San Giorgio Malice 100: cronache dell’assistenza (1)

Quando un elettrodomestico si rompe, ci si rende conto di quanto dipendiamo dalle macchine per la vita di tutti i giorni e di quanto sia disagevole vivere per un periodo senza lavatrice, lavastoviglie, frigorifero e così di seguito. Poi, chissà perché, questi piccoli drammi familiari avvengono sempre nel fine settimana o alla vigilia di una partenza o durante le feste (roba da corollario della legge di Murphy).

L’elettrodomestico in panne è una lavatrice San Giorgio Malice 100 (per l’esattezza una Malice 100 D/DI, matricola 7 34 01244 acquistata circa dieci anni fa). Il problema consiste nel fatto che non scalda più l’acqua.
Il primo approccio al problema è off line: Patrizia prende le Pagine Gialle (edizione 2005-2006 e chissà che fine hanno fatto quelle più recenti, per dire quanto le usiamo) e cerca un centro di assistenza. Alla voce Elettrodomestici – Riparazione ed accessori, molte pagine sono monopolizzate da annunci della Home Service. Si tratta di un centro assistenza non autorizzato da alcun produttore: ci vuole un occhio allenato e attento per individuare le variazioni tra i marchi ufficiali e le “imitazioni” usate nell’annuncio. Poi, sarebbe necessario sapere che si può offrire assistenza legalmente anche senza essere autorizzati dal produttore.
Dedicando al problema un’attenzione media, è molto facile finire con il chiamare un centro assistenza non autorizzato. Ed è esattamente quello che è accaduto a noi, convinti della bontà della scelta anche dalla velocità con cui ci fissano l’appuntamento.
Il tecnico della Home Service arriva puntuale, smonta la lavatrice, la analizza e dichiara che si è rotta la scheda, che il costo per la riparazione è di 340 euro e che ci vogliono almeno due settimane per ricevere il pezzo dalla San Giorgio. D’altro canto, dice, ormai la San Giorgio non lavora più bene e, considerata la cifra per il pezzo, sarebbe meglio sostituire l’elettrodomestico, magari approfittando di un’offerta in corso: una Bosh a circa 500 euro. Paghiamo 30 euro per la prestazione che ci viene regolarmente fatturata come “richiesta di preventivo”.
Mi viene qualche dubbio, allora passo ad affrontare la questione on line. Trovo il sito della San Giorgio e cerco la lista dei centri assistenza, ma non trovo il nome della Home Service. Allora cerco un indirizzo di posta elettronica e scrivo la seguente email:

Buongiorno,
ho un problema con una lavatrice Malice 100, che non scalda più l’acqua. Abbiamo contattato un centro assistenza trovato tramite le pagina gialle (www.home-service.it) e il tecnico che ha controllato la lavatrice oggi ha dichiarato che sarebbe necessario cambiare la scheda (immagino si tratti di una scheda elettronica) e che il costo per la sostituzione è di 340 euro.
Poiché mi sembra un cifra spropositata (con questi soldi si compra un computer), ho controllato sul vostro sito e ho due domande:
1. Non sono riuscito a trovare l’AD Home service nella lista dei vostri centri assistenza e quindi vi chiedo come mai sulle Pagine Gialle e sul sito di questa azienda si dichiari che offrono assistenza per i prodotti San Giorgio (che tra le altre cose il tecnico in questione ha sconsigliato).
2. Ammesso che sia veramente necessario cambiare la scheda, quanto costa il pezzo? E quando stimate possa costare la manodopera per effettuare la sostituzione?
Grazie dell’attenzione.
Nicola Mattina

Il giorno dopo ricevo una telefonata dalla San Giorgio da una persona che si qualifica come il responsabile dell’assistenza tecnica e che molto gentilmente mi dice: a) qual è la differenza tra centro assistenza e centro assistenza autorizzato; b) che la Home Service non è un centro assistenza autorizzato dalla sua azienda e che è più volte finita a Mi manda Rai Tre per i prezzi esorbitanti delle sostituzioni; c) che il loro ufficio legale ha agito molte volte senza successo nei loro confronti; d) che se fosse la scheda, il pezzo costerebbe sotto i cento euro (dipende dal modello specifico e dovrei guardare dietro la lavatrice per recuperare un codice e permettergli di essere più preciso).
Forti delle nuove informazioni, ieri mattina chiamiamo il centro di assistenza autorizzato di Roma, ma mi dicono che per darmi un appuntamento devono ritelefonarmi loro, cosa che però non accade per tutta la giornata. Lunedì chiamerò nuovamente, nella speranza di non fare la fine di mia cognata che per ricevere una visita dell’assistenza autorizzata di Ariston ha dovuto aspettare due settimane.

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