Netwo incontra gli operatori mobili: sfida all’Ok Corral

L’incontro di Netwo questa volta è con gli operatori mobili e si svolge a Roma, presso degli uffici di Confindustria in via Barberini. La sala è dominata da un grande tavolo, manca la connessione a Internet e fa un gran caldo. Fortuna che la compagnia è gradevole, come sempre. Dei quattro, sono venuti solo Tre e Wind, mentre Tim e Vodafone hanno snobbato l’appuntamento: onore al merito per aver deciso di partecipare e per la grande disponibilità all’ascolto e al dialogo. Di seguito una breve cronaca della parte di giornata a cui ho preso parte.

11:30. Lorenzo Viscanti introduce il gruppo Netwo e propone l’agenda: ci si occuperà di reti, apparecchi, applicazioni e operatori mobili virtuali.

11:40. Parte il giro di presentazioni: Lorenzo Viscanti, Wikio; Dario Denni, segretario generale dell’Aiip; Elizabeth Anne Mikulis, responsabile dei rapporti con gli operatori mobili di Yahoo!; Francesco Romeo, business development del portale Libero; Luca Mascaro, fondatore di Sketch-in ed esperto di user experience; Marco Martemucci, imprenditore e fondatore di Dixero; David Casalini, responsabile delle community web e mobile di Zero9; Stefano Vitta, country manager di Fon; Andrey Golum, esperto di social network, fondatore di Milanin e community manager di Spock.com; Alessandro Morelli, si occupa di Mvno; Alex, Wikio; Ivan, Nimboo; Filippo Boscarino, responsabile dei rapporti con i content provider per i-Mode di Wind; Alessadro Galetto, product development manager dei terminali di Tre; Tommaso Sorchiotti, docente di comunicazione e consulente; Alfredo Morresi, programmatore; Luca Mearelli, informatico e co-fondatore di CableWorks; Marco Casartelli, rappresentante di Vipera. Nel pomeriggio arriverà anche Nevio Boscariol di Wind.

12:00. Alessandro Galetto (Tre). Possiamo dire che i trend principali negli apparecchi sono: l’introduzione di terminali fashion come quelli di Dolce e Gabbana; la sofisticazione tecnologica, con l’evoluzione dei terminali verso dei veri e proprio computer multimediali; la scomparsa della schermata idle, che viene invece conquistata dalle applicazioni, come nel caso dell’iPhone.
I sistemi operativi stanno divenendo sempre più evoluti ed è molto interessante stare a guardare cosa accadrà con Android, anche se si possono nutrire dei dubbi sul fatto che abbia molte Api, che tendono ad essere essere pesanti e poco stabili. Almeno, finora è stato così, il futuro potrebbe portare delle smentite.
Ad ogni modo, il terminale nel prossimo futuro deve diventare un ecosistema. E’ necessario avere dei browser migliori: quelli di default sono piuttosto modesti, ma sono la scelta obbligata nel momento in cui – per esempio – i link provengono da un sms. Occorre integrare le applicazioni, perché oggi non si parlano tra di loro, e dobbiamo aprire gli oggetti. Il punto di partenza, probabilmente, è rappresentato dall’ampliamento della rubrica telefonica, perché: è il punto da cui generano la maggior parte degli eventi fatturabili per l’operatore; è il social network dell’utente.

12:30. la discussione tocca molti temi. I ne sollevo alcuni. Il primo: la mia impressione è che gli operatori mobili soffrano di una visione molto limitata puntando unicamente allo sfruttamento del giardino recintato che si sono accaparrati. D’altro canto, l’espressione “chi possiede la Sim possiede il cliente” è tornata più volte. Personalmente lo considero un errore notevole: la sim è un oggetto tecnologico e come tale è destinato all’obsolescenza e a essere sostituito da altro: pensare che l’unico modo per fidelizzare il cliente sia tramite la Sim significa muoversi in modo difensivo e solo in un’ottica di breve periodo.
Il secondo: per quanto riguarda le applicazioni, è difficile pensare la rubrica come il punto di partenza del social networking se non si rende persistente l’identità digitale dell’utente: su Internet, per esempio, il mio profilo su Facebook rimane vivo e può ricevere messaggi, anche quando io non sono collegato alla Rete. In questo senso, lo Skypephone rappresenta un’innovazione che – assai probabilmente – va molto al di là delle intenzioni di Tre: penso, infatti, che sia la prima volta che un cellulare permette di rendere palese il link con i miei contatti. Sarebbe interessante capire se e come si può monetizzare questa persistenza.

15:40. Dario Denni (Aiip). Gli operatori mobili virtuali avrebbero già potuto essere una realtà se non ci fossero state le resistenze degli operatori mobili sul mercato. Questi ultimi, infatti, hanno paura che i nuovi entrati cannibalizzino i clienti esistenti.
Oggi, in Italia, i Mnvo non sono operatori mobili a tutti gli effetti, perché il quadro regolamentare italiano non contempla un’offerta wholesale basata sul costo di produzione e non obbliga gli operatori che hanno una rete a fornire un ventaglio completo di opzioni. Gli attuali operatori mobili sono il frutto di un procedimento da parte della Antitrust italiana e sono di fatto dei rivenditori, che non hanno reali possibilità di competere con chi gli fornisce l’accesso alla rete.

16:00. Alessandro Morelli. Occorre lavorare sulle nicchie, perché il mass market di fatto non esiste più e quello che rimane è concentrato solo ed esclusivamente su una competizione basata sui prezzi. Ci sono sicuramente delle opportunità se, per esempio, ci si concentra su dei segmenti di mercato come l’etnico, sui servizi a valore aggiunto, oppure sull’abbassamento del churn rate (alcuni operatori raggiungono il 20% di abbandoni). Anche se gli operatori offrono una revenue sharing che va dal 10% al 30%, ci sono senza dubbi le opportunità per fare impresa in questo settore.

Purtroppo alle 16:30, obtorto collo, devo lasciare il workshop. E’ stata una giornata interessante e ricca di spunti di riflessione: la prevedibile sfida all’Ok Corral alla fine non c’è stata, anche perché i “cattivi” non erano poi così cattivi ; -) Le pistole sono rimaste sul tavolo: Tre e Wind, dal mio punto di vista, hanno fatto una bella figura, il che dimostra – caso mai ce ne fosse bisogno – che quando a comunicare non sono i professionisti il risultato è assai migliore.

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By Nicola Mattina