Gli open data della Regione Piemonte: un esperimento

di Nicola Mattina il 27 maggio 2010

La Regione Piemonte è – credo – il primo ente italiano a pubblicare degli open data in modo organico inaugurando il sito dati.piemonte.it sul modello di quanto stanno facendo le pubbliche amministrazioni negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre democrazie occidentali avanzate.
Questo significa che i dati sono messi a disposizione in modo tale che possano essere scaricati e manipolati. Poiché aspettavo questo momento da tempo, non ho resistito a giocare con il data set che riguarda gli studenti stranieri nelle scuole piemontesi dal 1994 al 2008. Ho importato il file csv in uno spreadsheet di Google Docs e ho creato un gadget con i motion chart. Il risultato è quello che vedete di seguito.
Vi consiglio di cambiare un paio di settaggi scegliendo Colore > Colori unici e Dimensione > Totale. Quindi cliccate sul pulsante Play in basso a sinistra e il grafico si animerà mostrando la crescita complessiva degli studenti stranieri e il peso di alcuni paesi come il Marocco, l’Albania e la Romania (notate l’accelerazione di quest’ultimo paese che nell’ultimo anno scolastico arriva ad oltre 17mila studenti contro i 45 del 1994).

Il mio piccolo esperimento è banale, ma le mie capacità in termini di manipolazione dei dati e di infografica sono quelle che sono ;-) Qualcuno più capace di me saprebbe sicuramente fare assai meglio di me mixando i vari data set disponibili per la scuola. Che aspettate?

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Claudio Iacovelli 28 maggio 2010 alle 09:21

L’iniziativa della Regione Piemonte è straordinaria, perchè predispone alcuni sistemi informativi ad un cambiamento organizzativo e procedurale, delinea uno scenario di viva collaborazione tra il settore pubblico e le diverse realtà “clienti” dei servizi della Pubblica Amministrazione, informa cittadini ed imprese delle possibilità di accedere ad alcune banche dati e chiede loro di fornire gli eventuali suggerimenti per potenziare o, finalizzare, la condivisione dei dati. Certamente il settore pubblico italiano è distante dai modelli dei paesi anglosassoni, dove la condivisione della conoscenza è affermata ed apprezzata, ma questa iniziativa avviata dalla Regione Piemonte sembra essere ben impostata: da diversi anni sono affermati i vantaggi derivanti dal riuso dei dati, speriamo che questa apertura non rimanga straordinaria ma possa porre delle basi per una cultura della collaborazione.

Karrah 17 giugno 2010 alle 18:30

L’iniziativa della Regione Piemonte è straordinaria, perchè predispone alcuni sistemi informativi ad un cambiamento organizzativo e procedurale, delinea uno scenario di viva collaborazione tra il settore pubblico e le diverse realtà “clienti” dei servizi della Pubblica Amministrazione, informa cittadini ed imprese delle possibilità di accedere ad alcune banche dati e chiede loro di fornire gli eventuali suggerimenti per potenziare o, finalizzare, la condivisione dei dati. Certamente il settore pubblico italiano è distante dai modelli dei paesi anglosassoni, dove la condivisione della conoscenza è affermata ed apprezzata, ma questa iniziativa avviata dalla Regione Piemonte sembra essere ben impostata: da diversi anni sono affermati i vantaggi derivanti dal riuso dei dati, speriamo che questa apertura non rimanga straordinaria ma possa porre delle basi per una cultura della collaborazione.
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