Archivio mensile:ottobre 2007

Smau: piccola cronaca di una giornata

Oggi Roma Milano andata e ritorno, per partecipare a un incontro allo Smau organizzato dal gruppo dei Verdi alla regione Lombardia. L’aereo è alle 8, ma Meridiana mi regala un’ora e mezza di ritardo, per cui arrivo a Milano alle 10:30 e riesco a raggiungere la Fiera di Rho dopo un’ora abbondante. Mi aspettano Marcello Saponaro (consigliere dei Verdi alla regione) e Lele Rozza. Purtroppo ho perso gli interventi di Paolo Pedaletti (OpenLabs) e Lorenzo Pezzato (Assoritech). Invece, sono in tempo per l’intervento di Enrico Sambo (Comune di Venezia), che parla di come è possibile riutilizzare l’hardware obsoleto per creare dei punti di accesso a basso costo. L’argomento è molto interessante e aspetto di ricevere un po’ di materiale per riferirne meglio. Le foto dell’incontro sono su Flickr.
Parlo di intelligenza collettiva, di come sia possibile usare il crowdsourcing per abilitare un più efficace controllo sull’attività dei decisori pubblici, di net neutrality come condizione necessaria per far crescere Internet e il suo potenziale democratico. Segue un dibattito che tocca inevitabilmente il ddl Levi Prodi, di cui mi sono fatto la seguente opinione:

  • è inapplicabile, perché significherebbe registrare al Registro degli operatori di comunicazione milioni di persone. Senza considerare il fatto che attualmente la procedura di registrazione avviene usando moduli di carta!
  • è anacronistico, perché non mi sembra che contempli il caso in cui l’attività editoriale venga svolta in Italia, ma la pubblicazione avvenga in un altro paese. In altri termini, che succede se il mio blog risiede su un server negli Stati Uniti e io non lo firmo con il mio nome e cognome? Come faccio a stabilire che si tratta di un cittadino italiano che pubblica dall’Italia e non di un cittadino di un qualsiasi altro paese che ha deciso di scrivere in italiano?
  • è pericoloso, perché, una volta individuato l’operatore della comunicazione, egli diventa responsabile di tutto quello che viene pubblicato nello spazio a lui attribuito. Questo, se non ho capito male, è quello che distingue la diffamazione tout-court dalla diffamazione a mezzo stampa.

Pranziamo continuando a chiacchierare di democrazia e Internet. Alle 14,30 c’è Luca Mascaro che parla di enterprise 2.0. Da Lugano sono venute anche Donata, Alice e Leonora. La presentazione è interessante e ben costruita: aspetto che Luca condivida le slide per cannibalizzarle ;-) Al talk di Luca c’è anche Francesca, simpatica, bella e con un sorriso solare come nelle foto di Flickr. Prendiamo un caffè insieme e facciamo due chiacchiere.
Poi, io mi riavvio verso Linate per tornare dalle mie donne. Ma perché queste cose si fanno sempre nei week end?

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La legge sull’editoria forse offre un’oppotunità

A una prima lettura, il disegno di legge sul riordino dell’editoria del 3 agosto 2007, suggerisce che nel testo sia nascosta un’opportunità.
Innanzitutto, il testo intende includere nel concetto di prodotto editoriale praticamente tutto quello che viene scritto e pubblicato in qualsiasi forma ad eccezione di quanto viene prodotto all’interno di un’azienda. Tutti coloro che pubblicano diventano automaticamente operatori della comunicazione (sic!) e di conseguenza devono iscriversi all’apposito registro. A costoro si applicano quindi alcuni reati, come la diffamazione a mezzo stampa, che – se non ricordo male – è un reato penale. L’intenzione è discutibile e più di un osservatore ha fatto rilevare che ha dei risvolti liberticidi e censori pericolosi (leggi per esempio: Il Governo vara la Internet tax).
Nella smania legislativa del Governo, però, mi sembra di vedere anche un’opportunità. All’articolo 12, infatti, si dice che:

Gli operatori della distribuzione dell’editoria quotidiana e periodica nelle concrete pratiche commerciali, nei diversi passaggi e ad ogni stadio, nazionale o locale, della filiera distributiva, rispettano i principi della concorrenza e del pluralismo e garantiscono la parità di trattamento fra le testate giornalistiche.

Ebbene, visto che io posso svolgere attività editoriale anche solo via Internet, nel momento in cui mi si riconosce come operatore della comunicazione, di fatto si impone a chi distribuisce i miei contenuti, ossia il provider e il carrier, di non discriminarmi rispetto ad altri operatori. Questa cosa assomiglia molto alla net neutrality.
Mi spiego: ieri sera giocavo con MoFuse e ho costruito la versione mobile del mio blog (http://m.mofuse.com/nicolamattina). A questo punto, se io fossi un operatore della comunicazione, avrei diritto a distribuire la versione mobile del mio prodotto editoriale senza subire discriminazioni. Di conseguenza, gli operatori wireline e wireless – in quanto distributori – non potrebbe mettere concretamente in piedi alcun walled garden. E’ corretto questo ragionamento?

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Smau: quali opportunità nell’era dell’accesso?

Domani sarò a Smau per partecipare a un dibattito organizzato dal gruppo Verdi per la pace della regione Lombardia e dal consigliere regionale Marcello Saponaro. Il titolo dell’incontro è Quali opportunità nell’era dell’accesso?: interverranno, oltre al sottoscritto, Luana Zanella (assessore al comune di Venezia), Paolo Pedaletti (Openlabs Milano), Lorenzo Pezzato (presidente Assoritech). Maggiori informazioni sull’evento nel sito di Smau.

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Italia.it: lo scandalo continua

Mentre il movimento Ritalia è fallito miseramente, Scandalo Italiano continua a portare avanti la sua condivisibilissima attività di indagine nei confronti di Italia.it. Ovviamente non senza difficoltà: non ultima quella di non poter accedere alla documentazione di gara e di progetto del sito, che è tenuta ben segreta dal Governo e dalle aziende destinatarie della regalia (Ibm e compagniucci). Vale la pena leggere il resoconto e parlarne sempre di più: Accesso vietato ai documenti di Italia.it: una sconfitta per la legge Stanca?

Update: il 18 ottobre 2007, il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore riportano che Rutelli starebbe decidendo di chiudere Italia.it perché lo considera un progetto fallimentare. Gatta ci cova!

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Elastic cerca programmatori

E’ tempo di ricerca di personale in Elastic. Dopo lo stagista per l’Occidentale, l’esperto in social networking e i grafici, abbiamo appena iniziato la selezione di un programmatore. Il profilo è descritto in dettaglio nel blog di Gianluca Magalotti, il nostro direttore tecnico: Elastic cerca giovani programmatori. Non siate timidi, lavorare con noi sarà una grande esperienza, su questo non ci sono dubbi ;-)

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Netwo incontra Tiscali: aioooo!

Oggi gita in Sardegna con una manciata di blogger italiani per visitare Tiscali. Ci sono volti noti (Andrea Beggi, Luca Conti, Lele Dainesi, Mafe De Baggis, Alberto D’Ottavi, Luca Mascaro, Emanuele Quintarelli, Lorenzo Viscanti, Stefano Vitta) e persone che vedo per la prima volta (Mario Bellina, Vincenzo Cosenza, Angelo di Veroli, Daniele Vietri). A Cagliari, ci accolgono l’amministratore delegato Mario Mariani con alcuni collaboratori (ho raccolto i biglietti da visita di Klaus Ludemann e Franco Saiu).
La mattinata va via in una presentazione dell’amministratore delegato, che racconta la storia dell’azienda e fornisce un po’ di dati sul posizionamento e la strategia. Quindi tutti i partecipanti si presentano, raccontando chi sono e cosa fanno. La discussione verte inevitabilmente sulla qualità dei customer care del settore telefonia e Internet: Mariani giura che Tiscali si posiziona in modo eccellente rispetto ai propri concorrenti perché ha fatto degli investimenti in quest’area puntando sulla soddisfazione del cliente piuttosto che sul contenimento dei costi.
Dopo pranzo, è il turno di Klaus Ludemann (direttore media e Vas) che ci racconta l’area del sito dedicata ai contenuti prodotti dalla redazione interna: la presenza di un piano editoriale originale (invece dell’uso di contenuti acquistati all’esterno) consente all’azienda di generare molto traffico e di tenere alto il costo dei banner venduti dalla concessionaria. L’area media genera il 6% del fatturato di Tiscali. In generale, viene sottolineato l’intervento umano come fattore differenziante rispetto ai concorrenti: su questo concetto, infatti, torna anche Franco Saiu (responsabile della community) che illustra come tutti i blog aperti sulla piattaforma di Tiscali siano verificati manualmente e siano valorizzati quelli con i contenuti migliori.
Le presentazioni sono forse un po’ troppo lunghe, ma alla fine inizia una discussione. Tra i presenti c’è disappunto: c’è chi ritiene che Tiscali non abbia presentato nulla di particolarmente innovativo. Per certi aspetti è vero: dal punto di vista tecnologico non c’è nulla di nuovo, ma da quello che capisco l’obiettivo dell’azienda è rendere utilizzabili i servizi basati sui social software (blogging, sharing di fotografie e video) al maggior numero di utenti “normali”. Non sono proprio convinto: mi sembra che bloggare, condividere fotografie e video non sia più un’attività di nicchia neanche in Italia, ma forse sbaglio. E se anche fosse così, il secondo mercato di riferimento di Tiscali è la Gran Bretagna, dove le cose dovrebbero andare molto diversamente.
Intervengo cercando di spostare la discussione su un piano meno “operativo”: mi interessa capire quale sia la visione strategica dell’azienda che porta alla decisione di adottare un sistema di single sign-on e di introdurre funzionalità sociali o migliorare quelle esistenti. Mentre parlo, però, vengo interrotto in modo scortese da Lele, che è un ragazzo pieno di qualità, ma a volte esagera con la sua incontinenza verbale. Sono talmente sconcertato, che preferisco uscire a fare due passi e un paio di telefonate.
La giornata si conclude con una demo dell’IpTv. La user experience mi sembra piuttosto buona, ma non riesco a considerare appetibile più di tanto la distribuzione tramite Ip di contenuti televisivi. C’è da dire che sono un telespettatore più che distratto: meno Tv vedo e meglio mi sento. Considererei appetibile il set-top box se mi permettesse di attaccare una videocamera o una fotocamera, caricare tutto il mio materiale in remoto e poterlo condividere con amici e parenti che hanno lo stesso apparecchio (il concetto dovrebbe essere lo stesso delle stampanti a cui puoi attaccare direttamente le fotocamere). Quando l’ho detto a Mariani, ha storto un po’ il naso: se non ho capito male, il set-top box di Tiscali deve essere un walled garden altrimenti non è possibile avere i contenuti dai network televisivi e dalle major. Mi sembra abbastanza probabile che sia un modello destinato a durare fin quando le aziende non saranno costrette ad adottare delle forme meno punitive e limitanti nei confronti dei clienti, come sta accadendo con la musica, dove i Drm stanno progressivamente scomparendo.
Non c’è molto tempo per discuterne, perché si è fatto tardi. Ci rimettiamo in pulmino e torniamo in aeroporto. E’ stata una giornata interessante e ricca di spunti di riflessione: non posso che ringraziare Tiscali per l’ospitalità e il direttorio di Netwo per il coinvolgimento.

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Elastic valuta giovani grafici

Elastic intende conoscere e valutare il portfolio di giovani grafici freelance che abbiano esperienza di web design. Il nostro obiettivo è individuare professionisti da coinvolgere nell’esecuzione di progetti che richiedono lo sviluppo di siti web.
Ci interessa, in particolare, entrare in contatto con persone a Roma e dintorni, perché – nonostante siamo abituati a lavorare in gruppi formati da individui che risiedono in luoghi diversi – abbiamo maturato la convinzione che alcune attività possano essere svolte più proficuamente lavorando “gomito a gomito”.
Chi desidera entrare in contatto con noi, può inviare un portfolio all’indirizzo jobs@elasticfarm.com. Valuteremo i lavori e chiameremo i migliori per un colloquio presso la nostra sede.

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Elastic ha bisogno di un esperto di social network analysis

Recentemente, in Elastic, abbiamo iniziato a esplorare la social network analysis con l’obiettivo di comprendere meglio come sono organizzati i nostri clienti. Vogliamo aiutarli a governare con maggiore consapevolezza le relazioni con i propri influenti e a valorizzare il potenziale delle relazioni tra i membri della stessa organizzazione.
Pensiamo che le tecniche sviluppate per l’analisi delle reti sociali possano essere di grande aiuto e che possano essere efficacemente utilizzate in contesti in cui gli utenti producono tracce digitali delle propria attività.
Desideriamo quindi iniziare una collaborazione con un esperto di social network analysis, che ci aiuti a realizzare alcuni progetti pilota. In questa fase, offriamo un rapporto consulenziale e pensiamo che l’ambiente accademico possa essere il miglior luogo in cui effettuare la ricerca. Se, qualcuno dei lettori di questo blog desidera proporre la sua candidatura, non ha che da scrivere a info@nicolamattina.it allegando tutte le informazioni che ritiene utili e necessarie a valutarla.

P.s. Questo post, come tutti gli altri che ho scritto per ricercare collaboratori o stagisti sono scritti al maschile, ma va da se che il sesso non è una discriminante.

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Fowa: un primo bilancio personale

Qual è il futuro delle applicazioni web? Ovviamente non può esserci una sola risposta e quello che ho ascoltato riguardava più le esperienze maturate finora che ipotesi di lavoro per il futuro. Il focus è innanzitutto sui social network e sulle loro specializzazioni. I vari Flickr, YouTube, Twitter, Plazes, SlideShare servono a condividere specifici “oggetti”: fotografie, video, cinguettii, luoghi in cui ci si trova, presentazioni e così di seguito. Facebook, in un certo senso, rappresenta un’eccezione perché permette di costruire applicazioni che a loro volta permettono di condividere oggetti. E non mancano certo le critiche a questo approccio, soprattutto per via del fatto che Facebook “sembra pensare di poter sostituire Internet”.
Molti dei relatori erano volti noti: da Mike Arrington a Om Malik fino a Kevin Rose, che questa volta si è portato dietro i due amichetti con cui ha sviluppato Digg e Pownce. Vedendo questi pargoli produrre servizi usati da milioni di utenti, mi viene da pensare che gli ingegneri della mia generazione si fanno troppe pippe mentali quando sviluppano e progettano un servizio e che la barriera di ingresso a tecnologie che garantiscono la scalabilità e la robustezza deve essersi abbassata drammaticamente.
Le conferenze come Fowa sono per certi versi irritanti: è facile, infatti, sentire cose dette e ridette ed è altrettanto facile ascoltare relatori che possono vantare assai poco in termini di risultati ottenuti. In alcuni casi si ha la fortuna di imbattersi testimonianze interessante, in altri – purtroppo – si devono sentire cose scontate e senza particolare spessore (make it simple, engage with your user, bla bla bla…).
Ho cercato di fare un po’ di networking con risultati non sempre scontati. Suw Charman e Rashmi Sinha (ho intervistato entrambe) sono state molto cordiali e disponibili. Lo stesso dicasi di Dennis Howlett, con cui ho scambiato un po’ di chiacchiere insieme a Emanuele Quintarelli. Poi ho conosciuto alcuni italiani “in trasferta” che stanno avviando start up in Gran Bretagna: si tratta di due progetti molto interessanti e sono sicuro che Amanda ne parlerà presto su Blognation (a proposito, grazie per l’invito all’inaugurazione dell’edizione inglese). Piuttosto deludente, invece, Stephanie Booth, una blogger svizzera con un colore di capelli improbabile, che si è dimostrata complessivamente scostante: l’ho tolta dall’aggregatore per ripicca :-)
In questa edizione del Fowa, c’era anche uno spazio dedicato all’esposizione di prodotti. Ho visto soprattutto piattaforme per creare social network e un concetto di aggregatore Rss interessante: fav.or.it permette di leggere post e commenti e di postare un commento dall’aggregatore direttamente nel blog dell’autore. Lo proverò: se funzionasse davvero, non avrei grossi dubbi ad adottarlo.
Che dire di più: Londra mi piace sempre tantissimo e questa volta il clima è stato insolitamente clemente, tanto che non sapevo dove mettere il giaccone (insomma, ho fatto la figura di Totò e Peppino a Milano).

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N3TV Politica 2.0: si parla di primarie

Venerdì sarò ospite per la seconda volta di Politica 2.0, il programma condotto Emiliano Germani su N3TV, la web tv di Tommaso Tessarolo. Questo è il programma provvisorio:

I blog dei candidati alla guida del Partito Democratico + Speciale Free-Burma: la mobilitazione online in aiuto del popolo birmano

Ospiti:

  • Nicola Mattina, blogger, consulente esperto di media sociali
  • Andrea Bondi, blogger, esperto di nuove tecnologie e giovane politico impegnato nell’amministrazione locale
  • Dario Salvelli, blogger, giornalista esperto di nuove tecnologie

Argomenti della puntata:

  • Free Burma: il 4 ottobre i blogger di tutto il mondo mobilitati per sostenere la rovoluzione pacifica in Birmania. Cosa è succeso? Qual è il ruolo di Internet in questa straordinaria mobilitazione? Come possiamo partecipare?
  • Veltroni, Bindi, Letta, Adinolfi, Gavazzoli Schettini, Gawronsky. Come comunicano sul web i 6 candidati alla guida del nuovo soggetto politico del centro-sinistra? Esploriamo insieme i loro blog e siti Internet e scopriamo se sono o no dei bravi “politici 2.0″. Continua su POLITICA2.0 BLOG (http://www.politicaduepuntozero.it/?p=93)

Non dimenticate che si può interagire in diretta, tramite la chat e rispondendo ai sondaggi :-)

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Elastic offre uno stage presso l’Occidentale

Forse non tutti sanno che ho una piccola società di consulenza di direzione specializzata in media sociali. La mia creatura si chiama Elastic e annovera tra i suoi clienti Finmeccanica, Fondazione Magna Carta, Polizia di Stato, Alenia Aermacchi ed Ebitemp.
Elastic ha deciso di offrire uno stage da svolgere presso la redazione dell’Occidentale (il quotidiano online della Fondazione Magna Carta), dall’inizio di ottobre per una durata di sei mesi. Lo stagista sarà di supporto alla redazione e, sotto la mia supervisione, svolgerà le seguenti attività:

  • giornalismo collaborativo. Lo stagista parteciperà al coordinamento di un progetto di giornalismo collaborativo sul modello dell’americano newassignment.net, ossia con l’obiettivo di produrre un’inchiesta.
  • gestione dei rapporti con la blogosfera. Lo stagista imparerà a individuare i blog rilevanti per gli argomenti trattati dalla testata. Dopo aver aggregato un numero significativo di fonti, si preoccuperà di effettuare un monitoraggio costante e parteciperà sistematicamente alla conversazione.
  • syndication dei contenuti. Lo stagista si incaricherà di distribuire quotidianamente una selezione dei contenuti pubblicati nell’Occidentale su piattaforme di blogging e di giornalismo partecipativo.
  • search engine optimization. Lo stagista metterà in campo alcune semplici azioni di ottimizzazione per i motori di ricerca.

Lo stage si svolgerà principalmente presso la sede dell’Occidentale nel centro di Roma e sarà retribuito con un rimborso spese. Al termine del periodo presso il cliente, Elastic valuterà l’opportunità di proporre allo stagista una collaborazione regolarmente retribuita.

Chi intende candidarsi per svolgere lo stage, può scrivere un’email al mio indirizzo allegando un curriculum vitae e una lettera di presentazione che illustri perché pensate di essere il candidato giusto per questo stage: info@nicolamattina.it. Se avete un blog, non dimenticate di citarlo!

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Il CreativeCamp: peccato non esserci

Dei tanti barcamp in programma prima della fine dell’anno, di fatto riuscirò a prendere parte solo a quelli che si svolgeranno a Roma: viaggio già abbastanza durante la settimana e non posso mollare moglie e figlie anche nel week end. Peccato, perché mi sarebbe piaciuto andare al CreativeCamp, che si svolgerà il 6 ottobre a Casalecchio di Reno, almeno per 3 motivi. Primo, gli organizzatori sono gli stessi del CitizenCamp, uno dei migliori di quest’anno. Secondo, lo spirito è quello della divulgazione, cosa di cui c’è un gran bisogno: me ne sono reso conto al RomagnaCamp dove l’evento si è svolto in contesto misto in cui noi eravamo quelli dei computer e poi c’erano tutti gli altri che facevano il bagno :-) Terzo, al camp è collegato il progetto Blogos, che ha l’obiettivo di promuovere la creatività giovanile.
Insomma, se abitate a una distanza ragionevole da Casalecchio di Reno, sabato 6 ottobre non potete perdervi questo barcamp :-)

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