Fortunato Depero: necessità di auto-rèclame

Nel bar del Mart (Museo di Arte contemporanea di Trento e Rovereto) fa mella mostra di sé una frase di Fortunato Depero sulla necessità di farsi conoscere e di reclamizzare le propria arte. Ovviamente, Depero parlava di artisti, ma quello che dice può essere applicato mutatis mutandis in altri contesti:

L’auto-rèclame non è vana, inutile o esagerata espressione di megalomania, ma bensì indispensabile necessità per far conoscere rapidamente al pubblico le proprie idee e creazioni. In qualunque campo della produzione al di fuori di quello dell’arte è permessa e ammessa la più strepitosa rèclame; ogni industriale può e fa la più ardita pubblicità ai suoi prodotti; soltanto per noi produttori di genialità, di bellezza, di arte, la pubblicità è considerata cosa anormale, mania arrivista e sfacciata immodestia. E’ ora di finirla con il riconoscimento dell’artista dopo la morte o in avanzata vecchiaia. L’artista ha bisogno di essere riconosciuto, valutato e glorificato in vita, e perciò ha diritto di usare tutti i mezzi più efficaci ed impensati per la rèclame al proprio genio e alle proprie opere. Il primo e più competente critico dell’opera d’arte è l’artista che l’ha creata: a lui tutti i mezzi per illustrarla e per lanciarla. Se l’artista attende la celebrità e la riconoscenza dell’opera propria per mezzo altrui ha tempo di morire 5.000 volte di fame.

Nella blogosfera l’autorefenzialità è una consuetudine, ma oltre a essere un peccato di vanità può corrispondere alla necessità oggettiva di fare comunicazione per raggiungere un obiettivo. Questo blog, ad esempio, serve per fare business: è rivolto ai clienti e a chi potrebbe diventarlo; serve ad alimentare una serie di relazioni con altri professionisti e ad accumulare conoscenza; offre una panoramica del suo autore come professionista e come persona perché l’aspetto empatico nella consulenza di direzione è importante quanto la competenza. E’ sicuramente auto-rèclame: d’altro canto – parafrasando l’artista roveretano – se il consulente attende che il cliente gli caschi in braccio ha tempo di morire 5.000 volte di fame 🙂

1 comment

  • Ho letto oggi (07.01.07) ciò che viene riportato sulla parete del bar-ristorante del Mart di Rovereto. Ne sono rimasto affascinato, forse perchè ho 20 anni e ancora cavalco quello spirito sognatore speranzoso che un giorno il marketing venga interpretato non come l’arte dell’imbonire, ma come “esplosione d’empatia tra chi accetta di condividere l’esperienza e chi promuove la condivisione della stessa”. Allora cosa può esserci di più travolgente, appassionante, intollerabilmente intriso di fervore pubblicitario se non un “artista” che promuove la Sua “Opera d’arte”. Assolutamente niente secondo me e quindi deve avere il sacrosanto diritto di farlo.
    Mi sono imbattuto in questo blog…non so di cosa si tratta, ma probabilmente alla fine del mio commento gli darò un’occhiata. Non si sa mai, magari studiando comunicazione d’impresa e marketing all’università potrebbe essermi anche d’aiuto.

By Nicola Mattina