Archivio mensile:febbraio 2007

Web Show #1: intervista a Riccardo Cambiassi

Come recita la presentazione sul suo blog, Riccardo “Bru” Cambiassi, è italiano, vive a Londra ed è affascinato da molte cose. L’ho incontrato al BarCampLondon2 e ho colto l’occasione per fargli un’intervista. Abbiamo parlato di social software e di BarCamp :-)

Technorati tags: , , , , , ,

Il mio MarCamp

Parto da Roma in macchia alle 9 di mattina: purtroppo non sono riuscito a condividere il viaggio, per cui mi aspettano tre ore di monotonia in autostrada. Il viaggio scorre inaspettatamente veloce e riesco ad arrivare in Ancona verso la mezza. Il MarCamp è in pieno svolgimento e, a una prima occhiata, sembra andare tutto molto bene: le tre aule, che la facoltà di economia e commercio ha messo a disposizione, sono piene e ci sono molte facce che non ho mai visto. Incontro anche un po’ di gente con cui ormai si sta consolidando una certa consuetudine: ci leggiamo e commentiamo in rete e ci vediamo di tanto in tanto a questi incontri. Ci sono Robin Good, Diego Bianchi (aka Zoro), Stefano Vitta (aka Aghenor), Antonio Sofi (aka Webgol), Antonio Tombolini (aka Simplicissimus), Tommaso Sorchiotti, e molti altri… Ovviamente non manca il pandemico Luca Conti, con la faccia sorniona e soddisfatta.

In men che non si dica si è fatta l’ora di pranzo: il cibo è offerto da San Lorenzo. Tutto molto, molto, buono. Il formaggio ubriaco che mi porge Tombolini mi conquista, così come i peperoncini sott’olio ripieni di tonno, il pesto e le acciughe. Se riuscissi a farmi promettere che non mi chiameranno mai, ma che si limiteranno ad attendere che io faccia un ordine, potrei prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di approvvigionarmi di generi alimentari per corrispondenza. Il mio problema è che non sopporto i televenditori che ti chiamano agli orari più improbabili.

Dopo le libagioni si ricomincia: Luca Conti propone un intervento su come scaricare le serie televisive americane usando le reti peer to peer. Non sapevo che fosse un appassionato del genere, ma vedo che snocciola titoli ed episodi con una certa dimestichezza e in aula non è il solo. E’ evidente che, per questa platea di pionieri, il video on demand è quasi scontato: nessuno di noi riesce a sincronizzarsi con i tempi dei media tradizionali.

Dopo Luca, tocca a me: vado a braccio e parlo di Cittadini digitali. Racconto perché mi sembra importante, quali sono i modelli che ispirano il progetto e a che punto siamo. Terminata la chiacchiera, lascio il posto all’oratore successivo, recupero la telecamera e mi accingo a fare un po’ di interviste ai partecipanti: tra qualche giorno spero di riuscire a trovare un po’ di tempo per curare l’editing video e produrre “Voci dal MarCamp”. Mentre riprendo, Robin Good coglie l’occasione per farmi una veloce lezione sui microfoni da utilizzare per il videoblogging: grazie, perché mi rendo conto che – almeno da questo punto di vista – la mia attrezzatura è ancora molto rudimentale. Così rudimentale che ho con me solo una batteria che si scarica mentre Vitta intervista Conti: la pausa mi permette di ascoltare un paio di interventi tra cui quello di Nicola Losito (aka Koolinus) su Flock (il browser che sto usando per scrivere questo post).

Si fa sera e proprio non posso fermarmi neanche per l’aperitivo, per cui saluto tutti e mi rimetto in macchina. Dopo altre tre ore di autostrada e una sosta durante la quale compro un Cd di James Brown, torno dalle mie donne alle dieci di sera, con la consapevolezza di avere un debito di punti moglie incolmabile. Ormai c’è un’unica soluzione possibile: la cancellazione del debito con un atto di magnanimità ;-)

Valeva la pena fare sei ore di macchina per partecipare al MarCamp: un bravo agli organizzatori e ci vediamo a Bologna per il CitizenCamp.

Technorati tags: , , ,

Post autoreferenziale

Apogeo online pubblica un’intervista che Emanuele Quintarelli mi ha gentilmente voluto fare. C’è finanche una mia foto con una sola faccia ;-)

L’identità definita dalle password
Apogeonline nel mondo del web 2.0. Nicola Mattina racconta PassPack,un’applicazione per la gestione dei dati d’accesso ai social software.Un doppio sistema di crittazione garantisce la volatilità dei dati el’impossibilità di violazione delle chiavi personali.

Technorati tags: , ,

BarCampLondon2: giorno 2

La prima giornata del BarCampLondon2 si è chiusa con una sessione di Werewolf (anche conosciuto come Mafia): sono rimasto a vedere in partecipanti in circolo mentre si esibivano in buffi riti collettivi e discutevano tra di loro per capire chi fossero i lupi mannari e linciarli. Finiti i giochi, molti barcampers si sono ritirati in una zona che British Telecom aveva messo a disposizione per la notte. Io e Bernhard abbiamo preso un taxi e siamo tornati in albergo.

Il secondo giorno, campeggiatori hanno cominciato con la colazione, mentre il sottoscritto è arrivato con un po’ di calma verso le 11:00, giusto in tempo per l’inizio delle sessioni. Ho seguito con interesse quella di Simon Willison (co-autore di Django) su OpenID, anche se devo dire che non mi ha convinto del tutto: trovo che il meccanismo sia ancora troppo macchinoso per un utente poco esperto… dal punto di vista della user experience c’è ancora molto da fare. Tuttavia, è un dato di fatto che OpenID sta ottenendo un notevole successo.

Si è quindi consumata un lotta tra fautori del semantic web ed evangelisti dei microformati: il dibattito è avvenuto in due sessioni consecutive. Alla seconda ha partecipato anche Chris Messina, co-fondatore del BarCamp, e sostenitore dei microformati. Chris mi ha gentilmente concesso un’intervista, che sarà on line appena avrò avuto il tempo di lavorarci un po’ su per sistemarla.

All’ora di pranzo si chiudono i lavori con una sessione plenaria con tanti applausi e qualche riflessione collettiva. La principale riguarda la dimensione: qualcuno si lamenta che con eventi che raccolgono quasi duecento persone sia difficile mantenere una logica di conversazione. In un certo senso è vero: i BarCamp come questo di Londra – dove c’erano sette sessioni in contemporanea – rischiano di essere frustranti per chi assiste (perché ha la sensazione di perdere sempre qualcosa) e per chi parla (alcune sessioni attirato inevitabilmente più persone a prescindere dall’argomento e cannibalizzano le altre). Forse, quando aumentano le dimensioni, occorre qualche spettatore in più e qualche oratore in meno. Ad ogni modo l’evento londinese è stato molto ben organizzato: complimenti!

Chiuso il BarCamp, un manipolo di persone si sposta in un pub poco distante: continuiamo a fare un po’ di chiacchiere e conosco un ragazzo tedesco molto sveglio. Lamenta la mancanza di “europeismo” in questi eventi e nella blogosfera del vecchio continente in generale. Dice che gli piacerebbe avere visibilità su quello che accade nei vari paesi, ma tutti i blogger scrivono nella propria lingua madre e quindi è molto difficile fare networking e immaginare delle iniziative di respiro europeo. Ha perfettamente ragione e quindi decidiamo di sentirci nelle prossime settimana per provare a costruire un network di blog in inglese che trattino dello stato del web 2.0 nei singoli paesi dell’Unione europea.

Il prossimo BarCamp è in patria: ci si vede in Ancona ;-)

Technorati tags: , , , ,

BarCampLondon2: giorno 1

Siamo arrivati praticamente alla fine della prima giornata del BarCampLondon2 ed è sicuramente giunto il momento per fare qualche riflessione. Partiamo dagli sponsor: British Telecom, O’Reilly, Bbc Backstage e Torchbox. Chi sponsorizzerà i prossimi BarCamp in Italia? Una grande compagnia telefonica, un network televisivo o un grande editore? Ho molti dubbi in proposito: mi aspetto piuttosto una piccola compagnia innovativa come a Roma.

Inoltre, c’è da chiedersi se sia un vantaggio avere degli sponsor “importanti”. Io penso di si, soprattutto perché agevolano il lavoro. British Telecom per esempio: l’evento si svolge in una bella sede dell’operatore telefonico inglese nel centro di Londra. Abbiamo a disposizione tutta l’area congressi e la caffetteria e sono state allestite sette postazioni con videoproiettore per gli oratori. O’Reilly offre da mangiare (potevano decisamente investire qualche sterlina in più), mentre mi è meno chiaro il ruolo di Bbc e Torchbox (fatto salvo il fatto che due dei tre organizzatori lavorano in queste aziende). Sarebbe bello vedere personale proveniente da queste organizzazioni interagire con il resto dei partecipanti e presentare delle idee da discutere.

Ed ecco un po’ di cronaca. La giornata parte con una sessione “urbi et orbi”, in cui i tre organizzatori (Ian Forrester, Jason Cartwright and Natalie Downe) spiegano come funzionerà l’evento. Quindi ci spostiamo tutti verso lo spazio in cui sono stati allestiti i tabelloni con il programma: si tratta di due pareti che vengono riempite molto velocemente di fogliettini. Anche io oso proporre il mio intervento. L’argomento è lo stesso del RomeCamp: “corporate communication and new media: disintermediation, remediation, automation”. Ho voglia dei mettermi alla prova con un intervento di mezz’ora in inglese e scelgo l’argomento che mi è in qualche modo più congeniale e che ho già trattato in varie occasioni pubbliche. Per fare le cose in grande, scelgo anche la sala più grande e scenografica: visto che dobbiamo ballare…

La mattina trascorre velocemente nei preparativi. Si pranza con tramezzini, biscotti e litri di Coca Cola e succo di mela. All’una iniziano le sessioni: con la telecamera mi sposto da un oratore all’altro raccogliendo brandelli di presentazioni e chiacchierando con varie persone. Non sono il solo italiano: c’è anche Carlo Nicora con la sua compagna e Riccardo Cambiassi. Entrambi hanno deciso di emigrare a Londra perché la considerano un ambiente più congeniale per chi si occupa di web. Come contraddirli! Dall’Italia, invece, sono venuti Amanda Lorenzani e Bernhard Berger di Excite: è molto piacevole averli come compagni di avventura.

Alle 17:10 è il mio turno: questa volta punto la telecamera sul palco e avvio la registrazione. Collego il computer che mi ha prestato Amanda (non ho portato l’adattatore Vga per il mio Mac) e carico su le cinque slide che ho preparato.

Ahimé, l’argomento della presentazione non attirata molti spettatori: in effetti gli argomenti trattati nel corso della giornata sono stati principalmente da smanettoni. Amanda mi da una mano con il computer che di tanto in tanto fa logoff. Parlo e qualche volta mi inceppo o non trovo le parole. Accidenti, non è affatto semplice essere fluidi in una lingua diversa dalla propria, ma alla fine penso di aver fatto una figura dignitosa.

Torno a sedermi per ascoltare qualche altra sessione, ma perdo quelle di Riccardo e Carlo. Accidenti, mi dispiace: spero che le loro presentazioni abbiano riscosso il successo che sicuramente meritavano. Ne parleremo domani perché li intervisterò entrambi.

E’ ora di cena: pizza (con pollo e ananas!) e birra. Ci sediamo al tavolo e facciamo due chiacchiere ricapitolando un po’ la giornata. Adesso ci sono un altro po’ di presentazioni notturne e poi tutti a letto, perché domani si ricomincia.

Technorati tags: , , , , , , ,

Cittadini digitali: Ottavianelli dice si, ma…

Stamattina ho chiamato una seconda volta il dr. Ottavianelli che mi ha gentilmente risposto al telefono e che – a voce – è assai più disponibile che per posta. In buona sostanza, la sua posizione è: “se vuole venire per prenderne visione ed eventualmente fotografare i verbali, non ci sono problemi: è sufficiente un po’ di preavviso per organizzarci. Se ha bisogno di una copia, l’iter è più complesso perché in qualità di elettore mi deve dire il motivo e in qualità di rappresentante di un’associazione, il garante della privacy richiede che sia esibito lo statuto.”

Confesso di non riuscire a capire bene il discorso della privacy, ma per il momento mi basta così: l’importante è che io possa andare all’ufficio elettorale con una macchina fotografica o uno scanner ed acquisire il materiale che mi serve. Lo farò al ritorno da Londra :-)

Technorati tags: , ,

Pronto per Londra

Sto preparando armi e bagagli per la mia settimana londinese. Parto domani con un volo Alitalia preso con le miglia (suggerimento: se dovete usare le miglia premio, chiamate il customer care al telefono… sul sito avrei rischiato di consumare 50.000 miglia per viaggiare in economica, mentre con il customer care ne consumo 40.000 per viaggiare in business). A Londra ho prenotato un albergo tramite LondonTown: è la seconda volta che uso questo sito e trovo che, oltre a essere fatto benissimo, offra i migliori prezzi per la capitale inglese.

Sabato e domenica partecipo al BarCampLondon2: sono molto curioso di vedere in quanto differisce da quello a cui ho partecipato a Roma. Magari gli inglesi sono più organizzati: certo è che la partecipazione è a numero chiuso e che lo sponsor è British Telecom.

Lunedì ho un po’ di appuntamenti per fare delle interviste in video. La trasferta londinese segnerà il mio debutto ufficiale come videoblogger: per l’occasione ho comprato un cavalletto, un set di microfoni da cravatta, tanti cavetti e un fantastico zaino che contiene tutto. L’obiettivo è raccogliere quante più interviste è possibile per fare una serie sul web 2.0 e venture capital in Europa.

Martedì e mercoledì partecipo al Fowa. Ho provato a richiedere delle interviste con i relatori, ma la maggior parte mi ha rimbalzato agli uffici stampa. D’altro canto si tratta di dirigenti di grandi aziende ed è abbastanza inevitabile. Conto di acchiappare qualcuno per uno scambio di battute tra un intervallo e l’altro. Vorrei parlare con Horowitz (Yahoo!) e Vogel (Amazon). Tornerò vittorioso? Ai posteri l’ardua sentenza.

Avete qualche suggerimento? Volete che faccia qualche domanda per conto vostro? Fatemi sapere…

Technorati tags: , , , ,

Cittadini digitali: Ottavianelli dice ancora no!

Chi legge questo blog sa che sto provando a ottenere una copia dei verbali, relativi alle elezioni politiche del 2006, delle 58 sezioni elettorali del Municipio 3 di Roma. Ho inviato una prima richiesta ottenendo un diniego motivato cosi (vedi la copia della lettera):

in riferimento alla Sua richiesta dell’8 gennaio 2007 prot. 709, si informa che, a norma dell’art. 4 del Regolamento per il diritto all’accesso alle informazioni (deliberazione del Consiglio Comunale n. 203/2003), la “richiesta di accesso agli atti deve essere motivata con riferimento all’interesse personale e concreto che determina la richiesta dell’istante…”
Poiché la domanda presentata dalla S.V. non risulta adeguatamente motivata, risultando dalla stessa un interesse per lo più generico, si fa presente che, ove la S.V. intenda richiedere copia o visionare i verbali delle elezioni politiche del 2006, dovrà comunicare allo scrivente Ufficio le motivazioni dell’interesse personale e concreto che determina la richiesta.

Ho quindi inviato una seconda richiesta motivando in modo semplice e concreto: “A questo scopo, come da Lei richiesto, specifico che la richiesta è motivata dalla volontà di realizzare il progetto Cittadini Digitali (www.cittadinidigitali.org) di cui io sono uno dei promotori.” Ho ritenuto di dover continuare con lo stesso approccio soft: quello di un cittadino che intende esercitare un proprio legittimo diritto senza dover ricorrere a un avvocato. Purtroppo, l’approccio soft non funziona con il dottor Angelo Ottavianelli, che – evidentemente – ha deciso di continuare nella sua strategia di dissuasione. Ecco il testo del secondo diniego (vedi copia della lettera):

preso atto del contenuto della Sua lettera del 06/02/2007 che, la richiesta di copia dei verbali delle elezioni politiche, è stata da Ella presentata nella qualità di promotore di una organizzazione denominata “cittadini digitali”, al fine di poter rilasciare le copie dei verbali in questione, La invito a trasmettere allo scrivente Ufficio una copia dell’atto costitutivo e dello statuto dell’Organizzazione, da cui sia possibile rilevare le finalità associative e la conseguente sussistenza di un interesse diffuso all’ottenimento di quanto richiesto.
Le rammento invero che, le norme in materiale elettorale, riservano la conoscenza del contenuto dei verbali mediante visione, ai soli “singoli elettori” (art. 75 comma 4 Dpr 30 marzo 1957, n. 361), mentre ogni altra attività (estrazione copia, accesso da parte di soggetti diversi ecc.) soggiace alle ordinarie norme in materia di accesso agli atti e ai documenti amministrativi.

Che dire? A me sembra che vi sia qualche contraddizione tra le due missive e che – in entrambi i casi – non sostenere che non ho diritto di avere una copia dei verbali, il dottor Ottavianelli stia adducendo motivazioni confuse e artificiose per evitare che io eserciti un mio legittimo diritto di cittadino. A questo punto non rimane altra scelta: devo interpellare il mio avvocato e far scrivere a lui una lettera in legalese che non lasci via d’uscita al direttore dell’ufficio elettorale di Roma. La considero una cosa estremamente fastidiosa, ma non ho nessuna intenzione di cedere.

Technorati tags: , , ,

Brodo Primordiale da non perdere

Mi sono dovuto fermare più volte nella lettura perché avevo le lacrime agli occhi dalle lacrime: il post di Brodo Primordiale sui ggiovani che vanno a fare i colloqui è veramente esilarante. E, ahimé, vero! Forse sto invecchiando, ma è veramente difficile trovare candidati accettabili (soprattutto per attività di consulenza di direzione) e la laurea (qualunque laurea) non è certo un fattore discriminante: oramai, chi più chi meno, sono tutti laureati e masterizzati…

Ad ogni modo, alcuni dei consigli di Brodo Primordiale:

3) giacca e cravatta vuol dire completo scuro e camicia chiara, meglio bianca o celeste. Non gessati di D&G a righe di tre centimetri e camicie rosso scarlatto con colli da venti centimetri stile Lotar. Non vestiti antracite metallizzato, quello va bene per la macchina [...]

4) Inglese: vuol dire che se a un certo punto arriva un signore e inizia a parlarvi in inglese dovete essere in grado di capire quello che dice e di rispondere in maniera comprensibile nella stessa lingua. [...]

8) Eliminate il capitolo “Hobbies” dai cv. Non frega un cazzo a nessuno del fatto che fate immersioni sub, a meno che non stiate cercando un lavoro alla Cressi. [...]

11) Qualità della vita non vuol dire essere pagati per non fare un cazzo o per starsene a casa.

E non dimenticate di leggere le risposte piccate di alcuni utenti, che si sentono chiamati in causa. Per mia esperienza, comunque, chi vale fa carriera e guadagna a volte anche più del valore che esprime realmente. Chi si lamenta, rompe le palle, si sente sempre torteggiato, avanza sempre pretese e ha bisogno di fare un corso per imparare qualsiasi cazzata (invece di leggere un buon libro) non può che aspirare a ricoprire ruoli marginali. La mia impressione è che sono assai pochi quelli che si sono accorti che anche nel mercato del lavoro esiste la competizione e che è necessario mettersi in discussione continuamente. E con questa paternale suggello definitivamente la scivolata inesorabile verso l’età matura :-)

Technorati tags: , , ,

Cittadini digitali: nuova richiesta al Comune di Roma

Oggi ho inoltrato una nuova richiesta al comune di Roma per ottenere i verbali dei seggi del Municipio 3. Questa volta spero di aver motivato adeguatamente:

A questo scopo, come da Lei richiesto, specifico che la richiesta è motivata dalla volontà di realizzare il progetto Cittadini Digitali di cui io sono uno dei promotori.

La motivazione è concreta (devo fare un progetto) e personale (sono uno dei promotori del progetto), quindi il dr. Ottavianelli non dovrebbe opporre ulteriore resistenza permettendomi di esercitare un mio diritto. Ovviamente, vi terrò aggiornati :-)

Cittadini digitali

Sono arrivati vari consigli utili in seguito al mio post di ieri. Uno di questi era: perché non metti su un wiki per dare corpo al tuo progetto e con l’occasione gli dai anche un nome? Detto fatto :-)

Il progetto Cittadini Digitali è ufficialmente online e aspetta contributi.

Lancio quindi un meme, con l’augurio di trovare molte persone con cui condividere questa avventura, che (ne sono convinto) ci insegnerà molte cose su come migliorare la partecipazione dei cittadini alla politica.

Il Comune di Roma non permette l’accesso ai dati elettorali

Alla fine di novembre, sollecitato da una puntata di Matrix in cui si parlava di brogli elettorali, ho scritto un post con qualche riflessione su come si potesse procedere a una verifica dei voti senza ricontare tutte le schede elettorali (Brogli elettorali: come verificare?). Tale esercizio, che alcuni considerano risolutivo, è a mio avviso superfluo: mi sembra assai improbabile, infatti, che si possa ordire una cospirazione che coinvolgerebbe centinaia di migliaia di persone.

Penso che la Rete offra una grande opportunità alla democrazia e tale opportunità non è nella possibilità di partecipare direttamente al processo decisionale (la rappresentanza mi sembra una questione ineludibile), quanto nel poter esercitare un controllo. In teoria potremmo accedere a moltissime informazioni sull’operato di politici e amministratori pubblici. In pratica, tale accesso è talmente oneroso che diventa impossibile. Ecco perché ho deciso di fare un esperimento di democrazia 2.0 e ho bisogno del contributo di molte persone.

I comuni conservano una copia dei verbali delle sezioni elettorali. I verbali sono atti pubblici e quindi il cittadino vi dovrebbe poter accedere liberamente. Se un po’ di persone si prendessero la briga di chiedere all’ufficio elettorale del proprio comune una copia dei verbali delle ultime elezioni politiche, ne facessero una copia elettronica e la pubblicassero online, avremmo un archivio dei dati elettorali originali. Si tratta di informazioni compilate alla presenza di almeno cinque persone e quindi è difficile immaginare che non siano veritieri.

Pensate adesso che altre persone si prendano il disturbo di riportare i numeri contenuti nelle immagini in un archivio costruito con un software il cui codice sia liberamente ispezionabile per garantire che faccia solo delle somme. Ebbene: in questo modo avremmo ricontato i voti e finalmente sapremmo se ci sono stati dei brogli o meno. Dite che è un’impresa impossibile? Non meno dell’idea di fare un’enciclopedia collaborativa ;-)

A questo punto, qualcuno di voi si starà chiedendo: che c’entra il Comune di Roma citato nel titolo? E’ semplice: da quado ho scritto il post a novembre non sono certo rimasto inattivo. Ho fatto qualche indagine e ho scritto un fax all’ufficio elettorale di Roma chiedendo l’accesso ai verbali delle sezioni del municipio 3. Ho adottato un approccio soft, quello di un cittadino incuriosito, senza assistenza legale (scarica il fax).

Oggi ho ricevuto la risposta dell’ufficio elettorale del comune di Roma, che mi dice che la richiesta di accesso agli atti deve essere motivata con riferimento all’interesse personale e concreto che determina la richiesta dell’istante. Secondo il dr. Angelo Ottavianelli, invece, la mia domanda non risultava adeguatamente motivata.

Bene! Adesso, ho bisogno dell’assistenza di un esperto che mi aiuti a capire se il diniego del Comune di Roma non mi permette di accedere ai verbali perché la legge non lo prevede, oppure se si tratta di un tentativo di fare melina. Il mio obiettivo è innanzitutto fornire le indicazioni che permettano a chiunque di richiedere con successo una copia dei verbali della propria circoscrizione.

Se vi interessa partecipare all’esperimento, rilanciate questo post sul vostro blog e datemi il vostro contributo. Grazie in anticipo :-)