Corporate blogging: parte 2

Proseguo il discorso sulla fenomenologia del corporate blogging, introducendo altri due tipi di blog: il testimonial blog e il brand/product blog.

5. Testimonial blog
Il testimonial blog si muove sulla falsa riga del Ceo blog: una persona mette la propria faccia per perorare la causa aziendale. In Italia mi viene in mente Antonio Tombolini che ha attivamente bloggato a favore di San Lorenzo conquistandole le simpatie della blogosfera. Antonio ha iniziato inviando pacchi di prova ai blogger e ha proseguito spedendo aiuti alimentari per sfamare i partecipanti ai barcamp. Poi ha creato un vero e proprio social network su Ning e ha organizzato l’iniziativa “Il vino lo portiamo noi”. Alla fine, però, l’idillio si è interrotto: San Lorenzo, infatti, è risultata particolarmente antipatica quando è diventato di pubblico dominio il suo atteggiamento nei confronti degli operatori del call center. A questo punto, Antonio ha di fatto sospeso la sua attività di proselitismo verso i blogger, coerentemente con l’approccio dell’azienda che ha adottato la tattica del silenzio. Da quello che leggo, rimane in piedi solo l’iniziativa “Il vino lo portiamo noi”.
Un altro esempio interessante riguarda il network di blog di Telethon: anche in questo caso, non si tratta di persone che lavorano direttamente per l’organizzazione. Molti di loro, infatti, sono ricercatori che beneficiano dei fondi e rappresentanti delle associazioni dei malati. Costoro ricevono dei contributi da Telethon e testimoniano il loro supporto all’associazione anche così.

6. Brand/Product blog
Alcune aziende decidono di avere un blog collegato al proprio marchio o a uno specifico prodotto, ospitando i contributi dei propri dipendenti. In funzione dell’ampiezza dell’argomento potremo parlare quindi di brand o di product blog. Tra gli esempi internazionali, possiamo citare il blog ufficiale di Google, in cui i diretti responsabili trattano solo temi importanti per l’azienda: per esempio, è abbastanza frequente che vi siano annunciate le acquisizione e che l’annuncio sia dato direttamente dal management dell’azienda acquisita. Per l’Italia, potrei citare The Duck Side, il blog della Mandarina Duck, che si presenta come una vera e propria conversazione attorno all’azienda. Il tutto è così naturale e ben fatto, che una delle autrici principali del blog è la signora Valeria, l’assistente alla presidenza e alla direzione generale e le biografie dei blogger non sono curricula, ma candide auto-biografie.
I product blog sono invece molto focalizzati su uno specifico prodotto (o linea di prodotti) e sul team che lo sviluppa. Oracle, per esempio, ne ha un buon numero, come quello del gruppo che si occupa della sicurezza. La stesso cosa in Microsoft, dove – per esempio – è possibile leggere quello del team che sviluppa Internet Explorer. E così di seguito. Questi blog rendono conto dell’attività, forniscono informazioni e suggerimenti, annunciano le nuove release e raccolgono feedback. Nel mondo del software, in particolare, servono per tenersi in contatto con le comunità di sviluppatori.

Nella prossima puntata prenderemo in considerazione employee blog e product management blog completando questa carrellata. Grazie a chi ha fornito suggerimenti finora: i vostri contributi sono sempre preziosi.

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3 comments

  • Molto interessante davvero: attendo con “trepidazione” 😉 il prossimo post, proprio perchè mi sto cimentando con un Blog per lo Staff dell’Organizzazione nonprofit per cui lavoro.
    Tema del Blog che ho lanciato: la sostenibilità negli uffici (ovviamente i nostri), nell’ambito di un percorso complesso per ridurre sempre più l’impatto del nostro lavoro in ufficio sull’ambiente .
    Sono partita da un testo condiviso con i nostri esperti di efficienza energetica, suddiviso per argomenti per essere più semplici e immediati, e chiedendo allo Staff di contribuire lasciando i propri commenti, osservazioni, idee e critiche (purchè costruttive:-)

    Buon lavoro, intanto!

  • Ammetto di essere ignorante in materia ma un blog per le istituzioni esiste o potrebbe esistere? E si che caratteristiche dovrebbe avere? Sto pensando ad un blog di un ministero per esempio.

  • @Andrea. Certo, il problema non è lo strumento, ma la voglia di usarlo per avviare e sostenere una conversazione. Se c’è questa volontà, allora anche un ministero potrebbe avere uno o più blog. Nicola

By Nicola Mattina