Tra vanità e manie di persecuzione

Una delle cose che amo di più del mondo digitale in cui sono immerso è la sua ineludibile materialità: alla fine, dietro ai link e alle url ci sono degli umani, con tutto quello che ne consegue. Fortunatamente, spesso va assai bene e si incontrano persone gradevoli e garbate, che hanno cose interessanti da dire, che sono fortemente interessate ad ascoltare, che sono animate da curiosità e da un sincero spirito di condivisione. Quando va meno bene, le figure peggiori le fanno i vanitosi.
Non preoccupatevi! Non mi sto addentrando in una filippica sui difetti o sull’educazione degli altri. Sto, invece, mettendo le mani avanti, perché mi rendo conto che la vanità e la vanagloria che io posso vedere in alcuni miei interlocutori sono due caratteristiche che essi possono tranquillamente rintracciare nel sottoscritto. La cosa mi corruccia un po’ perché sono due tratti che a me risultano piuttosto sgradevoli e, visto che sono un vanitoso, vorrei essere percepito positivamente sempre e comunque da tutti 😉
Fortunatamente la vanagloria risulta spesso comica e offre l’opportunità di farsi e di far fare qualche risata. Basti pensare alle manie di persecuzione che genera: il filtro antispam che si mangia i commenti diventa censura; il blogger che ti cita senza seguire tutte le regole del manuale di search engine optimization per garantirti un incremento del pagerank di Google è, nella migliore delle ipotesi, un ingrato; se perdi al blogstar death match è colpa dei tuoi amici che sono rincoglioniti; e così di seguito.
Insomma, non tutto il male viene per nuocere: i vanitosi si coprono così facilmente di ridicolo che diventa fin troppo semplice prenderli per i fondelli… Ebbene: mi raccomando non risparmiatemi e prendetemi pure in giro (o “dateme du’ pizze”, come si direbbe a Roma) se vedete che perdo di vista la realtà 😉 Grazie!

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