Identità dei talenti: tra innovazione e cervelli in fuga

Al Festival dell’economia di Trento seguo un dibattito sui talenti. Ci si chiede quali siano il ruolo e le competenze che il sistema economico mondiale in questo periodo di crisi affida alle nuove generazioni di talenti? E quali sono le responsabilità dei sistemi politici ed economici nei paesi OCSE che vogliono valorizzare le nuove generazioni e coltivare creatività e innovazione?

Dice Irene Tinagli che non è vero che i talenti vanno all’estero solo per uno stipendio fisso. Ci vanno anche (o forse soprattutto) perché si possono mettere alla prova, perché possono essere misurati per quello che valgono e perché trovano degli ambienti favorevoli. In questo contesto, non bastano gli incentivi fiscali per far tornare la gente in Italia, ma ci vuole ben altro.

Le rispondono vari ricercatori dalla sala in diverse battute, tutti più o meno sostenendo che il riconoscimento economico è un fattore sostanziale e che, di fatto, quando si ritiene che qualcosa valga allora lo si paga e viceversa. Ovviamente sono vere tutte e due le posizioni: d’altro canto non possiamo ignorare i miserabili compensi per i ricercatori italiani e la totale mancanza di meritocrazia delle nostre accademie.

Luca De Biase, invece, introduce il tema dell’importanza delle reti sociali come fattore abilitante per l’individuazione dei talenti, giacché essi sono legittimati dal riconoscimento da parte degli altri: connettersi permette di esprimersi e di essere riconosciuto. In questa prospettiva, i territori dovrebbero avere la capacità di alimentare reti: questo è senza dubbio quello che accade in posti come la Silicon Valley oppure il New England. O, mutatis mutandis, è quello che accade nei luoghi dove si sono creati i distretti industriali (area in cui l’Italia ha sicuramente qualcosa da insegnare).

Per quel poco che conosco dell’argomento, posso dire che ci sono fondamentalmente due fattori che permettono ai talenti di emergere e di produrre ricchezza: da un lato, la meritocrazia e, dall’altro, una rete di opportunità. 

1 comment

  • […] Insomma, visto che molte volte mi concentro sulla parte tecnica futura che gestirà al meglio le problematiche dell’identità, il tema era al confine tra filosofia, economia e tecnologia, e mi ha attratto assai. In Rete purtroppo se ne è parlato davvero poco, qualche link che ha citato l’evento: -> Festival economia: le reticenze -> Trento si prepara per quattro Giorni di economia internazionale: quali scenari ci attendono in futuro? -> Talenti da coltivare -> Felicità condizionata. Festival di Trento -> Identità dei talenti: tra innovazione e cervelli in fuga […]