Fowa: un primo bilancio personale

Qual è il futuro delle applicazioni web? Ovviamente non può esserci una sola risposta e quello che ho ascoltato riguardava più le esperienze maturate finora che ipotesi di lavoro per il futuro. Il focus è innanzitutto sui social network e sulle loro specializzazioni. I vari Flickr, YouTube, Twitter, Plazes, SlideShare servono a condividere specifici “oggetti”: fotografie, video, cinguettii, luoghi in cui ci si trova, presentazioni e così di seguito. Facebook, in un certo senso, rappresenta un’eccezione perché permette di costruire applicazioni che a loro volta permettono di condividere oggetti. E non mancano certo le critiche a questo approccio, soprattutto per via del fatto che Facebook “sembra pensare di poter sostituire Internet”.
Molti dei relatori erano volti noti: da Mike Arrington a Om Malik fino a Kevin Rose, che questa volta si è portato dietro i due amichetti con cui ha sviluppato Digg e Pownce. Vedendo questi pargoli produrre servizi usati da milioni di utenti, mi viene da pensare che gli ingegneri della mia generazione si fanno troppe pippe mentali quando sviluppano e progettano un servizio e che la barriera di ingresso a tecnologie che garantiscono la scalabilità e la robustezza deve essersi abbassata drammaticamente.
Le conferenze come Fowa sono per certi versi irritanti: è facile, infatti, sentire cose dette e ridette ed è altrettanto facile ascoltare relatori che possono vantare assai poco in termini di risultati ottenuti. In alcuni casi si ha la fortuna di imbattersi testimonianze interessante, in altri – purtroppo – si devono sentire cose scontate e senza particolare spessore (make it simple, engage with your user, bla bla bla…).
Ho cercato di fare un po’ di networking con risultati non sempre scontati. Suw Charman e Rashmi Sinha (ho intervistato entrambe) sono state molto cordiali e disponibili. Lo stesso dicasi di Dennis Howlett, con cui ho scambiato un po’ di chiacchiere insieme a Emanuele Quintarelli. Poi ho conosciuto alcuni italiani “in trasferta” che stanno avviando start up in Gran Bretagna: si tratta di due progetti molto interessanti e sono sicuro che Amanda ne parlerà presto su Blognation (a proposito, grazie per l’invito all’inaugurazione dell’edizione inglese). Piuttosto deludente, invece, Stephanie Booth, una blogger svizzera con un colore di capelli improbabile, che si è dimostrata complessivamente scostante: l’ho tolta dall’aggregatore per ripicca 🙂
In questa edizione del Fowa, c’era anche uno spazio dedicato all’esposizione di prodotti. Ho visto soprattutto piattaforme per creare social network e un concetto di aggregatore Rss interessante: fav.or.it permette di leggere post e commenti e di postare un commento dall’aggregatore direttamente nel blog dell’autore. Lo proverò: se funzionasse davvero, non avrei grossi dubbi ad adottarlo.
Che dire di più: Londra mi piace sempre tantissimo e questa volta il clima è stato insolitamente clemente, tanto che non sapevo dove mettere il giaccone (insomma, ho fatto la figura di Totò e Peppino a Milano).

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By Nicola Mattina