Archivio mensile:marzo 2008

Gli inviti di Nokia

La società di relazioni pubbliche di Nokia mi invita a un evento per giornalisti e mi manda un messaggio vuoto con questa jpeg compressa male in allegato:

Ho risposto a Tiziana Pollio di Nokia e Angela Babbolin di Imagebuilding cosi:

INVITO Photoshow 08.jpg

Confesso che rimango un po’ sconcertato da questo invito almeno per tre motivi:
1. E’ probabile che io mi sia iscritto a una qualche newsletter in passato sul sito di Nokia: sinceramente non me lo ricordo. Se invece, mi mandate questo invito perché ho un blog, allora visto e considerato che non penso che ci siamo mai visti o sentiti prima, questo messaggio è spam.
2. Mandare un invito per posta elettronica allegando un’immagine è semplicemente stupido. Sarebbe più semplice scrivere il tutto nel corpo del messaggio. A me dei disegnini non frega un granché: ricevo moltissimi messaggi di posta… essere obbligato ad andare a vedere l’allegato per capire di cosa si tratta mi innervosisce e basta.
3. Capisco che il Photoshow è un evento imperdibile e che tutto il mondo dovrebbe sapere dove si svolge, ma magari dire che si fa a Roma e mettere pure un link al sito per avere informazioni su come si arriva alla nuova Fiera non sarebbe poi un’idea tanto stupida!
Saluti e toglietemi dalla vostra mailing list per favore che la pubblicità non mi interessa un granché!
Nicola Mattina

UPDATE: Mi chiamano da Imagebuilding in modo piuttosto brusco e mi dicono che mi hanno inserito nella mailing list perché sono anche l’agenzia di Tiscali e io sono andato con Netwo a Cagliari, il che – a voler essere un po’ precisini – non li autorizza a farmi avere il materiale promozionale di Nokia. La signora, che mi ha chiamato con tono molto molto scocciato perché ho pubblicato un post invece di telefonare, dimostra di aver letto molto poco il mio blog altrimenti si sarebbe accorta che il mio sito all’indirizzo www.nicolamattina.it non viene aggiornato da almeno tre anni e che io adesso non sono un consulente indipendente, ma ho un’azienda di che si chiama Elastic. Sarebbe stato molto più produttivo se avesse usato un tono diverso e non avesse sbattuto il telefono alla fine della conversazione, perché in questo caso non avrei avuto alcun problema a scrivere un update in cui mi scusavo per non essermi ricordato che avevo conosciuto qualcuno della Imagebuilding in passato. Invece così non posso che ribadire che il messaggio mi è stato inviato senza chiedermi esplicitamente il consenso e spero vivamente che sia l’ultima volta.
Devo comunque confermare le mie osservazioni sull’imperizia di chi mi ha spedito l’email: perché non è così che si dovrebbero mandare gli inviti per posta elettronica e perché se uno ti invita da qualche parte il minimo che deve fare è dirti dove sei atteso! E su quest’ultimo punto non ci vuole certo un esperto di comunicazione :-)

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Walter Veltroni: videochat deludente

Veltroni stasera ha fatto una trasmissione via web in cui ha risposto a una manciata di domande poste principalmente via chat. A mio avviso non è stata una bella prova: di fatto, Uolter non ha risposto a nulla di nulla. Ha fatto solo una amabile chiacchierata con Marino Sinibaldi.
Non sono un esperto di comunicazione politica, non me ne sono mai occupato direttamente e non ho mai fatto lo spin doc. Però comincio a capire alcune dinamiche. Quella che mi è molto chiara è l’intenzione di evitare il più possibile il confronto diretto in contesti che non siano più che controllati. Prendiamo l’andamento della videochat di stasera: arrivano un po’ di domande via chat, alcune delle quali sono anche molto specifiche. Altre domande sono state raccolte su Facebook, sul blog del tour in pulmann e sui siti di alcuni quotidiani. Tra i quesiti ci dovrebbero essere anche alcuni dei video postati 10domande (ne abbiamo parlato a più riprese con gli organizzatori di Democratica.tv). Sinibaldi è bravo a selezionare solo quelle che permettono di parlare del più o del meno, di affrontare grandi temi e di non dire nulla di specifico. Insomma, di non dare risposte, ma di fare dei proclami generici così come generici sono i programmi elettorali. Il ruolo del giornalista non è quello di selezionare le cose più interessanti, ma di generalizzarle. In questo modo, la domanda sulla detraibilità fiscale delle spese per gli asili nido, diventa una domanda sugli aiuti alle giovani mamme. La domanda sulla fibra ottica diventa una domanda sulla banda larga. La domanda sulle coppie di fatto riceve una velocissima risposta che rimanda ai Cus… meglio passare subito a parlare dell’operaio della Thyssen (fortuna che non si esprimono preferenze altrimenti sulla scheda avrebbero dovuto scivere Ciro Argentino detto Thyssen) e di Marianna Madia, della quale si ribadiscono le doti di saggista (peccato che l’unico libro con il suo nome che io abbia trovato, contenga un solo capitolo vergato dalla capolista del Lazio).
Se le cose stanno così, ho idea che i quesiti di www.10domande.it non riceveranno risposte dai candidati principali: la maggior parte di esse pone delle questioni precise e specifiche che richiedono repliche altrettanto precise e specifiche.
Per questo motivo i politici non vorranno rispondere e, forse ancor più grave, i giornalisti non vorranno domandare!

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Liveblogging delle elezioni 2008

Da un paio di giorni mi sta girando per la testa un’idea insana: quella di fare liveblogging dei risultati elettorali organizzando una rete di blogger che stiano al Viminale e presso le sedi dei 4 o 5 principali schieramenti. Volendo strafare, si potrebbero coprire anche le comunali a Roma.
Come Elastic possiamo offrire un po’ di supporto logistico, il che significa parlare con gli uffici stampa per ottenere gli accrediti alle sale stampa, organizzare un po’ di spostamenti in giro per Roma ed eventualmente ospitare chi viene da fuori Roma.
Per il momento è solo un’idea, ma se ci saranno un po’ di adesioni, il nostro impegno è rendere operativo il progetto: parliamone insieme in questo Wiki.

Al Camp Baby di Johnson & Johnson non sono ammessi i bambini

Ogni tanto è divertente constatare quanto sono goffi i professionisti delle relazioni pubbliche che cercano di accattivarsi i blogger. Capita allora che la Johnson & Johnson inviti un po’ di mommy blogger a un evento che si chiama Camp Baby, ma che poi si aspetti che una madre con un bambino appena nato lo lasci a casa, perché al camp dedicato ai bambini i pargoli non sono previsti!
Inutile dire che, visto che J&J non compra la pubblicità sui blog, che i blogger non sono giornalisti e che spesso e volentieri sono pure un po’ incazzosi, la signora torteggiata scriva un lungo post in cui racconta per filo e per segno tutta la vicenda, incluso il fatto che la ricchissima azienda le abbia fatto storie per il costo di una macchina a noleggio (No babies allowed at Camp Baby). Ne parlano anche Marketing Roadmaps e la signora Scoble.
Eppure per evitare queste figuracce sarebbe bastato proprio poco: un po’ di attenzione e un po’ di buon senso.

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10domande: i problemi di voto

Devo chiedere scusa a chi non è riuscito a votare i video di 10domande negli ultimi giorni: purtroppo uno dei controlli che avevamo implementato per scoraggiare la votazione scorretta, ha presentato un comportamento anomalo. Non entro in dettagli tecnici perché non sono il mio campo (probabilmente, ne parlerà Gianluca nel suo blog), ma adesso il problema dovrebbe essere definitivamente risolto (il condizionale è sempre d’obbligo, ma solo per scaramanzia ;-) ).
Colgo invece l’occasione per proporre tre considerazioni. La prima riguarda la dietrologia, che evidentemente caratterizza il pensiero di molti: di fronte al malfunzionamento, infatti, si è parlato subito di complotto (vedi i commenti a questo post di Stefano) o di chissà quale raggiro. Chissà: probabilmente dipende anche dal fatto che i media tradizionali hanno perso gran parte della propria credibilità.
La seconda riguarda la capacità di promuovere il proprio punto di vista. Mentre scrivo i due video più votati sono stati registrati da Stefano Quintarelli e da Livia Iacolare, che – con tutta evidenza – sono state due persone che sono riuscite a promuovere in modo più efficace il proprio quesito. Tant’è vero Stefano compare anche nella homepage di BlogBabel tra gli argomenti di cui si parla oggi. Il video di Livia, invece, è stato citato da alcuni siti in cui si parla di diritti delle coppie omosessuali.

quintarelli1.png

La terza osservazione, infine, riguarda più in generale il voto online. Nel mondo reale, si adotta un sistema tanto semplice quanto intuitivo: una testa un voto. Il voto viene espresso in un luogo fisico da chi ha ha i requisiti, che vengono accertati con una qualche procedura (tipicamente, l’iscrizione in un registro e un documento di identità). Quando si elimina la fisicità, si pone il problema di associare il voto a qualcosa di diverso dalla testa. Ovviamente, la scelta dipende dalla certezza che si vuole avere, considerando che maggiore è la certezza e più alta è la barriera da superare per consentire il voto.
Il progetto 10questions negli Stati Uniti ha associato il voto all’Ip impedendo che uno stesso Ip potesse votare più di una volta in determinato periodo di tempo. Noi abbiamo preferito associarlo al browser utilizzando i cookie e dei controlli che scoraggiassero l’uso malizioso del sistema. Ci è sembrato un giusto compromesso, soprattutto perché volevamo evitare di sottoporre l’utente a una procedura di registrazione. Se, invece, avessimo scelto la registrazione, avremmo associato il voto a un indirizzo di posta elettronica oppure a un numero di cellulare (come ha fatto Wikidemocracy). Però, ne sono convinto, ci saremmo persi per strada la maggior parte degli utenti, che avrebbe rinunciato a votare di fronte ai passaggi imposti dalla procedura di registrazione.

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L’onorevole in Rete: serie di podcast di Giornale Radio Rai

Raffaele Roselli ha fatto una serie di interviste radiofoniche dal titolo l’onorevole in rete sulla politica ai tempi del web. Le quattro puntate da ascoltare con grande interesse parlano di:

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10domande: un meme per discutere di giornalismo partecipativo

Mentre 10domande, il progetto di giornalismo partecipativo realizzato da Elastic con Nova 24 e ospitato dal sito del Sole 24 Ore, raggiunge le 38 domande e oltre 2.000 voti, lancio un meme per discutere attorno al concettto e promuovere ulteriormente l’iniziativa. Le domande del meme sono tre:

  1. Perché aderire a un progetto di giornalismo partecipativo?
  2. La presenza di un medium tradizionale aggiunge o toglie valore a un progetto di giornalismo partecipativo?
  3. Quali altri format oltre alle video domande?

Chiedo a chi decide di aderire a questo meme di aggiungere il link a questo post (http://blog.nicolamattina.it/?p=611) e di coinvolgere altri dieci blogger come faccio io. Trasmetto il meme a:
1. Andrea Beggi
2. Antonio Sofi
3. Enrico Sola
4. Giovanni Barbieri
5. Maestrini per caso
6. Dario Salvelli
7. Caterina Policaro
8. Tiziano Fogliata
9. Francesca Casadei
10. Gianluca Neri

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10 domande arriva a 30 quesiti

Attorno al progetto 10domande sono nate alcune conversazioni interessanti. Per esempio:

Monik: “Secondo i blogger i problemi dell’Italia sono la libertà della rete, la democrazia digitale, tecnologia e saggezza. Con buona pace dei quattro morti quotidiani sul posto di lavoro, delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, delle vittime di delinquenti che non si fanno mezza giornata di galera.”
Sir Drake: Quello che non mi ha convinto sono alcuni temi proposti dai blogger, o “cittadini digitali” come si è definito qualcuno: democrazia digitale; tecnologia e saggezza; burocrazia digitale; economia digitale; scuola giovani e digitale. E’ questo che la rete chiede al prossimo Governo?

Leggete anche i commenti ai rispettivi post. Una possibile risposta a queste osservazioni: è vero, ci sono sicuramente temi più urgenti o di maggiore attualità, ma sono proprio quelli affrontati nelle innumerevoli tribune televisive. Il senso di un progetto come 10domande potrebbe essere anche quello di far emergere questioni su cui normalmente si sorvola.
Negli ultimi giorni, sono cresciute comunque le domande che non riguardano la rete: così Livia ha chiesto delle coppie di fatto, Rossella della legge 194, Patrizia della detraibilità per le spese legate ai bambini piccoli. Inoltre, Alessio propone di evitare discorsi sulla moralità che gli sembrano fuori luogo, Luca propone di estendere l’articolo 34 della costituzione anche alle scuole dell’infanzia. Ritorna alla tecnologia David Orban che propone una domanda sulla trasparenza amministrativa e una sulla tecnologia (quest’ultima, registrata direttamente da dentro Second Life).
10domande è arrivato a 30 quesiti e personalmente sono molto contento, soprattutto se paragoniamo il risultato con 10questions, che ha raggiunto 232 video: considerando la popolazione dei rispettivi paesi, i numeri sono confrontabili e abbiamo ancora una settimana per crescere ancora.
Invece, sto invece cercando di capire perché i voti crescono molto lentamente: siamo infatti solamente a poco meno di 1.700 voti espressi. E’ importante partecipare anche votando, perché è il voto che fa emergere le domande migliori, come in tutti i sistemi sociali :-)

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Intervista a Luca De Biase

Anna De Bona ha raccolto questa intervista a Luca De Biase in occasione di State of the Net. Luca, con la lucidità che lo contraddistingue, parla di qualità dell’informazione, del rapporto tra informazione professionale e media sociali, dell’agenda dei cittadini e di molto altro.

GUARDA: Intervista a Luca De Biase

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Ultime da 10domande

10domande prosegue e ha raggiunto le 23 domande: l’ultima l’ha proposta Gigi Cogo e riguarda la pubblica amministrazione. Il quesito è interessante perché introduce una variabile insolita nella discussione sull’argomento “efficienza della PA”: il fatto che moltissime attività che dovrebbero essere svolte da personale pubblico in realtà sono appaltate a privati. Quello di Cogo è uno scatto di orgoglio di chi intende fare bene il proprio lavoro.
Oggi, il team tecnico di Elastic ha impiegato tutta la giornata a introdurre nuove regole e controlli per dissuadere i furbi: quelli che pensano sia accettabile votare ripetutamente la propria domanda e quelli che, per qualche oscuro motivo, pensano sia lecito affossare le idee degli altri. Purtroppo, a fronte di una grande maggioranza di persone corrette, c’è sempre qualche idiota in agguato!

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10domande: l’agenda

L’agenda di 10domande si sta spostando dai temi della tecnologia a questioni di carattere più generale. Le prime domande hanno riguardato essenzialmente la tecnologia, anche per la forte presenza di Marco Camisani che ha postato ben otto quesiti. Ma i blogger non sono monotematici… Ne cito solo alcuni. Gaspar Torriero si chiede se i candidati che risponderanno in questa occasioni saranno disponibili al dialogo anche al di là della campagna elettorale. Luca Sartoni cita Bertrand Russel (lo avreste mai detto?) per chiedere se il prossimo governo sarà ispirato anche al progresso della tecnica. Leo Aruta vuole sapere quali sono le intenzioni sulll’adozione dell’open source nella pubblica amministrazione. Elena Zannoni pone la questione delle pari opportuni tra uomo e donna sul lavoro. Massimo Mantellini si chiede son disappunto perché la politica si sia sempre più trasferita nei salotti televisivi.
Due docenti universitari hanno annunciato che cercheranno di coinvolgere i propri studenti chiedendo loro di fare una domanda corale e sarebbe veramente bello poter accogliere queste iniziative… Mercoledì prossimo farò una lezione a sociologia: magari mi porto la telecamera :-)

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10domande: il mio quesito sulla trasparenza amministrativa

All’inizio non ero affatto sicuro che fosse opportuno che io, in quanto promotore del progetto, proponessi anche una domanda. Poi, mi sono confrontato con altre persone e tutti mi hanno detto che non vedevano nulla di male dal momento che 10domande non è un concorso a premi. Mi è sembrata una risposta più che sensata e quindi ecco la mia domanda. Il tema è quello della trasparenza amministrativa:

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