Bettino Craxi, santo subito

In questi giorni è in corso un processo di assoluzione di Bettino Craxi con tanto di pellegrinaggi e commemorazioni sulla tomba ad Hammamet. Ieri sera, a Speciale Tg1 sia Claudio Martelli che Maurizio Sacconi hanno esordito enunciando che Craxi deve essere considerato un perseguitato politico ospitato da un paese amico. Ieri sera, commentavo la trasmissione su FriendFeed così:

@salvio. Anche io non tirerei monetine a nessuno, però non credo che vi sia stata alcuna persecuzione nei confronti di Craxi. Non si può ammettere di aver sistematicamente violato la legge e poi gridare alla persecuzione giudiziaria se la magistratura ti porta in processo e ti chiede di assumerti le tue responsabilità. La fuga di Craxi, tra le altre cose, ha determinato l’impossibilità di avere un partito socialista liberale in Italia: se Craxi avesse voluto trarre le conseguenze dal suo discorso alla Camera, avrebbe dovuto accettare di farsi processare. Questo avrebbe dimostrato senso dello Stato; la latitanza invece ha mostrato un uomo molto più piccolo della statura che gli si vuole attribuire. – Nicola Mattina da fftogo

Il giudizio su un uomo politico non può prescindere dal giudizio sulla sua etica, sulla sua capacità di discernere ciò che le regole dello Stato consento di fare e ciò che invece impediscono. Pur non volendo sminuire i meriti dell’uomo, si deve riconoscere che i demeriti sono enormi e invocare il fatto che vi fosse (e tuttora vi è) un sistema di uomini politici che hanno in spregio le regole che essi stesso stabiliscono e un’aggravante, non certo un’attenuante. Su questo tema, si legga anche Alessandro Gilioli.

6 comments

  • Mi limito a commentare due cose:
    – che ancora oggi ci sfugge come la magistratura ha portato a processo i colpevoli per loro stessa ammissione Craxi & co
    – che nessuno può impedire o facilmente ironizzare sui familiari o amici che vogliono commemorare una persona a loro cara

  • @Salvio. Mai messo in discussione il diritto di privati cittadini di commemorare una persona a loro cara, ci mancherebbe altro. Quello che metto in discussione è il non voler riconoscere che esiste una precisa responsabilità politica nell’accettare e nell’alimentare un sistema di corruzione diffuso, che non può essere derubricata con una generica etichetta di persecuzione da parte della magistratura.
    Sono dispostissimo ad ammettere che ci sia stato un disegno nel colpire il partito socialista e nel riconoscere che i metodi di certa magistratura non sono da applaudire, però questo non fa venir meno le responsabilità di chi è reo confesso.
    Così come fanno piacere gli onori, ci si deve assumere gli oneri di certe scelte.

  • Se penso che c’è chi nobilita e asssolve Mussolini per la bonifica dell’Agro Pontino… non mi stupisce che lo facciano con Craxi.

  • Demonizzazione o santificazione, monetine o bagni di folla. The same old Italian story. Craxi rimane un politico di grandissime qualità, in termini di intelligenza e intuito, che ha pagato duramente per i suoi (sicuri e certificati) errori. Il più grave è stato quello di aver lasciato spazio a un sistema che ha dato incredibili vantaggi (non solo monetari) a persone con molte, molte meno qualità. E queste sono ancora là a farci la morale. Le povere verginelle, sempre con nuove e variopinte bandiere.

  • craxi..
    demonizzato ieri, santificato oggi..
    l’epoca richiede la delegittimazione della
    magistratura a qualsiasi costo..
    la giustizia non deve essere funzionale,
    ma manipolabile… altrimenti che dov’è
    la libertà che stanno propagandando…??

By Nicola Mattina