Linkedin e lo spam

Tutti hanno qualcosa da promuovere e ogni occasione è buona per farlo, sicché accade sempre più di frequente che anche su Linkedin vengano distribuiti annunci di vario tipo, generalmente a sproposito. Non è raro che la gente richieda ammissione a gruppi, entri una sola volta, posti un messaggio con titolo tutto in maiuscolo e poi scompaia. Spesso e volentieri, il messaggio non è neanche pertinente con il contenuto del gruppo!
Eppure basterebbe solo un po’ di buon senso: se si ha qualcosa di interessante da annunciare a qualcuno, non c’è nulla di male a farlo. Ma vi deve essere una logica nella comunicazione: chi comprerebbe mai uno spazio per pubblicizzare adesivi per dentiere su Topolino? Credo proprio nessuno. E non lo farebbe perché uno spazio su Topolino costa e la barriera del prezzo farebbe attivare quei due neuroni sufficienti a evitare di sprecare inutilmente dei soldi.
Invece iscriversi a un gruppo di Linkedin non costa ed evidentemente la maggiore parte delle persone non ha in grande considerazione il valore del proprio tempo, visto che lo spreca in attività inutili.
Se si ritiene che le persone che hanno aderito a un gruppo di Linkedin abbiano interesse verso una cosa che stiamo facendo, si aderisce al gruppo, si contatta l’amministratore e si spiega di cosa si tratta, si chiedono istruzioni su come fare. Poi, si investe un po’ di tempo a comprendere di cosa di discute in quel gruppo, si partecipa attivamente e si confeziona il messaggio di conseguenza. Faticoso vero? Senza dubbio!
La settimana scorsa mi è capitato anche per la prima volta di ricevere un comunicato stampa attraverso la messaggistica interna di Linkedin. Mi sono decisamente incazzato, sia per la modalità che per il contenuto. Se la persona che mi ha fatto oggetto di questo messaggio fosse stata più accorta, avrebbe saputo che io detesto ricevere comunicati stampa per il semplice motivo che non sono un giornalista. Inoltre, non vedo perché dovrei interessarmi all’ennesimo servizio di stampa di magliette che scopiazza un’idea americana di successo.
Questa persona era nella mia rete di contatti: uno dei rarissimi casi in cui ho accettato una persona senza conoscerla personalmente perché partecipa a un gruppo che io amministro su Linkedin. Ovviamente, la fanciulla è stata prontamente rimossa 😉

1 comment

  • Mi auguro solo che gli utenti di linkedin lo sappiano “preservare” da questo tipo di fenomeni.
    Ho come la sensazione che molti utenti di linkedin arrivino da Facebook e sarebbe negativo che i comportamenti di fb venissero adottati anche lì.

By Nicola Mattina