Il Sole 24 Ore è in crisi e taglia i compensi ai collaboratori

A quanto pare la crisi dei quotidiani sta arrivando anche in Italia: ieri ho ricevuto una lettera del Sole 24 Ore, quotidiano con cui collaboro, che mi dice che “il settore dell’editoria di tutto il mondo vive momenti difficili, aggravati dagli effetti della Grande Crisi” (notare le maiuscole). Il testo, firmato da Ferruccio De Bortoli (direttore) e Claudio Calabi (amministratore delegato) prosegue con un po’ di captatio benevolentiae: “il Sole 24 Ore non ha intenzione di rinunciare alle firme autorevoli che portano un valore aggiunto al giornale, ma si sente in dovere di chiedere a tutti un contributo eccezionale”.
L’appello è corale e il “piano coinvolge tutti: la redazione e i collaboratori esterni che ci onorano dei loro contributi con analisi e approfondimenti”.
E quindi si arriva al nocciolo della questione: “Le annunciamo una riduzione del 25% dei compensi finora percepiti: uno sforzo che ci permetterà di continuare a realizzare un giornale indipendente e di qualità”.
La conclusione è che Il Sole 24 Ore è certo che io saprò comprendere lo spirito costruttivo della proposta.

Sono d’obbligo un paio di considerazioni e una premessa. Partiamo da quest’ultima: io scriverei per Nova 24 anche gratis, perché mi diverte e mi fa piacere. D’altro canto, non sono un giornalista, non ho intenzione di diventarlo e non campo grazie a questa attività. Scrivere per una testata importante, inoltre, è utile sia in termini di immagine (molti dei miei interlocutori alla fine leggono solo la rassegna stampa) che di opportunità di conoscere persone di qualità con cui è possibile scambiare conoscenza e visioni del mondo. Quindi, essere pagato un po’ di più o un po’ di meno – sinceramente – non mi cambia assolutamente niente, così come non credo che cambi alla maggior parte dei collaboratori del giornale che non ne fanno una professione.

Ed ecco le tre considerazioni:

  • la lettera è scritta in modo ambiguo. Prima si annuncia una riduzione (decisione unilaterale) e poi si parla di proposta (che presuppone un’accettazione): o è l’una o è l’altra;
  • io ho relazioni con Luca De Biase e i suoi collaboratori di Nova: è pur vero che si tratta di bieche questioni di denari, ma sarebbe molto più logico che una comunicazione del genere venisse fatta dai miei contatti diretti e non da due persone che – per quanto in posizione apicale nell’azienda – io non conosco;
  • a me sembra evidente che la decisione di tagliare i compensi riguardi essenzialmente i collaboratori, altrimenti a quest’ora i giornalisti del Sole 24 Ore si sarebbero incatenati nel giardino del palazzo di Via Monte Rosa, quindi l’appello corale è tutto sommato fuori luogo.

Ciò detto, se Luca continuerà a ospitare le mie opinioni, io continuerò a scriverle con molto piacere :-)

Aggiornamento. Luca Bonesini mi fa notare nei commenti che il testo sembra anche retroattivo e cioè che stiano per tagliare i compensi che io ho già maturato. Chiedo al Sole e vediamo che mi rispondono.

Un pensiero su “Il Sole 24 Ore è in crisi e taglia i compensi ai collaboratori

  1. Luca

    C’era da aspettarselo; in linea con le politiche (suicide) di “saving via saving” già in atto presso altri grandi gruppi industriali.
    Un solo dubbio: mi spaventa la frase “Le annunciamo una riduzione del 25% dei compensi finora percepiti”; sembra posta in termini retroattivi. Non è che devi pure restituire qualche soldo?

I commenti sono chiusi.