seguo le istruzioni, fa tutto abbastanza rapidamente e si riavvia in automatico. Al riavvio di Windows non trova più la scheda wireless, si riavvia nuovamente dopodiché muore. Il led rimane acceso ma non si accende la macchina… suppongo si sia bruciata la scheda madre e qui inizia la mia epopea.
Finalmente oggi (2 novembre 2005) alle ore 17 circa riesco a parlare con Francesco dell’assistenza, che mi dice che purtroppo la garanzia non copre questo genere di cose in quanto a me nessuno ha detto di aggiornare il Bios. Gli dico che tutto ciò è ridicolo e che l’aggiornamento del Bios e il software per aggiornarlo sono forniti dalla Acer e che inoltre da nessuna parte sta scritto che io non posso usare aggiornamenti ufficiali. Lui ribatte che non posso usufruire della garanzia e io inizio a innervosirmi parecchio, soprattutto quando si rifiuta di darmi il numero dell’ufficio stampa Acer dicendomi che non esiste. Allora con sarcasmo gli chiedo se hanno un responsabile del marketing o fanno tutto da soli. Lui sempre con cortesia non mi risponde e mi dice che non posso comunque utilizzare la garanzia, perché è scritto così. Chiudo anche perché 15 minuti a un 199 costano, ma non mi arrendo.
Rileggo il contratto di garanzia e cito “Questa garanzia non copre [...] 1.2) Il prodotto che sia stato danneggiato o reso difettoso (a) in seguito a uso del Prodotto diverso da quello normalmente inteso, ovvero, ad uso del Prodotto non conforme a quanto descritto nel Manuale dell’utente che lo accompagna, o altro uso improprio, illecito o negligente del Prodotto” [...] “(f) installazione errata di prodotti di terzi[...]”. Per scrupolo rileggo il Manuale sopra citato, ma non trovo nulla che sconsigli, o meglio che vieti aggiornamenti ufficiali di Acer, inoltre il software utilizzato per flashare il Bios è distribuito da Acer stessa.
Richiamo alle 17:30 circa, stavolta è Alessio a rispondermi, gli racconto la telefonata precedente e Alessio ovviamente dà manforte al suo collega. Allora io gli cito letteralmente cosa dice il contratto di garanzia. Lui mi risponde che non può farci nulla e che, comunque, nel sito è specificato che Acer sconsiglia l’aggiornamento del Bios. Ma io avevo ancora la pagina Internet aperta, ovviamente non c’era questo fantomatico avviso, e gli chiedo cortesemente di controllare meglio. Lui controlla, ma mi dice anche che nessuno degli assistenti mi aveva mai consigliato di aggiornare il Bios facendo un download dal sito. Gli ricordo che il mio Acpi non funzionava bene e quindi avevo necessità di aggiornare il Bios e che quindi ho seguito per filo e per segno ciò che era scritto nel loro sito di supporto tecnico e che l’aggiornamento è praticamente automatico grazie al loro software. Lui mi dice che comunque non avrei potuto far valere la mia garanzia. Gli dico che, dato che io ho un contratto di garanzia e che a me bastava quello, e che a quello mi dovevo attenere, mi sarei rivolto ad un giudice di pace. Mi dice di attendere, manca qualche minuto (e io pago) poi mi dice che avrei potuto spedire il portatile alla sede di Milano tramite corriere Bartolini a mie spese ovviamente. Gli chiedo allora se avevano pure bisogno dell’hard-disk, li ci sono dati sensibili e progetti di lavoro e volevo tenermelo. Lui mi dice che avrei potuto farne copia di backup, ma poi avrei dovuto rimontarlo. Mi ricorda inoltre che se scoprono che la colpa del danno è mia dovrò pagare in toto il servizio di assistenza. Non mi resta che aspettare, però mi chiedo, come fanno a dimostrarmi che l’errore è mio oppure no?
Verso le ore 18:30 decido di connettermi a www.acer.it per salvare la pagina dove secondo gli operatori c’era scritto che la Acer sconsigliava di aggiornare il Bios tramite il loro supporto tecnico. Purtroppo il sito www.acer.it è down. Credo che stiano cambiando il sito in maniera tale da avvisare che se si sfruttano gli aggiornamenti, anche se ufficiali, non varrà la garanzia in caso di problemi.
Ne traggo le mie conclusioni: mai più Acer.

Leggendo il racconto, la cosa che mi disturba di più è il cambio di atteggiamento dell’operatore di fronte alla minaccia di ricorrere a un giudice. E’ come se la policiy dell’azienda fosse: cercate di convincere il cliente che non ha diritto a usufruire della garanzia perché ha fatto qualcosa di male e accontentatelo solo se dimostra di essere particolarmente determinato.
Altrettanto di cattivo gusto è la minaccia di far pagare la riparazione se l’assistenza Acer decidesse che il guasto non è in garanzia.