AgileCamp a Lugano

Ieri sono stato all’AgileCamp organizzato da Sketchin a Lugano e ho imparato qualcosa di più sullo sviluppo agile. Ci sono stati interventi più o meno tecnici e almeno la metà riguardavano esperienze nello sviluppo di software, con tanto di schermate di codice: su questi, ovviamente, ho poco da dire.


La foto è di Leonora Giovanazzi.

Per il resto, ho capito che l’Agile è soprattutto una filosofia di lavoro che mi piace perché parte dalle persone: non è un caso che sviluppo agile e user centered design vadano a braccetto. L’Agile manifesto recita:

Gli individui e le interazioni invece di processi e strumenti
Software che funziona invece di documentazione onnicomprensiva
Collaborazione con il cliente invece di negoziazione di contratti
Capacità di rispondere al cambiamento invece di seguire un piano

Difficile non essere d’accordo: questo tipo di approccio, tra le altre cose, diventa essenziale quando si realizzano servizi web. Si tratta infatti di applicazioni che devono per forza di cosa evolvere rapidamente e che devono poter essere utilizzate dalle persone in modo intuitivo.
Queste giornate passate a discutere, riflettere e imparare sono molto divertenti, ma anche un po’ frustranti. Di Agile sento parlare da un po’, ma ogni volta che ne ho sentito parlare da programmatori è stato con scetticismo. Probabilmente perché ormai erano un po’ stagionati e irrigiditi su un modo di produrre software che prevede un percorso a cascata, dove i risultati si vedono mesi dopo che si è dato il calcio di inizio al progetto. Probabilmente finora ho incontrato le persone sbagliate.

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Entrepreneur, digital explorer, polymath, husband and father of two girls. I study the unstoppable process of “software eating the world” and I'm passionate about digital transformation, open innovation, startup communities and all the techniques to invent new products and new business models.

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