Archivio mensile:aprile 2006

Citazione di me stesso

I blogger, si sa, sono autoreferenziali e lo sono ancora di più quando i media tradizionali li citano o li interpellano. Non me ne vogliate, quindi, se mi trastullo anche io in questo esercizio un po’ onanistico riportando un articolo del Sole 24 Ore .com dove compare il mio nome (Beffa su Internet per Berlusconi e Bush) :-)

Bush, con involontario protagonista Google, il più famoso motore di ricerca al mondo. Se si digita la parola “fallimento o miserabile fallimento”, o gli equivalenti inglesi “failure o miserable failure”, e si avvia un ricerca con cerca con Google”, i primi siti che rispettivamente appaiono sono quello del Governo italiano, e in particolare la pagina dedicata alla biografia di Berlusconi, e quella del sito della Casa Bianca con la biografia del presidente George Bush.
La beffa, spiega Nicola Mattina esperto di comunicazione e nuovi media, arriva dal mondo dei blog e si basa sul meccanismo dei ‘googlebombs’: «Si tratta di associare una parola a un link, in questo caso a quello della pagina dei siti del Governo italiano e della Casa Bianca con la biografia dei due leader. In tanti evidentemente nel mondo dei blog hanno associato, sulla base del passaparola, la chiave fallimento o failure ai due siti. Questo ha fatto in modo che lì si venga indirizzati. Google per di più – spiega Mattina – dà una certa preferenza alla blogosfera, cioè al mondo del blog, perchè questo tendenzialmente è più aggiornato». Il motore di ricerca Google ha comunque preso posizione sull’esito di queste ricerche, spiegando nel suo blog ufficiale di non apprezzare la pratica del googlebombing o altre simili, ma di essere «riluttante» ad intervenire perché in qualche modo si tratterebbe di una sorta di censura.

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I coglioni che vanno a votare

Oggi, Berlusconi ha detto (il video da Repubblica):

…ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci
siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse…

Ebbene… c’è da augurarsi che l’Italia sia piena di coglioni che esprimano la loro preferenza per l’Ulivo: è una sinistra di cui non sono entusiasta, ma che è sicuramente migliore di una destra prona alla spregiudicatezza di un uomo senza alcun interesse se non per i propri affari. Forza Professore!

Paul Auster, L’invenzione della solitudine

auster_solitudine.gifI nuovi tascabili della Einaudi hanno una brutta copertina e hanno abbandonato il celeberrimo struzzo nell’ovale, sostituito da uno sgraziato disegno che sembra un collage di cacche di mosca. Il risultato è che ormai i libri della Einaudi assomigliano a quelli delle altre case editrici.
Qualcuno ha anche sentito il bisogno di inserire uno slogan che descriva il libro come se fosse un pannolino. Nel caso de L’invenzione della solitudine la scelta è caduta infelicemente su: “un delicato ritratto di famiglia”. Viene da domandarsi se chi l’ha scritto si sia preso la briga di leggere il bel romanzo di Auster. C’è molto poco di delicato, infatti, nel ritratto che l’autore fa di suo padre, uomo avaro, assente, e incapace di trasmettere un qualsiasi tipo di sentimento. C’è la constatazione dei fatti, il racconto degli episodi, la scoperta di una ragione, ma nulla di più. E a me non sembra delicata neanche la seconda parte del libro, quando Auster abbandona il racconto strutturato per collezionare una serie di frammenti della sua vita. Qui il libro cambia completamente e, se il Ritratto di un uomo invisibile ci restituisce l’immagina nitida di un uomo, Il libro della memoria è costruito facendo ricorso a un mosaico di immagini, coincidenze e associazioni. Delicata, invece, è l’immagine che l’autore offre di suo figlio:

Non c’è legge di natura che non si possa infrangere: i camion volano, un cubetto diventa una persona, i mostri resuscitano a comando. La mente del bambino ondeggia senza esitare da una cosa all’altra. Guarda, dice, il mio broccolo è un albero. Guarda, le mie patate sono nuvole. Guarda la nuvola, è un uomo. Oppure intingendo la lingua nel cibo e alzando lo sguardo, con un lampo di malizia negli occhi: “Tu lo sai come fanno Pinocchio e il suo papà a scappare dal Pescecane?” Pausa perché il quesito arrivi; poi in un sussurro: “Camminando piano in punta di piedi sulla lingua”.

Paul Auster
L’invenzione della solitudine
Einaudi, 2005
ISBN: 8806174894

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