Archivio mensile:ottobre 2009

L’assedio a Forte Arcore e la strategia dello “sputtanamento”

Ieri sera Antonello Piroso ha intervistato Paolo Mieli. Riferendosi alle disavventure di Piero Marrazzo, l’ex direttore del Corriere della Sera ha detto: “questa vicenda è stata montata per creare il panico e oggi c’è un’atmosfera carica di altri ricatti verso molti uomini politici”.
E’ un’affermazione che mi sento di condividere, perché in questo affaire ci sono tante cose che stonano; tra queste, quella che mi sembra più singolare è il passaggio di informazioni dal direttore di Chi Alfonso Signorini fino al Presidente del Consiglio e la telefonata di avvertimento di quest’ultimo a Marrazzo.

E’ una telefonata che si presta a molte interpretazioni: quella proposta dallo stesso Berlusconi è ovviamente benevola e amicale. Il fatto è che Berlusconi non è una persona benevola e, soprattutto, non mi risulta che sia propenso a stringere legami di amicizia con gli avversari politici (spesso, neanche con gli alleati).
Allora, perché il presidente del Consiglio telefona al governatore del Lazio e poi lo fa sapere pubblicamente? Se dovessi pensare male, direi che si tratta di avvertimenti. La prima chiamata, infatti, potrebbe essere interpretata come un invito a farsi da parte; la seconda, invece, potrebbe essere il modo per dire: “vedete che cosa posso fare? ci metto poco a togliere di mezzo chi mi da fastidio, basta trovare lo scheletro nell’armadio”.
Non dimentichiamo che, poco tempo fa, il Giornale diretto da Vittorio Feltri ha ordito l’agguato a Dino Boffo, direttore di Avvenire e reo di aver scritto una serie di severi editoriali per bacchettare le discutibili frequentazioni del premier.
In questa attività offensiva verso gli avversari c’è però un salto di qualità. Sembra, infatti, che laddove non si può esercitare il forte potere di interdizione che nasce dalla posizione istituzionale e dal potere economico, si sia passati a metodi più spicci. Quando ci fu l’editto bulgaro e la richiesta della testa di Paolo Mieli, all’epoca direttore del Corriere della Sera, non si ricorse allo “sputtanamento”, mentre oggi questa sembra essere la tecnica preferita per togliere qualcuno dalla scena politica.

Cosa giustifica un’offensiva così brutale? A me sembra che si stia stringendo un assedio bipartisan attorno al presidente del Consiglio, che ormai è troppo ingombrante per tutti.
Sfogliando il Corriere della Sera di oggi, per esempio, leggo tre notizie che possono essere collegate l’una con l’altra. Gianfranco Fini sta per pubblicare un libro dal titolo suggestivo (Il futuro della libertà) che di fatto è un programma politico e quindi una esplicita candidatura alla successione. Francesco Rutelli inaugura un nuovo partito, con l’obiettivo di raccogliere chi non si riconosce in un Partito Democratico che si sta spostando troppo a sinistra e sta quindi progressivamente perdendo l’aspirazione ecumenica con cui era nato. In Sicilia, infine, gli esponenti del Pdl capeggiati da Gianfranco Micciché minacciano la secessione e propongono un modello di partito federale.
Insomma, l’ipotesi che si stia progressivamente stringendo un assedio a Forte Arcore non sembra poi così campata in aria. A destra, l’alleato scalpita per ottenere il ruolo che sta aspettando da tempo, mentre alcune frange del Pdl fortemente radicate sul territorio come quella siciliana che ha portato consistenti pacchetti di voti al cavaliere nelle ultime tornate elettorali, scalpitano perché evidentemente non hanno ottenuto quello che volevano (sarà un caso tutta questa insistenza sul Ponte sullo Stretto e l’annuncio di voler partire con i lavori addirittura il 23 dicembre di quest’anno?).
Al centro potrebbe formarsi un partito sufficientemente grande da sottrarre voti proprio al Pdl: d’altro canto, di nostalgici della Democrazia Cristiana in Italia non ne mancano e l’unione di Casini e Rutelli potrebbe effettivamente rappresentare l’occasione per mandare in minoranza il Popolo delle libertà alle prossime politiche.

Chissà che finalmente l’Italia non si riesca a liberare di Silvio Berlusconi e a chiudere quella che gli altri aderenti al manifesto del Cambiamento e del Buongoverno hanno chiamato la Guerra dei quindici anni. Il rammarico è che per arrivare a questa svolta sembra inevitabile abbandonare l’idea del bipartitismo e preferire una strategia dei due forni, con un centro forte che porti via un numero sufficiente di voti al Pdl tanto da renderlo minoranza e che si allei di volta in volta con la destra o con la sinistra in funzione del risultato elettorale. Purtroppo, l’Italia non è un Paese in cui il bipartitismo possa funzionare.

UPDATE. Si legga anche questo pezzo di Giuseppe D’Avanzo su Repubblica: La macchina del fango partita da Milano come un manuale di killeraggio politico.

UX Conference: ecco il programma

bannerQualche giorno fa è stato pubblicato il programma della UX Conference, l’incontro sull’esperienza d’uso organizzato da Sketchin a Lugano il 3 dicembre 2009.
Gli speaker sono tutti di livello: Leandro Agrò, Francesco Cirillo, Massimo Pettiti, Fabio Sergio, Stefano Adami, Memi Beltrame, Gianluca Brugnoli, Federico Fasce, Alessandro Galetto, Monica Landoni, Massimiliano Pinucci, Marco Pasch, Marina Rossi e Elisa Rubegni.

Nonsolopuntaperotti: quarta edizione

image001Anche quest’anno, ho il piacere di partecipare alla giuria del concorso Nonsolopuntaperotti. Cito dal sito:

Scova l’ecomostro con “Nonsolopuntaperotti”, il concorso fotografico che va a caccia di brutture architettoniche e scempi paesaggistici per l’Italia.
Partecipare è semplice: per essere un “cacciatore” di ecomostri non servono grandi attrezzature, basta un po’ di spirito di osservazione e una macchina fotografica con cui fotografare il tuo ecomostro.
L’immagine deve essere scattata dal 28 ottobre al 31 gennaio 2010 e inviata a concorso@nonsolopuntaperotti.it.
Un’attenta giuria di fotografi, politici sensibili all’ambiente ed esperti del buono e del bello decreterà i vincitori.
Il concorso è aperto a tutti, a chi abita in Italia e a chi ci passa anche solo come turista.
I migliori “trofei” di questo insolito safari alla caccia dell’osceno, per il soggetto o per l’originalità dello scatto, saranno premiati a febbraio.

Il concorso è organizzato da Marcello Saponaro, consigliere regionale della Lombardia e della giuria, oltre al sottoscritto, fanno parte: Guido Pollice (presidente nazionale Verdi Ambiente e Società Onlus), Fabio Fimiani (giornalista di Radio Popolare), Luca Conti (consulente per i social media), Fabio Treves (fotografo e bluesman), Massimo Mantellini (giornalista e blogger), Edoardo Raspelli (conduttore televisivo), Angelo Naj Oleari (imprenditore nel settore della produzione e distribuzione di prodotti alimentari e tessili da Permacultura), Cristina Gabetti (giornalista e scrittrice, conduttrice della rubrica Occhio allo spreco in onda su Striscia la Notizia), Edoardo Stoppa (inviato di Striscia la Notizia per animali ed ecologia), Silvia Tenenti (fotografa), Walter Fornasa (docente dell’Università di Bergamo).

Euprera Social Media Awards 2010

L’Eurepra (European Public Relations Education and Research Association) ha indetto un concorso per premiare tre blog dedicati alle relazioni pubbliche e alla comunicazione:

As part of its EuroBlog investigation into the impact of social media on public relations practice Euprera will make three awards at its February Symposium at Ghent, in Belgium, February 2010. Each winner will receive a prize of 250 euro.
The awards are open to anyone connected to a European University or University College – you may be studying now, or have recently graduated.
Candidates must have maintained an online presence equivalent to at least ten weblog posts before the deadline for entries, Friday January 8, 2010, and the core topic of their content must be connected to communications/ public relations.
One award will be made to a student studying for a first degree (perhaps a BA or BSc), one will be made to a postgraduate and the third will be made at the discretion of the judges and may be the result of a nomination from a person other than the author of the blog.
The winning entrants will be invited to make a short presentation on their work at the Euprera Spring Symposium, at Arteveldehogeschool, Ghent, Belgium, February 25-27, 2010. Agreed travel and accommodation expenses will be paid for by the Award organisers (details in the rules).

Maggiori informazioni nel blog dell’European Social Media Awards.

Working Capital Napoli: 10 novembre

La quinta tappa del tour di Working Capital si terrà a Napoli il 10 novembre presso il complesso dei SS. Marcellino e Festo: la location è una bellissima chiesa barocca sconsacrata che affaccia su un suggestivo chiostro.
Il programma è analogo agli eventi precedenti, anche se ci sarà una sostanziale variazione che riguarda l’ordine con cui si svolgeranno le attività. Questa volta, invece di iniziare con il panel degli esperti, partiremo con gli elevator pitch, con l’obiettivo di valorizzare le idee proposte dagli aspiranti imprenditori che vogliono chiedere il supporto di Telecom Italia per realizzare il proprio progetto.
Presentare all’elevator pitch è importante perché permette di presentarsi al team di Telecom Italia che seleziona i progetti, di avere anche un feedback immediato e di usufruire di una corsia privilegiata per far valutare il proprio progetto.
Le modalità di intervento di Telecom Italia sono tre: la borsa di studio del valore di 20.000 euro in denaro, il contratto di investimento e il contratto di incubazione.
I posti per i pitch sono 20 ed è opportuno iscriversi da subito evitando la rincorsa all’ultimo minuto: modulo di iscrizione.

London organic

Nello scorso fine settimana sono stato a Londra e ho avuto modo di entrare in un supermercato Tesco per comprare un po’ di frutta. La scelta era notevole e c’erano moltissimi prodotti biologici (in inglese si dice organic). Questo, ovviamente, mi sembra molto positivo. Quello che mi ha lasciato perplesso è la provenienza di questi prodotti. Per esempio, c’erano pochissime mele europee e tantissimi pomi provenienti dagli Stati Uniti e dalla Nuova Zelanda.
Allora mi sono chiesto: ha senso vendere un prodotto biologico che ha fatto migliaia di chilometri per arrivare su uno scaffale? Non sarebbe più coerente cercare di mettere in vendita delle mele possibilmente a chilometri zero?

Don Rodrigo e i suoi bravi

Chi ha visto il film Tutti gli uomini del presidente probabilmente ricorda che gran parte della storia riguarda la ricerca di conferme dei fatti e che il direttore del giornale più volte si rifiuta di pubblicare una storia in cui gli stessi fatti non siano stati ribaditi da due persone diverse.
Al Giornale, invece, sembra la che regola sia diventata far riferimento a una qualsiasi gola profonda che abbia qualche sordido dettaglio su chi è scomodo o inviso a Silvio Berlusconi. Non Santoro, si basi bene, che tanto è etichettato come comunista e quindi qualsiasi cosa dica è automaticamente priva di qualsiasi fondamento. Ma, il direttore di Avvenire oppure il giudice Raimondo Mesiano, che ha condannato Fininvest a 750 milioni di euro di risarcimento nei confronti di Cir.
Di stampo peggiore l’esclusivo reportage di Verissimo sulle incredibili stranezze del giudice: cose da far accapponare la pelle come fumare una sigaretta, andare dal barbiere, sedersi su una panchina e indossare dei calzini turchese.

Ne parlano anche Gilioli, Soncini, Sofi, Sofri e tanti tanti altri. Ovviamente, ci sarà un po’ di indignazione generale, ma non accadrà nulla perché l’inutile Ordine dei giornalisti non sanzionerà nessuno e questi pseudo giornalisti continueranno a fare indisturbati il loro mestiere.
D’altro canto, l’Odg ammette tra le sue fila persone della qualità di Vittorio Feltri, quindi tutto è permesso.

I love Internet: i vincitori

Dei video vincitori del concorso Io amo Internet organizzata tramite Zoopa da Telecom Italia in collaborazione con Wired, a me piace soprattutto questo:

Trovo molto divertente il mash up del messaggi pubblicitari, grazie al quale uno spot dove compare il marchio di Telecom Italia è costruito con un concept preso in prestito da Vodafone (ve lo ricordate il tutto intorno a te con Megan Gale). La lista dei vincitori è qui.

Launch 48 – Londra, 16-18 ottobre 2009

Il prossimo fine settimana sarò a Londra per partecipare a Lunch 48:

Launch48 runs events for people who want to try to learn and launch a web business. On Friday the 16th of October we are running a conference with some of the best web entrepreneurs from the UK speaking about marketing, PR, business, technical, and design in regards to launching a web business.
From Friday 16th Oct in the evening to Sunday 18th October we are running the Launch48 weekend – a 48 hour event grouping people into teams to create new web businesses. During the weekend participants network, build a new business, and learn from a range of experienced mentors from the web industry.

Gli organizzatori mi informano che ci sono ancora dei biglietti disponibili, che possono essere acquistati a metà del prezzo usando questo codice: L48M-1011-FW.

La legge è uguale per tutti

Accolgo volentieri l’invito di Catepol e pubblico il primo comma dell’articolo 3 della nostra Costituzione:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Lancio questo invito a Marco Camisani Calzolari, Michele Ficara Manganelli e Stefano Vitta, perché affermare certi principi non è questione di colore politico.

Scarica la Costituzione italiana dal sito del Governo.

Foursquare arriva a Londra

Foursquare continua a crescere e a diventare popolare (Roberto Scoble ne ha addirittura parlato come del nuovo Twitter). Si tratta di un gioco che si fa con un cellulare dotato di Gps (per esempio un iPhone). Ne ha parlato recentemente il Club dei media sociali in più occasioni:

Il gioco consiste essenzialmente nel visitare bar e ristoranti di New York, ottenendo punti ogni volta che si effettua un check-in in un locale. Quando i propri amici che partecipano al gioco raggiungono uno di questi luoghi viene inviata una push notification al terminale mobile dotato di modulo GPS, innescando così una vera a propria “rincorsa” per visitare tutti i locali che danno punti, per scalare così la classifica. Ogni due mesi viene assegnato il titolo di “sindaco” alla persona che nei 60 giorni precedenti ha visitato un determinato bar o ristorante più di tutti. In meno di sei mesi Foursquare è riuscita dove altri avevano fallito, creando una dinamica di gioco che coinvolge sia gli utenti che i proprietari dei locali.

Gli articoli sono questi:

Oggi, Foursquare ha annunciato che sarà disponibile anche in Inghilterra da questa settiman e non è difficile immaginare che continuerà ad espandersi aggiungendo nuovi paesi.

Primus super pares: ma scherziamo?

E’ singolare il fatto che difendendo il Lodo Alfano, Gaetano Pecorella abbia definito il Presidente del Consiglio addirittura primus super pares, di fatto attribuendogli le prerogative di un re.
L’espressione primus inter pares, infatti, nasce per indicare una diminuzione del potere di un sovrano rispetto ai principi, di cui viene quindi considerato un pari, anche se dotato di uno speciale status. E già così, visto che fino a prova contraria siamo in una democrazia, l’uso di questo espressione mal si presta a motivare la costituzionalità del Lodo Alfano. Ancora di meno, si presta la frase primus super pares con la quale si intende attribuire al Presidente del Consiglio uno status al di sopra degli altri in funzione del proprio ruolo istituzionale.
A prescindere dal diritto costituzionale, mi sento di rigettare in toto questa concezione principesca del nostro ordinamento, che vuole far diventare la Repubblica italiana una monarchia parlamentare.

Cattiva maestra televisione… ancora per poco

Come altre 7 milioni di persone, ieri sera ho visto Anno Zero: gli argomenti non erano certo sconosciuti (almeno a chi legge i giornali e si informa su Internet), ma è ovvio che la televisione ha ancora una rilevanza eccezionale quando si tratta di formare l’opinione pubblica perché è l’unico mezzo per raggiungere certe fasce della popolazione.

Guardo raramente la televisione e preferisco i film ai cosiddetti programmi di informazione o approfondimento per il semplice motivo che il giornalismo televisivo è – salvo rarissime eccezioni – di un livello qualitativo infimo. La mia aspettativa sarebbe impiegare due o tre ore per capire meglio una questione: vorrei che i giornalisti mi informassero e poi mi presentassero le opinioni in modo equilibrato affinché io possa formare autonomamente un’opinione. Invece, il modo di fare informazione e approfondimento giornalistico in televisione consiste sempre nel voler dimostrare una tesi. Questo vale tanto a destra quanto a sinistra e non è certo un caso che ieri, ad Anno Zero, ci fosse un solo politico: il sindaco di Bari Michele Emiliano. Poi tre giornalisti di sinistra: Michele Santoro, Marco Travaglio e Norma Rangeri. E tre giornalisti di destra: Maria Latella, Nicola Porro e Maurizio Belpietro. Questo la dice lunga suo ruolo dei giornalisti, che definitivamente abbandonato il ruolo di narratori oggi svolgono quasi esclusivamente quello di portatori di opinioni e interessi, che dovrebbe essere invece l’attività svolta da relatori pubblici e – segnatamente – dai cosiddetti spin doctor.

Il secondo motivo per cui non amo i programmi televisivi di informazione e approfondimento è che negli ultimi anni, discutibilissime tesi da difendere hanno portato a un pietoso gioco al ribasso. Tanto che oggi ci troviamo a esaminare le ragioni di una serie di signorine che orgogliosamente ci comunicano di quanto sono contente di fare le puttane in cambio di comparsate televisive, lussuose gite in barca, concessioni edilizie e candidature elettorali. Oppure veniamo informati nei dettagli della vita di loschi figuri come Matteo Cambi, Lele Mora o Fabrizio Corona. Con la stessa nonchalance, politici e giornalisti fanno passare l’idea che l’evasione fiscale sia tutto sommato un peccato perdonabile con oblazioni di denaro che sono invariabilmente inferiori a quanto dovuto. Di fronte a questa teoria di luminosi esempi di moralità, è facile scadere in quel qualunquismo che postula che tanto è tutto merda.

La televisione, con la necessità di banalizzare la narrazione e di renderla commestibile a tutti, rende facile questo odioso gioco al ribasso e il giornalismo che passa in Tv – alla fine – si riduce a un vociare concitato che argomenta tesi di parte affermando che l’interlocutore non può arrogarsi il diritto di fare la morale perché anche lui ha scheletri nell’armadio. In questo gioco al massacro, uscirebbe perdente anche Madre Teresa di Calcutta, giacché – qualora non si trovassero fatti – non vi sarebbe alcuna remora a inventarne di nuovi.

La televisione è veramente una cattiva maestra, come sosteneva Karl Popper. O forse sarebbe meglio dire che essa è governata da pochi cattivi maestri. Auspicabilmente, però, ancora per pochi anni giacché i modelli di business dei media di massa sono in crisi e questa crisi si consumerà fino in fondo con la velocità cui ci ha abituato la Rete :-)