Maurizio Ferraris (Venice Sessions) per una definizione di medium sociale

Maurizio Ferraris dirige il Centro Interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata (CTAO) presso l’Università di Torino. Trovo che il suo intervento alle Venice Sessions sia stato uno dei più interessanti e ricco di spunti di riflessioni.
La riflessione di Ferraris riguarda il ruolo della scrittura e il fatto che negli ultimi decenni ci sia stata una sua esplosione, nonostante le previsioni. Il problema è capire perché. La risposta di Ferraris è: “non possiamo avere alcun sistema sociale senza che vi siano delle iscrizioni”.
Un passaggio molto interessante e rilevante (per lo sponsor dell’evento) riguarda il successo del telefonino e il fatto che la voce possa essere considerata una funzione marginale dell’apparecchio se si può sostenere che il valore dell’apparecchio sta nella sua capacità di registrare delle iscrizioni sociali.
La scrittura, inoltre, è necessaria alla globalizzazione, giacché non può esservi interazione su scala globale con comunicazioni sincrone. Di fatto, negli ultimi trent’anni abbiamo assistito a un’esplosione delle iscrizioni e dei documenti.
Mi sembra che la proposta di Ferraris debba essere presa in considerazione se vogliamo definire correttamente i media sociali. Qualche tempo fa ho proposto una definizione che diceva:

I media sociali sono media digitali basati su reti neutrali di computer. Localmente, essi assumono la forma di strumenti e pratiche sociali che gli individui usano per condividere contenuti, spesso generati da loro stessi. Globalmente, se coinvolgono un numero sufficiente di individui e connessioni, essi mostrano i fenomeni di auto-organizzazione, emergenza e imprevedibilità tipici dei sistemi complessi.

Ritengo che la prima parte possa essere aggiornata introduzione l’espressione “iscrizione” oppure “oggetto sociale”. Devo lavorarci ancora un po’… Nel frattempo, c’è qualcuno che vuole darmi qualche suggerimento?

1 comment

  • Mi piace tantissimo Ferraris. Ha una una profondità d’espressione fluida e chiara (sia scritta che orale) che trovo magnifica.

By Nicola Mattina