Archivio mensile:dicembre 2005

Ostaggio di Infostrada

Il mio amico Enzo mi scrive chiedendomi consiglio per una singolare situazione di cui è vittima: Infostrada lo ha staccato da Telecom contro la sua volontà e ha intestato il contratto telefonico della sua abitazione a un altro utente. Il risultato è che non dispone più del suo numero di telefono, non può chiedere variazioni al contratto e non può utilizzare la connessione a Internet. Ecco la sua storia:

Già deciso ad aderire all’offerta tutto incluso di Infostrada (Libero) vengo casualmente contattato da un operatrice del servizio teleselling dell’azienda. Dopo aver ricevuto dalla gentile operatrice le informazioni di rito dichiaro di essere interessato e di voler fare subito il contratto. Mi chiede i dati anagrafici, mi spiega come effettuare la procedura telefonica per l’attivazione e tutto si conclude in pochi minuti.
Alcuni giorni dopo (non ricordo ma credo intorno al 2/3 novembre) la stessa identica signorina (credo si chiami Sonia) mi ricontatta dicendomi che ci sono problemi in quanto a Infostrada risulta già in essere un contratto di abbonamento a nome di un’altra persona di cui si lascia scappare nome e cognome: una certa L****ia Br***hi. Mi dice che quindi io devo fare domanda di subentro.
Alle mie proteste in merito alla parola subentro con le quali rammento che io non devo subentrare a nessuno in quanto sono a casa mia con il mio telefono e con la linea telefonica intestata a me, la signorina mi dice che il problema dipende dal fatto che Telecom ha riassegnato a me quel numero all’atto della richiesta di allaccio ma che evidentemente quel numero prima apparteneva alla succitata LB che aveva dimenticato di fare disdetta. Il tutto risale a molti anni fa.
Prendo atto della cosa e ribadisco all’operatrice che il problema non è mio ma di Infostrada: vado comunque incontro alle loro inefficienze scrivendo un fax nel quale racconto l’accaduto e al quale allego fattura Telecom comprovante l’intestatario del contratto. Dichiaro inoltre di non conoscere affatto la signora LB.
Avendo intuito il sorgere di infiniti problemi prima di inviare il fax chiamo il 155. Risparmio il racconto delle interminabili ore di attesa perché Internet è già piena di queste storie. L’operatore che mi risponde mi dice che la cosa è gravissima, che l’operatrice che ha mandato avanti la pratica è stata una scriteriata, che quando ci sono problemi del genere bisogna bloccare ogni procedura: sul tipo di contratto da me chiesto che prevede il distacco da Telecom le procedure di subentro non sono possibili! Quindi mi illustra uno scenario in cui il contratto non mi arriverà mai (l’anagrafica e l’indirizzo sono errati), che le bollette non arriveranno mai, ecc. Aggiunge infine di provare ad inviare comunque il fax da me già approntato, che, con le nuove informazioni, correggo aggiungendo in calce:

… qualora non fosse possibile sanare la situazione, vi intimo di bloccare ogni procedura in essere sopratutto in relazione ai rapporti con Telecom e di considerare nulla la mia richiesta di contratto. Vi preavviso che in caso dovessi subire alcun disservizio non esiterò ad adire le vie legali e citarvi in giudizio per farmi risarcire gli eventuali danni.

Il 14 novembre una telefonata preregistrata mi annuncia che il mio operatore unico a partire dalla data è Infostrada e che il distacco Telecom è avvento. Chiamo di corsa il 155 e dopo ventinove minuti di musica mi sento dire che io non sono l’intestatario della mia linea perchè la procedura è andata avanti ed il contratto è stato fatto a nome di LB.
Inizia l’odissea. Non posso aderire a un’altro operatore, non posso disdire il contratto (se non con il disconoscimento), non posso effettuare variazioni (vedi numero privato) non posso usare l’adsl (la procedura richiede il codice fiscale dell’intestatario del contratto e Infostrada ha deciso che non sono io).

Propositi per l’anno nuovo

Quinta puntata di Viaggio nella Rete, andata in onda oggi, 28 dicembre 2005, alle 14,30. Si tratta di un monologo con il mio proposito per il nuovo anno :-)

Bentrovati con Viaggio nella Rete. Natale è appena passato ed è tempo di buoni propositi per l’anno nuovo. Proviamo a cercare su Internet quali sono quelli dei blogger italiani. Troviamo subito un buon numero di siti più o meno adolescenziali con tanti smettere:

  • smettere di far finta di studiare
  • smettere di fumare
  • smettere di pensare di fare il volontario e farlo per davvero

e così di seguito.
Ai tanti smettere corrispondono altrettanti iniziare, riprendere o imparare:

  • iniziare a scrivere un romanzo
  • imparare a cucinare
  • riprendere le lezioni di chitarra

e via dicendo.
Ci uniamo anche noi a questo coro: l’augurio di Viaggio nella Rete per il 2006 non può che riguardare Internet e la tecnologia. La nostra aspirazione riguarda il cosiddetto digital divide, ossia il divario tra coloro che hanno pieno accesso alla migliore tecnologia (computer aggiornati, banda larga, software facili da usare) e coloro che, invece, usano tecnologie obsolete, possono accedere alla Rete usando connessioni lente e costose o non possono accedere affatto. E’ un divario che, a livello planetario, riguarda come sempre i paesi ricchi e i paesi poveri e che contribuisce a rendere ancora più emarginati i paesi in via di sviluppo. Ma il digital divide riguarda anche la capacità di usare la tecnologia: nei paesi industrializzati esistono intere fasce della popolazione che non hanno la più pallida idea di come si utilizzi un Pc. Il nostro proposito per il 2006 è contribuire a ridurre il divario che nasce dal non saper o non poter usare la Rete, in qualsiasi forma esso si manifesti. Ad esempio, sostenendo dei progetti che prevedono il recupero e l’aggiornamento di computer usati e materiale didattico su supporto elettronico per i bambini in condizioni disagiate. Ci sono molte iniziative in questo settore: per saperne di più cercate le parole “digital divide” con il motore di ricerca.
Buon anno e buon viaggio con Isoradio da Nicola Mattina.

Osteria La Contrada (Desenzano del Garda)

Appuntamento a pranzo a Desenzano del Garda. Siamo in sei: il sottoscritto con Patrizia e Beatrice, tre amiche svedesi e un ragazzo inglese. Dopo una ricerca su Internet, Ylva ha prenotato un tavolo all’Osteria La Contrada, che si trova nel centro storico del paese.
La giornata è piovigginosa e per una serie di contrattempi arriviamo alle 14:00. Il locale è molto carino con pareti riccamente decorate e un arredamento vagamente liberty. Abbiamo avvertito telefonicamente del ritardo, ma al nostro ingresso una signora ci accoglie in modo brusco ammonendoci che la cucina sta per chiudere e che quindi potrà servirci solo un antipasto e un primo. Siamo un po’ perplessi per il tono scortese che poco ha che vedere con la descrizione del bigliettino sul tavolo che parla di “ospitalità” e “cortesia” dei titolari.
Per semplificare, ordiniamo tutti un antipasto misto di lago che prevede una terrina di pesci di lago (fredda), un carpaccio di salmerino (a temperatura ambiente) e del luccio adagiato su un pezzo di polenta arrosto (caldo). Il piatto (8,5 euro) è gradevole e il passaggio dal freddo al caldo mi sembra abbastanza ben congegnato.
Proseguiamo con il primo e ordiniamo: tagliolini con il bagoss, garganelli con trota e zucchine, ravioli con ripieno di pescato e bigoli con salsiccia e broccoli (in media 8 euro). Io assaggi i ravioli e i garganelli (che in realtà sono dei fusilli) e trovo entrambi gradevoli, ma ben lontani dall’essere memorabili.
A questo punto dobbiamo fermarci perché la cucina è chiusa e non possiamo ordinare altro se non un caffé (2 euro), che si rivela la parte peggiore del pranzo. Molto positivo, invece, il giudizio sul vino (28 euro): un Valpolicella Superiore Ripassa del 2003 della Cantina Zenato di San Benedetto (Verona).
Il conto finale è di 191 euro, ossia circa 32 euro a testa: il prezzo include due bottiglie di vino e i coperti a 3 euro l’uno (eccessivo!). Mentre beviamo il caffé, la signora bionda ci lascia senza salutare e ci affida a un signore, che non ha le chiavi della cassa e non può darci il resto: fortunatamente abbiamo i soldi esatti.
In conclusione: il locale è grazioso e la qualità del cibo è stata sufficiente, ma se le guide assegnassero un bollino per l’antipatia invece che per la simpatia, l’Osteria La Contrada ne potrebbe tranquillamente meritare più di una.

Osteria La Contrada
Via Bagatta, 15 – Desenzano del Garda (Bs)
Tel. 030.9142514
http://www.ristorantelacontrada.com

Un anno con Acer: prodotto deludente

L’Acer Travel Mate 8005 Lmi che sto usando è stato acquistato un po’ più di un anno fa. Dopo quattro mesi di utilizzo è stato portato in assistenza perché non si accendeva più. Tornato dalla Isg di Roma, ho scoperto che due delle quattro porte Usb non funzionavano ma, poiché il computer mi serve per lavoro, ho soprasseduto e ho preferito tenermi il difetto piuttosto che rimandare la macchina in riparazione.
Da qualche tempo la batteria ha ridotto drasticamente la sua durata passando dalle circa quattro ore iniziali a poco meno di due ore. Da stamattina, il mio Acer Travel Mate 8005 Lmi funziona solamente se attaccato alla presa di corrente.
In definitiva, non posso certo dire di essere soddisfatto della mia esperienza: il computer non mi da fiducia, comincio a temere di perdere dei dati e di essere abbandonato da un momento all’altro. La settimana prossima, tornato a Roma, telefonerò all’assistenza per vedere se è possibile risolvere il problema in tempi brevi: se così non fosse sarei obbligato ad acquistare un altro Pc per non correre il rischio di rimanere senza il mio principale ed essenziale strumento di lavoro.

Marco Cadioli: il Natale nella Rete

Quarta puntata di Viaggio nella Rete, andata il 21 dicembre 2005 alle 14:30 su Isoradio. Continua la chiacchierata con Marco Cadioli, che ci racconta il Natala nella Rete. Ecco la traccia della trasmissione:

Nell’ultima puntata di Viaggio nella rete abbiamo parlato con Marco Cadioli di come la rete stia diventando sempre di più un luogo e abbiamo accennato a Second Life.
Marco, ci spieghi che cos’è Second Life?
Second Life è un ambiente virtuale 3d on line, cioè uno spazio tridimensionale all’interno del quale è possibile muoversi con il proprio personaggio. Potrebbe assomigliare a molti altri videogiochi che adesso si trovano on line. Ma non è così. A differenza di tutti gli altri giochi, infatti, non hai una missione da compiere, non c’è un ambiente fantastico. E’ uno spazio vuoto in partenza, che viene costruito da tutti i residenti. Ci sono a disposizione degli strumenti per poter costruire gli oggetti, tecnicamente si chiamano sistemi di modellazione. C’è chi si sta costruendo una casa, chi una macchina, chi ha aperto una discoteca.
E cosa succede quando c’è Natale in Second Life?
Ci sono i pupazzi di neve, la gente va in giro vestita da Babbo Natale e in più c’è la fabbrica di giocattoli di Santa Claus…

Grazie a Marco a Cadioli per la sua testimonianza natalizia dal mondo parallelo della rete. Buon Natale e buon viaggio con Isoradio da Nicola Mattina.

Marco Cadioli e la rete come luogo (1)

Terza puntata di Viaggio nella Rete, andata in onda oggi – 14 dicembre 2005 – alle 14:30 su Isoradio. Questa volta si è trattato di un dialogo con Marco Cadioli, che parteciperà alla trasmissione anche la settimana prossima. Ecco la trascrizione dell’intervista:

Una delle cose più intriganti che possiamo fare con Internet è prendere parte a delle comunità virtuali. Marco Cadioli è un fotografo digitale, o meglio, un web photographer, che entra in queste comunità e documenta cosa accade catturando quello che vede sullo schermo.
Marco, perchè parli della rete come di un luogo?
La rete è un mondo parallelo e contenuto in questo mondo che stiamo costruendo. Lì troviamo informazioni, scambiamo documenti, compriamo, vendiamo. Passiamo parte del nostro tempo, c’è chi ci lavora, chi si incontra Molte cose diventano naturali. Non c’è l’e-commerce, o l’e-learnig, o la grafica web, etc. Semplicemente è un mondo che si sta popolando e quindi ci sono negozi, scuole, giornali, banche. E cose nuove ovviamente, che qui non ci sono. Ciascuno può avere una propria identità, ma anche più di una e diversa da quella sulla terra.
Ci sono situazioni in cui questa sensazione di luogo è più evidente?
Si, i giochi. O meglio, quelli che per ora chiamiamo giochi. Ambienti tridimensionali dove entrare con il proprio personaggio e vivere avventure. Lì l’effetto di un luogo è fortissimo. Incontri gli altri che sono in rete rappresentati come te da un pupazzo. Ci sono corse automobilistiche, situazioni di guerra, ma anche situazioni di vita assolutamente normali come in Second Life.
Marco scusa se ti fermo, ma il tempo a nostra disposizione è scaduto. Di giochi come Second Life, i cosiddetti giochi di ruolo massivi, parleremo nella prossima puntata. Buon viaggio con Isoradio da Nicola Mattina.

Ascolta l’audio:

Assistenza Acer: la storia di Maurizio Lecce

Maurizio Lecce aggiunge un commento al post Assistenza Acer: 5. epilogo e inserisce il testo di una lettera che ha inviato ad Acer il 13 dicembre 2005 per protestare per il fatto che il suo computer è in assistenza da oltre un mese:

Con la presente esprimiamo la nostra crescente insoddisfazione per il servizio che ci fornite relativo alla riparazione richiesta per il Notebook Travelmate TM8104WLMI (comprato in data 30/09/2005), consegnato in riparazione in data 10/11/2005 e alla data odierna (nonostante le continue telefonate all’Acer italia e al centro di assistenza ISG) ancora in attesa della riparazione. Per ovviare al vostro mancato supporto tecnico siamo stati costretti a comprare un nuovo portatile non avendo nessuna garanzia né sullo stato della riparazione né sui tempi della stessa. Pertanto se non riceveremo il portatile entro sette giorni dalla presente, ci riserviamo il diritto, se del caso, di incaricare i nostri legali di chiedere nei Vostri confronti l’apertura delle procedure di cui alla normativa vigente sulla mancata assistenza.
In attesa del Vostro immediato riscontro, Vi preghiamo di gradire nostri più distinti saluti.
Roma 13-12-2005
Maurizio Lecce

Come si consueto, segnaliamo l’infausto evento alla direzione di marketing di Acer, confidando nella loro attenzione.

American Express: customer care inefficace

Ieri sera (6 dicembre 2005), tornato in Italia, ho ricontattato il servizio clienti di American Express: questa volta mi ha risposto Rita a cui ho rispiegato tutta la vicenda e ha cui ho chiesto se era possibile avere una copia integrale del contratto sottoscritto via email (me lo manderanno per posta ordinaria!). L’operatrice è rimasta piuttosto stupita dalla richiesta di spedire un fax con l’estratto conto della banca e mi ha detto che non capiva il perché di questa procedura. Siamo rimasti al telefono per circa un quarto d’ora: durante la chiacchierata Rita è stata sempre molto cortese (in alcuni casi anche troppo) e conciliante. Le ho ribadito che le mie richieste erano due: 1) rientrare in possesso dei miei soldi nel minor tempo possibile e quindi tramite un bonifico urgente; 2) essere contattato da un commerciale per rinegoziare le condizioni del rapporto.
Rita mi ha rassicurato dicendo che si sarebbe messa in contatto con l’altra operatrice per verificare la richiesta relativa al fax e che mi avrebbe richiamato lo sera successiva.
Stasera (7 dicembre 2005) sono a Riva del Garda e arriva puntuale la telefonata: con il solito tono cortese, l’operatrice mi ribadisce che è necessario che io spedisca il fax con la lista dei movimenti e mi spiega senza giri di parole il perché. American Express vuole essere sicura che nel frattempo io non sia andato in banca e abbia chiesto di annullare l’operazione con cui la carta di credito ha prelevato indebitamente i 5.600 euro dal mio conto. Visto che mi hanno ribadito più volte che si fidano del sottoscritto, io le chiedo – ingenuamente – se non basta la mia parola: non vedo perché dovrei andare in banca per risolvere un problema che ho con la carta di credito. I soldi sono stati prelevati da American Express e devono essere restituiti da American Express: la situazione mi sembra già abbastanza ingarbugliata così e non ho alcun motivo di aggiungere un’ulteriore variabile che si tradurrebbe in un contenzioso. Ho un unico desiderio: esercitare il diritto legittimo a decidere dove conservare i miei soldi.
Concludo la telefonata consapevole che domani dovrò trovare una cartoleria con un fax e spedire la strisciata dei movimenti che ho stampato ieri sera dal bancomat (Rita ha detto che è sufficiente). Prima di attaccare chiedo qual è la procedura per disdire la carta di credito: l’operatrice mi dice che devo chiamare in orario di ufficio e che mi passeranno l’ufficio commerciale. Lo farò venerdì. Nel frattempo non posso che notare che, nonostante la solerzia e la gentilezza, il customer care di American Express è risultato finora inefficace: dopo tre telefonate e oltre un’ora spesa al telefono non sono ancora riusciti a risolvere il mio problema :-( .

Identità, ruoli e comunità

Seconda puntata di Viaggio nella Rete, andata in onda oggi – 7 dicembre 2005 – alle 14:30 su Isoradio. Il mio breve monologo ha riguardato i ruoli che svolgiamo in seno a una comunità (reale o virtuale). Ecco la traccia della trasmissione:

Buonasera. Nella puntata precedente abbiamo detto di come Internet e la posta elettronica ci permettano di avere diverse identità virtuali che possono assomigliare o meno a quelle della nostra vita reale.
A che ci serve poter disporre di identità diverse da quella che utilizziamo nella nostra vita reale? La risposta è: a ricoprire dei ruoli. In questo, il mondo dei bit non è molto diverso da quello degli atomi. Tutti noi mostriamo solo parte di noi stessi in funzione del ruolo che rivestiamo: ad esempio il lavoro può richiederci una formalità e una serietà che abbandoniamo appena usciti dall’ufficio. La scuola può costringerci a mostrare un interesse per una materia che in realtà non proviamo. Per non dire di tutte le volte che facciamo buon viso a cattivo gioco. A volte facciamo delle vere e proprie violenze a noi stessi pur di essere il più possibile somiglianti allo stereotipo di un certo ruolo.
Se quelli della vita reale ci stanno stretti, con Internet possiamo inventarne di completamente nuovi e non c’è bisogno di costosi software o potenti computer. Basta partecipare a comunità on line ed entrare in una chat: alle prime esperienze si può rimanere un po’ spiazzati, ma non è difficile incontrare utenti che dichiarano di essere qualcosa che in realtà non sono.
Spesso siamo di fronte a veri e propri meccanismi di compensazione: immaginate di essere degli esperti di un argomento e che quell’argomento in realtà interessi solo pochissime delle persone che conoscete in carne e ossa. Se trovaste una comunità on line di utenti con la vostra stessa passione, potreste invece scoprire di saperne così tanto da essere considerato un vero e proprio guru della materia. Un notevole cambio di prospettiva.
Questo è quello che già accade oggi: esistono migliaia di comunità virtuali dedicate agli argomenti più vari. Dalla prossima puntata inizieremo a esplorarle con l’aiuto di Marco Cadioli, che ci racconterà le sue esperienze come fotografo della rete. State con noi anche giovedì prossimo alle 20:30. Buon viaggio con Isoradio da Nicola Mattina.

American Express: attenti all’estratto conto!

Mi è capitato uno spiacevolissimo episodio con American Express. Il 25 ottobre 2005, ho pagato con la mia carta il conto di un ristorante: la signora alla cassa ha sbagliato a digitare l’importo e invece di 56 euro ha scritto 5.600 euro. Accortasi subito dell’errore, ha provveduto a effettuare lo storno profondendosi in scuse.
Nei giorni successivi sono stato contatto da American Express, che mi chiedeva di confermare la transazione. Ho spiegato l’accaduto e l’operatore ha constatato la presenza dello storno rassicurandomi che l’incidente era stato chiuso e che non ci sarebbe stato alcun addebito oltre a quello delle spese effettive. Quando mi è arrivato l’estratto conto di ottobre, però, ho notato subito che l’importo includeva i 5.600 euro che avrebbero dovuto essere stornati. Ho chiamato il call center e, di nuovo, l’operatore mi ha assicurato che non ci sarebbe stato alcun addebito sul conto corrente.
Sabato 3 dicembre controllo la lista dei movimenti al Bancomat e mi accorgo che è stato addebitato l’intero importo. Chiamo il call center e chiedo spiegazioni: questa volta l’operatore mi spiega che le operazioni di accredito sono più lente di quelle di addebito e che per una sfortunata coincidenza (la spesa è stata effettuata il 25 ottobre e l’estratto conto è stato chiuso il 26 ottobre) non hanno fatto a tempo a contabilizzare l’operazione. A questo punto chiedo per quale motivo American Express ritiene di avere il diritto di trattenere i miei soldi: l’operatore non mi fornisce alcuna motivazione e si limita a cercare di essere conciliante. Concludo la telefonata chiedendo il riaccredito immediato dell’importo sul mio conto corrente con la stessa valuta utilizzata per effettuare il prelievo: vengo rassicurato che la cosa sarà fatta il lunedì mattina e che riceverò una telefonata di conferma.
Oggi è martedì: sono fuori Italia per lavoro, ma – non avendo ricevuto alcuna notizia da American Express – mi collego con Skype e chiamo il servizio clienti. La prima telefonata dura 8 minuti e 44 secondi spesi ad ascoltare musica. La seconda volta sono più fortunato: riesco a parlare con un’operatrice che, candidamente, mi informa che il bonifico non è stato ancora effettuato ma che ci può pensare lei. Dopo qualche minuto di attesa (questa telefonata dura complessivamente 12 minuti e 56 secondi), l’operatrice mi comunica che nel giro di dieci giorni potrò visualizzare l’operazione. Rispondo in modo molto secco ed estremamente infastidito che dieci giorni non sono in alcun modo giustificabili e che rivoglio i miei soldi sul mio conto corrente con un bonifico urgente, il che significa al massimo due giorni. L’operatrice mi dice che deve fare una verifica e mi deve richiamare: dopo qualche minuto si rimette in contatto con me e mi chiede di spedire via fax (sic!) una copia della contabile da cui risulta che la banca mi ha effettivamente addebitato l’importo.
Sono esterrefatto! L’addebito è stato effettuato il 24 novembre 2005 con valuto 1 novembre 2005: come è possibile che 12 giorni dopo i soldi non siano ancora nella disponibilità di American Express e che l’azienda mi infastidisca ulteriormente con questa richiesta? L’operatrice mi spiega che ci vogliono un po’ di firme per effettuare il bonifico (compresa quella del direttore del personale, mah!) e mi fa capire (con un giro di parole neanche troppo velato) che devono essere sicuri che, alla data in cui American Express ha effettuato il prelievo dal mio conto corrente, la cifra fosse disponibile e l’operazione sia quindi andata a buon fine.
Mi sembra inutile discutere oltre: mi faccio dare il numero di fax (06.7222303) e concludo chiedendo di essere contattato il giorno successivo da un commerciale in grado di convincermi a rimanere cliente di American Express: perché mi devo fidare di loro se loro non si fidano di me?