Archivio mensile:novembre 2008

Più Blog: il programma

Anche quest’anno l’ottimo Leo Sorge organizza per la terza volta Più Blog:

Questa terza edizione si articola in tre distinte fasce: la mattina e il primo pomeriggio sono dedicati alle istituzioni, alle grandi realizzazioni e al rapporto con gli editori; il pomeriggio è dedicato alle reti sociali; la sera si entra nel fermento della cultura nella dimensione di Second Life.

Io sono coinvolto proprio nella fascia pomeridiana: Leo mi ha infatti chiesto di moderare uno dei quattro panel durante i quali ci occuperemo dell’utilità delle reti sociali.

Venerdì, 5 dicembre (17:00 – 18:00)
Webgrafie. Leggere il flusso di discorsi in rete.
Davide Bennato parla con Vincenzo Cosenza, Daniele Frongia, Massimo Mattone e Sacha Monotti Graziadei

Sabato, 6 dicembre (16:00 – 18:00)
Crime Café. L’ICAA presenta la prima indagine sulla pericolosità dei dati dispersi su blog e media sociali.
Roberta Bruzzone parla con Marco Strano, Emanuele Florindi, Massimo Martinelli, Maria Rita Parsi.

Domenica, 7 dicembre (16:00 – 18:00)
Social Life. Friendfeed, Facebook e Myspace tra utilità, gioco e nuovi servizi.
Italo Vignoli parla con Stefano Epifani, Antongiulio La Corte, Marco Lungo, Fabio Ventoruzzo.

Lunedì, 8 dicembre (16:30 – 18:00)
NETnomia. Per una ridefinizione del valore del link.
Nicola Mattina parla con Stefano Epifani, Tara Kelly e Giacomo Mason.

Nei prossimi giorni approfondirò il tema della netnomia, neologismo coniato proprio da Leo, genio e sregolatezza ;-)

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Il pessimo feed Rss del Corriere.it

L’immagine seguente mostra un pezzo del feed Rss del Corriere.it di stamattina. Potete notare che la notizia degli ostaggi liberati a Mumbai compare ben 7 volte, non perché siano accadute cose nuove tra le 9.40 e le 11:55. Più semplicemente, l’articolo è stato aggiustato e corretto (probabilmente solo nel titolo).

Il feed Rss del Corriere.it

Per evitare questo inconveniente, sarebbe sufficiente che i redattori del Corriere avessero a disposizione un sistema per inibire la creazione di un item nel feed Rss quando correggono un refuso o aggiungono dettagli minori alla notizia. Meglio sarebbe se, decidendo di notificare i lettori dell’aggiornamento, potessero indicare con una breve nota cosa è cambiato. Invece, i testi nel feed sono quasi sempre assai poco informativi: capisco che l’obiettivo è farti visitare il web, ma penso che lo si potrebbe fare in modo più efficace offrendo qualcosa invece che sottraendola.
L’ultima nota riguarda, infine, un vero e proprio bug. Capita spesso che i link siano errati. Non sono in grado di fare una statistica, ma mi sembra che accada soprattutto per le notizie che compaiono nella colonna Zapping News.

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AAA: cercasi system integrator e sviluppatori free lance a Roma

Forse non tutti sanno, che il sottoscritto ha una piccola società di consulenza di comunicazione specializzata in media sociali. La società si chiama Elastic e vi invito a dare un’occhiata al sito più per le case history che per la descrizione dei servizi che stiamo completamente ristrutturando in questo periodo.
Nel 2008, Elastic ha lavorato – tra gli altri – con Alenia Aermacchi, Alenia Aeronautica, Fondazione Magna Carta, Ebitemp, Il Sole 24 Ore, Uvet American Express. In molti casi, ci siamo occupati della realizzazione di siti web o di applicativi web based e abbiamo sviluppato il software internamente con un team di tecnici. Dal 2009 le cose cambieranno: dall’inizio dell’anno prossimo, infatti, Elastic cederà in outsourcing tutto ciò che ha a che vedere con l’informatica, mantenendo all’interno solo la progettazione e il project management.
In questo periodo sto facendo scouting di aziende e liberi professionisti che possano affiancare la mia azienda per tutte le attività tecniche. In particolare ho bisogno di:

  • persone che conoscano bene Drupal, dal momento che molti dei prodotti che abbiamo sviluppato sono costruiti con questo framework;
  • siano localizzati a Roma, perché per alcuni clienti è necessario avere anche un presidio diretto;
  • abbiamo esperienza con lo sviluppo di applicazioni web;
  • abbiamo consuetudine di lavoro con clienti anche di grandi dimensioni.

Se c’è qualcuno in ascolto, batta un colpo scrivendo a nicola.mattina@elastic.it.

RomeCamp2008: grazie :-)

Grazie a chi ha partecipanto e ha contribuito attivamente alla riuscita del RomeCamp: è stata un’esperienza molto stimolante. Cito Vincenzo che dice:

siamo soddisfatti di come sia andata. In due giorni oltre 50 interventi e tra i 350 e i 400 partecipanti. I feedback ricevuti in loco sono stati molto positivi, ora aspettiamo il responso complessivo della rete.

Vi rimando al suo post (RomeCamp2008: grazie!) che condivido integralmente e vi invito a guardare le foto appena caricate su Flickr perché sono molto belle :-)

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Mutazioni digitali: la coda lunga

Dopo essermi avventurato fino in capo al mondo per assistere alla prima puntata di Mutazioni Digitali, ho deciso che la seconda me la potevo vedere tranquillamente in streaming. Il tema era la coda lunga e ne hanno parlato Alessio Jacona, Andrea Genovese, Luca Alagna, Alessandro Quadrino e Daniele Di Gennaro.
Alla moderazione Antonio Pavolini e Marco Traferri, mentre alla regia Fabrizio Ulisse per il Cannocchiale. Il video dura un’ora e mezza e aiuta bene a capire il tema.

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Renato Brunetta: uno stereotipo all’italiana

Renato Brunetta sembra proprio lo stereotipo di italianità deprecabile. A leggere l’Espresso (Che furbetto quel Brunetta) è un furbetto: applica due pesi e due misure. C’è un’etica che gli permette di essere: un parlamentare mediamente assenteista, potremmo dire quasi un fannullone; un professore che raggiunge il ruolo di ordinario passando per scorciatoie giacché la strada maestra gli è preclusa; un profittatore dei beni pubblici dal momento che affitta prima e acquista poi dall’inpdai una casa a condizioni eccezionali; un traffichino che riesce a farsi dare concessioni edilizie per costruire una villa dal sindaco di Ravello in cambio di favori politici. Ovviamente si può eccepire che l’Espresso è di parte. Tuttavia, la smentita dell’economista non è certo brillante: oggi pubblica nel sul sito nel sul sito i documenti che proverebbero che la testata lo sta diffamando. Non li ho guardati tutti. Mi sono soffermato sulla tabella che mette a confronto i numeri sulle presenze in aula. Brunetta dice che, nella legislatura 1990-2004 è stato presente al 53,1% delle sedute e l’Espresso al 53,7%, mentre per quella successiva (2004-2009) le sue presenze sono al 66,6% contro il 63,8 calcolato dall’Espresso. Beh, pur ammettendo che i numeri corretti siano quelli del ministro, la sostanza non cambia: non si può certo dire che sia uno stakanov del Parlamento europeo.
Poi ho guardato anche l’atto di acquisto della casa di Ravello in cui si dimostra che non è stata comprata dalla signora indicata nell’articolo, ma da un’altra persona. Però la domanda a cui rispondere non è questa: quello che vorremmo capire è come fa un immobile che vale poco più di 50 mila euro a diventare una villa di quasi 200 metri quadri.
Infine, c’è questa patetica storia del Nobel, cui il nostro avrebbe rinunciato per dedicarsi alla politica, come si evince in questa divertente dichiarazione rilasciata a Matrix:

L’investitura per il Nobel è autorevole: un articolo di Ricardo Franco Levi che però parla dei futuri Keynes, non dei futuri Nobel… una differenza piccola piccola ;-) Mi devo ricordare di chiedere a Luca De Biase di scrivere un articolo sui futuri Habermas o Durkheim o Bauman e buttare lì che io sono uno dei candidati. Così tra vent’anni, caso mai mi dovessero intervistare, io potrò spiegare che non ho avuto un qualche riconoscimento accademico importante (non credo che esista un nobel per la sociologia) perché ho preferito fare siti web per i miei clienti ;-) D’altro canto, bisogna andare per priorità…

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Ricerche su Facebook

Nova 24 lancia una ricerca online su Facebook: ne parla Luca De Biase (Una ricerca su Facebook? Help wanted). Mi sembra che l’obiettivo sia innanzitutto raccogliere storie di uso dello strumento:

Se usi Facebook:
- che cosa ti piace
- che cosa non ti piace
- qual è l’episodio che hai vissuto e che sintetizza la tua esperienza con Facebook
- è una cosa che riguarda: amicizia, lavoro, divertimento…
- hai letto le condizioni di servizio?
- quanto tempo gli dedichi?
- lo usi con il cellulare?
- quanti amici hai? meglio pochi o tanti?

Chi è interessato all’argomento, oltre a seguire l’iniziativa di Nova 24, non deve dimenticare di dare un occhio alla ricerca del Larica di Urbino (Facebook e Badoo in Italia) rispondendo anche al questionario: Fabio Giglietto ne parlerà al RomeCamp il 21 e 22 novembre (leggi qui).

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Note sull’organizzazione di un barcamp

Alcune considerazioni sparse sull’organizzazione di un barcamp: le potete considerare appunti per un manualetto sul tema ;-)

Gli obiettivi
Come in tutte le cose, occorre avere degli obiettivi. Bisogna cercare di definire meglio possibile cosa ci si aspetta in termini di risultato, esperienza che si vuole costruire, persone che si vuole coinvolgere e così di seguito. Nel caso del RomeCamp, abbiamo pensato di mettere in piedi un evento divulgativo, che potesse avvicinare più gente possibile a questo formato di condivisione della conoscenza e delle esperienze. Ovviamente, le scelte organizzative sono influenzate fortemente da questo obiettivo. Nel nostro caso, ha significato: un tema ampio e non strettamente collegato alla tecnologia, una sessione plenaria, degli strumenti che i partecipanti potranno usare nel corso delle due giornate per raccogliere le idee, formularne di nuove e condividerle con gli altri. E così di seguito.

Ingegnerizzazione
Quando si organizza un evento tradizionale, si cerca di controllare tutti i dettagli: deve essere tutto perfettamente pianificato e organizzato con grande anticipo. Ovviamente questo non può accadere con un barcamp: ciò non significa che che l’evento possa essere lasciato a se stesso. Detto in altri termini, se da un barcamp devono emergere contenuti, allora devo fare in modo che il contesto favorisca tale emersione.
Il problema è capire dove fermare l’organizzazione e lasciare che il sistema di auto-organizzi. Per esempio, ci siamo interrogati sull’opportunità che i relatori prenotassero gli slot per parlare in anticipo via web: il motivo era cercare di non penalizzare chi non può arrivare dalla mattina. Poi abbiamo deciso che era un eccesso di ingegnerizzazione perché in un barcamp, la formazione del programma è uno dei momenti più importanti ed è la cosa che differenzia questo format da una conferenza tradizionale.

Comunicazione
Un evento che aspira ad essere divulgativo non può fare a meno della comunicazione: se ne saranno accorti tutti coloro a cui rompiamo le scatole giorno dopo giorno. E poi, abbiamo cercato la collaborazione di uno studio grafico per fare l’immagine dell’evento e possiamo disporre della copertura del Cannocchiale che, grazie a Fabrizio e ai suoi collaboratori, riprenderà tutto in video e organizzerà un talk show trasmesso in diretta via web.
Non è detto che un barcamp richieda uno sforzo di comunicazione così impegnativo. Soprattutto se l’evento è tematico, è possibile che la presenza di troppe persone diventi controproducente.

Sponsor
Gli sponsor sono un’opportunità e un vincolo. L’opportunità nasce dall’avere dei soldi con cui fare delle cose e questo ovviamente non guasta. Il vincolo è altrettanto ovvio: lo sponsor si aspetta qualcosa in cambio soprattutto in termini di visibilità. Questo atteggiamento può essere più o meno aggressivo e può diventare sgradevole soprattutto se lo sponsor cerca di dettare la propria agenda fregandosene di tutto. Soprattutto in un barcamp, lo sponsor dovrebbe entrare in sintonia con il tipo di evento. Può mettere dei soldi per renderlo possibile, può avere un punto di presenza in cui parlare di sé in modo controllato e protetto (ossia uno stand), ma poi dovrebbe partecipare alle discussioni: segnare il suo nome sul tabellone e fare l’intervento come tutti gli altri, ascoltare oltre che parlare. Ci auguriamo che gli sponsor del RomeCamp facciano proprio questo: è l’unica cosa che può valorizzare veramente i soldi che hanno investito.

La deriva verso la conferenza
Qualche giorno fa Alberto D’Ottavi mi ha chiamato per chiedermi se stavo organizzando un barcamp oppure una conferenza tradizionale. Io non ho dubbi: sto organizzando un barcamp e la mia aspirazione è che funzioni come tale. Lo riterrò un successo se chi ha partecipato andrà via con un po’ di capitale sociale in più. Detto in termini più semplici: il RomeCamp sarà un successo se chi è venuto avrà avuto la possibilità di stringere o rafforzare relazioni basate sullo scambio di conoscenze, esperienze, valori. Il resto è funzionale a questo scopo.

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RomeCamp2008: connessione wi-fi

Al RomeCamp ci sarà la connessione alla rete wi-fi della facoltà, ma è necessario chiedere un account in anticipo. L’autenticazione avviene via sms registrando il vostro numero di cellulare che funge da carta di identità.
Per registrarvi dovete andare a questo indirizzo http://www.ikaro.net/RomeCamp2008/ entro la fine di questa settimana. Poi dovremo consegnare gli account al responsabile tecnico della facoltà per farli attivare!

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RomeCamp2008: diciamolo in giro :-)

Un breve aggiornamento sull’organizzazione del RomeCamp2008 (i dettagli li trovate nel sito www.romecamp.it):

Comunicare comunicare comunicare. Stiamo facendo tutto il possibile per comunicare l’evento a un pubblico diverso da quello che ha frequentato finora i barcamp. Lo staff di Elastic sta telefonando a tappeto a enti di ricerca, associazioni, istituti, fondazione e così di seguito. Le risposte sono molto varie: c’è chi è interessato e chi invece fa spallucce. Abbiamo scoperto che la cosa più difficile da raccontare è il fatto che tutti possono partecipare contribuendo: la gente è abituata ad andare a conferenze dove si mette seduta e ascolta oppure dove viene invitata ufficialmente a parlare su un argomento ben definito. Fatelo anche voi: convincete un analogico a partecipare :-)

Parliamone in giro. Aiutateci a diffondere il concetto di non-conferenza: scrivetene nel vostro blog; pubblicate il bannerino del RomeCamp nella sidebar; twitterate. Insomma, noi stiamo facendo un notevole sforzo organizzativo per creare una bella esperienza: un momento in cui si possano condividere contenuti di valore e si riescano a generare idee dal basso. Dateci una mano a fare di più.

Il manifesto. Abbiamo un manifesto che la prossima settimana attaccheremo in tutte le facoltà di Roma. Nel corso dell’ultima riunione dei volontari, è stato suggerito di affiggerlo anche nelle aziende e nei poli tecnologici. Se siete a Roma e volete il manifesto da mettere nella vostra azienda, scrivete ad Antonella (antonella.napolitano@elastic.it): ve lo faremo avere in qualche modo :-)

La festa di Maxime. Maxime sta organizzando una festa il sabato sera: ovviamente ha tutto il nostro supporto morale (e forse anche un aiuto materiale: vediamo se il budget ce lo permette), perché sarà una cosa divertente… trovate maggiori informazioni nel suo sito.

RomeCamp2008

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Microsoft a caccia dell’intelligenza collettiva

Cominciamo con un disclaimer: Microsoft è cliente di Elastic (la mia società di consulenza) in quanto Windows Live è founding partner del Club dei media sociali. Ciò detto, possiamo proseguire con il ragionamento.

Ieri sono stato a cena, insieme a un manipolo di altre persone che scrivono a vario titolo in un blog, con Stephen Elop, presidente di Microsoft Business Division. E’ stata una chiacchierata interessante e abbiamo parlato innanzitutto di cloud computing e dell’approccio dell’azienda al Software as a Service, ossia tutte quelle applicazioni che vengono usate online tramite un browser.
Insieme con Elop, c’erano l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane e non meno di quattro direttori della sede italiana. Da un lato manager di una grande azienda, dall’altro liberi professionisti, piccoli imprenditori (come il sottoscritto), impiegati… per un totale di non più di dieci persone normali, non certo guru o consulenti super pagati di grandi società internazionali di consulenza.
E mi sono domandato: perché Stephen Elop, un top manager che guadagna milioni di dollari l’anno senza contare le stock option, che può accedere alle migliori intelligenze e farsi tranquillamente intervistare da decine di giornalisti decide di incontrare il sottoscritto? Non certo perché io, il giorno dopo, possa scrivere un post compiaciuto per l’oculata scelta di Vincenzo Cosenza che ha organizzato l’incontro per Digital Pr.
Pur non avendo posto la domanda direttamente, l’argomento è venuto fuori e la risposta più interessante mi è sembrata quella di Pier Paolo Boccadamo, direttore della strategia di piattaforma. Idee diverse, punti di vista lontani anche anni luce da quelli che puoi trovare in azienda o che ti possono dare i consulenti che ti consegnano chili di rapporti e documenti pagati a peso d’oro.
In altri termini, ho l’impressione che almeno una parte dei manager che ho conosciuto in queste occasioni stia maturando o abbia maturato la consapevolezza che le risposte non stanno solo nei posti dove le hanno sempre trovate e che sia necessario andare a caccia. Non mi sorprenderebbe se, a margine di questi incontri, gli stessi manager si incontrassero nuovamente per valutare che cosa ne è venuto fuori. Ovviamente, non mi aspetto che parlino di quanto fosse acuta l’osservazione dell’uno o pungente la domanda dell’altro. Penso, che dovrebbero discutere di come affinare le armi per la caccia di micro trend significativi per il proprio business. Per lo meno, questo è il senso che io darei a questi esperimenti di creazione di nuove relazioni: mettere a punto nuovi metodi.

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Barack Obama

Alla fine Obama ha vinto. E’ una persona di grande carisma, su questo non c’è dubbio: molti lo acclamano come una specie di nuovo messia, si sono fatte nottate in attesa del risultato e con la paura della beffa come accadde nelle precedenti elezioni.
Personalmente ho seguito il modo di fare campagna elettorale e mi sono iscritto al social network: una vera e propria macchina per la mobilitazione delle persone, non un altro pulpito da cui parlare, ma un sistema per coinvolgere gli elettori e renderli protagonisti della campagna elettorale. Non stupisce che, prima che il neo eletto parlasse al Grant Park di Chicago, sia stato spedito un messaggio a tutti i partecipanti a MyBO:

Nicola –
I’m about to head to Grant Park to talk to everyone gathered there, but I wanted to write to you first.
We just made history.
And I don’t want you to forget how we did it.
You made history every single day during this campaign — every day you knocked on doors, made a donation, or talked to your family, friends, and neighbors about why you believe it’s time for change.
I want to thank all of you who gave your time, talent, and passion to this campaign.
We have a lot of work to do to get our country back on track, and I’ll be in touch soon about what comes next.
But I want to be very clear about one thing…
All of this happened because of you.
Thank you,
Barack

E non stupisce neanche che, insieme ai ringraziamenti, oggi sul sito di Obama ci sia una richiesta di continuare a donare soldi al partito democratico:

You proved that change can happen. You built an unprecedented grassroots organization in all 50 states that brought a record number of people into the political process — many for the first time, many for the first time in a long time.
Our success required unprecedented resources, and our the Democratic National Committee played a major role on the ground efforts that generated record turnout up and down the ticket.
Please make a donation to the DNC to help fund the efforts it undertook in 2008.

Sono curioso di vedere cosa accadrà al sito e al social network adesso che Obama è diventato presidente degli Stati Uniti. Perché penso che tutti coloro che hanno contribuito così attivamente alla vittoria abbiano voglia di continuare a essere coinvolti.

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