Archivio mensile:settembre 2010

Matteo Renzi ci sa fare molto più di Bersani

Matteo Renzi dimostra di saperci fare, altro che il faraonico porta e porta annunciato da Bersani e mai partito:

In diecimila all’iniziativa voluta dal sindaco di Firenze. «Un successo che non mi aspettavo»
[...]
Nei «Cento luoghi», l’evento lanciato per la prima volta da Palazzo Vecchio, sono arrivati 10.300 fiorentini, sfidando il maltempo, programmi tv e immergendosi in un mondo sconosciuto della politica. Il secondo: alla kermesse sono intervenuti anche due consiglieri dell’opposizione (Lega e Udc). Il terzo: politici di lunga carriera sono riusciti a trasformarsi in «amici della gente» capaci di offrire persino qualche spuntino. Alle cento assemblee, dalle 21.30 sino alle 23.30 con appendice finale a Palazzo Vecchio, hanno partecipato assessori e consiglieri comunali, funzionari, tecnici, esperti. Tutti impegnati a spiegare i progetti che da oggi in poi cambieranno la città e soprattutto a chiedere ai concittadini pareri, proposte, miglioramenti.

Mario Rodriguez: Pd a lezione di Milliband

Mario Rodriguez mi segnala un suo editoriale pubblicato ieri sul quotidiano Europa. Ne condivido i contenuti senza riserve:

In queste ore il giovane Ed Miliband, oltre a confessare la difficoltà di crescere con un padre che non credeva alla via parlamentare al socialismo, ha dato una bella lezione di quello che può essere il linguaggio di un leader emergente (e, per ora, nella competizione interna) vincente: ottimismo, battersi per la mainstream majority, sfidare la saggezza convenzionale (il senso comune), parlare per la maggioranza, modellare il centrocampo della competizione politica («to shape the centre ground of politics»).
Emerge la capacità di parlare di grandi cose con le parole della vita di tutti i giorni senza connotazioni ideologiche (e anche senza battute in dialetto): famiglie forti, tempo per i bambini, spazi verdi, la vita della comunità, amore e solidarietà. E sorprende anche il coraggio di farlo in prima persona, parlando di sé: nella loro cultura politica è assodato che «you are the message».

Walter Veltroni e l’onorevole Calearo

Ieri Massimo Calearo, che è stato eletto nel Partito democratico come capolista nella circoscrizione Veneto 1 si è iscritto al Gruppo Misto della Camera. Ci è arrivato passando dal Partito democratico ad Alleanza per l’Italia di Rutelli e poi dimettendosi dal questo partitucolo di cui era stato fondatore. In altri termini, si è andato a mettere nella posizione di trattare con libertà l’appoggio al Governo Berlusconi.

Massimo Calearo è stato candidato come capolista direttamente da Walter Veltroni che ieri, invece di scusarsi con gli elettori del Veneto per la pessima scelta, ha dichiarato:

Adnkronos. «Ho avuto modo di parlare oggi con Massimo Calearo, al quale ho ricordato l’impegno da lui assunto, prima e dopo il voto, a sostegno del centrosinistra e, dato il risultato elettorale, in opposizione al centrodestra. Un impegno che è etico, perché comporta il rispetto degli elettori e della volontà espressa con il loro voto. Calearo, pur ribadendo le ragioni di un disagio politico mi ha confermato nettamente la sua volontà di attenersi all’impegno assunto davanti agli elettori. Sono certo che sarà coerente con se stesso».

La povera vittima di tante vigliaccate, l’agnello sacrificale, il super piagnone democratico deve essere stato in Africa a nostra insaputa perché la botta di sole mi sembra palese: solo uno che delira può fare una dichiarazione del genere.

Working Capital Padova il 13 ottobre

In questi giorni, in Elastic, stiamo ultimando i preparativi per la prossima tappa di Working Capital che si terrà il 13 ottobre a Padova. Il programma dell’evento prevede due competizioni:

  • la mattina vengono assegnate le borse di studio del valore di 20.000 euro a progetti di ricerca che provengono principalmente dalle università. Dieci team si susseguiranno sul palco per gli elevator pitch e cinque di loro saranno scelti dalla giuria che include Franco Bernabè;
  • il pomeriggio, dieci startup presenteranno le proprie iniziative per accedere ai programmi di investimento e incubazione.

Accanto alle competizioni ci saranno un panel la mattina condotto da Riccardo Luna e con la partecipazione di alcune persone decisamente interessanti. Infatti oltre all’amministratore delegato di Telecom, ci saranno Massimo Marchiori (esperto di web semantico), Mario Dal Co (direttore generale dell’Agenzia Nazionale per l’Innovazione) e Paolo Valdemarin (imprenditore goriziano con un piedino in California).

Insomma, anche questa tappa promette bene :-) Se desiderate partecipare, vi conviene inscrivervi sul sito di Working Capital perché i posti si stanno esaurendo molto più velocemente delle altre volte: info sull’evento e form di iscrizione.

Saldi di stagione al Parlamento

Fino a domani saldi di stagione con deputati in vendita che stanno passando nel gruppo misto. Gli ultimi cinque sono i prodi dell’Udc (Saverio Romano, Calogero Mannino, Beppe Drago, Giuseppe Ruvolo e Michele Pisacane) accompagnati da due ex Pd transitati per l’Api di Rutelli (Massimo Calearo e Bruno Cesario).

Fabio Bistoncini tiene il conto minuto per minuto: al momento il governo Berlusconi potrebbe avere una maggioranza parlamentare. Vediamo chi finisce al ministero dello sviluppo economico :-)

Segnalo anche l’edificante vicenda dei due ex-parlamentari della Lega, che secondo Repubblica si sarebbero venduti nella scorsa legislatura essendone lautamente ricompensati dal Popolo delle Libertà.

Le proposte di legge di iniziativa popolare sono inutili

Le proposte di legge di iniziativa popolare che giacciono in Parlamento sono complessivamente 15 e molte provengono dalla scorsa legislatura, giacché se una proposta di legge di iniziativa popolare non viene discussa entro lo scadere di una legislatura viene automaticamente ripresentata alla successiva (ma una volta sola).

Chi segue le cronache politiche sa che, a volte, le proposte e i disegni di legge fanno un inter velocissimo. Beh, questo non accade mai nel caso di iniziative legislative che nascono “dal basso”, che vengono messe generalmente su un binario a scartamento ridotto.
Ad ogni modo, questa è la lista dei provvedimenti: molti di loro (compresa la proposta dei grillini) saranno carta straccia alle prossime elezioni (plausibilmente in primavera).

C. 3604
Regole democratiche sulle rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro, la rappresentatività delle organizzazioni sindacali e il referendum per l’efficacia dei contratti collettivi di lavoro
05/07/2010: Presentato alla Camera
29/07/2010: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

C. 3352
Misure per migliorare le condizioni di vita universitaria, per accrescere la qualità e la conoscenza dei servizi universitari, per il sostegno alla mobilità nazionale ed internazionale degli studenti e per la disciplina dei tirocini formativi universitari
26/03/2010: Presentato alla Camera

C. 3127
Diritto all’apprendimento permanente
18/01/2010: Presentato alla Camera
25/01/2010: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

S. 1453
Norme in materia di introduzione del salario minimo intercategoriale e del salario sociale, previsione di minimi previdenziali, recupero del fiscal drag e introduzione della scala mobile
09/03/2009: Presentato al Senato
12/05/2009: In corso di esame in commissione

C. 2108
Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e reintroduzione del voto di preferenza
26/01/2009: Presentato alla Camera
09/02/2009: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

C. 1629
Trattati internazionali, basi e servitù militari
07/08/2008: Presentato alla Camera
18/09/2008: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

C. 1539
Disposizioni per l’incremento dei trattamenti economici a favore degli invalidi civili
24/07/2008: Presentato alla Camera
28/04/2010: In corso di esame in commissione

S. 729
Nuove disposizioni sulla perequazione automatica dei trattamenti di pensione nei settori privato e pubblico, sulla pensione ai superstiti e delega al Governo per le pensioni cosiddette d’annata
03/06/2008: Presentato al Senato
02/07/2008: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

C. 1
Norme generali sul sistema educativo d’istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d’infanzia
29/04/2008: Presentato alla Camera
27/05/2008: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

C. 2
Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico
29/04/2008: Presentato alla Camera
22/01/2009: In corso di esame in commissione

C. 3
Riforma dell’ordinamento delle professioni intellettuali
29/04/2008: Presentato alla Camera
23/06/2010: In corso di esame in commissione

C. 4
Dichiarazione del territorio della Repubblica italiana “zona libera da armi nucleari”
29/04/2008: Presentato alla Camera
22/05/2008: Assegnato (non ancora iniziato l’esame)

S. 1
Istituzione di una nuova scala mobile per la indicizzazione automatica delle retribuzioni dei lavoratori e delle lavoratrici
29/04/2008: Presentato al Senato
12/05/2009: In corso di esame in commissione

S. 2
Norme di democrazia paritaria per le assemblee elettive
29/04/2008: Presentato al Senato
22/09/2010: In corso di esame in commissione

S. 3
Riforma della legge elettorale della Camera e del Senato riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità, i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori
29/04/2008: Presentato al Senato
22/09/2010: In corso di esame in commissione

Il futuro del Pd

Il futuro del Partito democratico passa attraverso la rottamazione di D’Alema e Veltroni e su questo credo che non possano esservi grandi dubbi. Certamente non li hanno le persone intervistate in questo video di Current che lo dicono più o meno esplicitamente: Pippo Civati, Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Matteo Renzi, Luca Telese.

ItaliaCamp: avere fiducia nei giovani :-)

Sabato 16 ottobre, alla Luiss di Roma, ci sarà la prima edizione dell’ItaliaCamp:

ItaliaCamp è il progetto associativo lanciato da un gruppo di studenti, ricercatori, imprenditori, professionisti e giovani in cerca di occupazione.
L’associazione nasce con l’obiettivo di costruire – partendo dai centri universitari nazionali e internazionali – una rete progettuale, permanente e intergenerazionale. Una rete di persone che dia vita ad un nuovo processo di coinvolgimento e partecipazione di tutte le componenti della società civile del nostro Paese e che attraverso la discussione, la raccolta e l’elaborazione di idee sia in grado di realizzarle.

L’ambizione dell’Associazione è di:

  • contribuire attivamente alla crescita di una nuova coscienza partecipativa attraverso un nuovo modello di coinvolgimento delle persone, utilizzando la metodologia del BarCamp;
  • individuare e sostenere la formazione di nuove leadership individuali e collettive che possano lavorare concretamente per il benessere del Paese;
  • promuovere idee che mettano al centro il cittadino nel rispetto dei principi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

E’ un bel progetto e i ragazzi che ci lavorano sono in gamba (anche il video di presentazione è bello e coinvolgente). Io ci andrò e penso di parlare di Open Data. Vi invito a partecipare il 16 ottobre e a parlarne sui vostri blog, su Twitter, su Facebook e alla macchinetta del caffè :-)

Acm Multimedia 2010 a Firenze: cercasi volontari

Gianpaolo D’Amico mi ricorda che dal 25 al 29 ottobre si terrà a Firenza Acm Multimedia. Si tratta di un appuntamento internazionale importante:

is the worldwide premier multimedia conference and a key event to display scientific achievements and innovative industrial products. ACM Multimedia 2010 offers to scientists and practitioners in the area of Multimedia plenary scientific and technical sessions – with keynote speeches, oral, poster and video presentations, technical demonstrations and exhibits -, opportunities for deepenings – organized as discussion rooms, symposiums and tutorials and panels with worldwide recognized scientists and opinion leaders -, and competitions of research teams on relevant and challenging questions about the industry’s two-five years horizon for multimedia.

L’ingresso alla manifestazione è pagamento e sono attesi oltre 700 partecipanti da tutto il mondo. Le quote di iscrizione sono modulari è abbordabili con una tariffa per gli studenti che possono anche partecipare gratuitamente se decidono di offrirsi come volontari.

I bambini sono altruisti nati?

Michael Tomasello, co-direttore del Max Plank Institute di antropologia evolutiva a Leipzig, sostiene che noi uomini siamo naturalmente portati all’altruismo e alla cooperazione. Nel libro Altruisti nati scrive:

L’universalità delle norme sociale – e il loro ruolo chiave nell’evoluzione umana – è evidente. Tutte le società tradizionali, ampiamente studiate e analizzate, possiedono rigide norme sociali in merito a ciò che un individuo può o non può fare, perfino (o forse soprattutto) negli ambiti più rilevanti sul piano biologico, cioè il cibo e il sesso. Gli esseri umani hanno sviluppato emozioni specifiche proprio in virtù di determinate norme, a ulteriore riprova del ruolo chiave giocato da queste ultime nell’evoluzione della specie. Il senso di colpa e la vergogna presuppongono qualche tipo di norma sociale, o almeno di giudizio sociale, che le persone interiorizzano e usano per giudicare se stesse (tramite determinati sentimenti).
[...]
Lo sviluppo delle tendenze altruistiche nei bambini piccoli, perciò, è evidentemente modellato dalla socializzazione. I bambini arrivano a questo processo con una predisposizione all’aiuto e alla cooperazione ma poi imparano a essere selettivi nel decidere a chi prestare aiuto, fornire informazioni o coinvolgere nella condivisione. Imparano anche a gestire le impressioni che possono suscitare negli altri – la reputazione e il Sè pubblico – come un modo per influenzare le azioni di quei soggetti altri nei loro confronti. Inoltre imparano le norme sociali che caratterizzano il mondo culturale in cui vivono e si impegnano attivamente a identificarle e a rispettarle. Cominciano addirittura a contribuire al processo di rafforzamento ricordando agli altri quelle norme – come osservato nei nostri studi in cui i bambini dicono agli altri “come si fa” – e punendo se stessi attraverso il senso di colpa e la vergogna se non le rispettano.
[...]
Chi ha ragione, dunque? Il diabolico Hobbes o l’angelico Rousseau? Gli uomini sono per natura anime nobili o prave? Come sempre, di fronte a dilemmi di tale portata, entrambe le tesi hanno una parte di verità. Ho presentato prove empiriche – spero convincenti – del fatto che gli infanti e i bambini piccoli giungono alla fase culturale già predisposti a prestare aiuto, fornire informazioni e condividere generosamente nelle dovute situazioni (in altre, ovviamente, si dimostrano egoisti). Quando acquistano indipendenza, però, i bambini devono essere più selettivi e riservare i loro atti altruistici a individui che non se ne approfittino, o che addirittura possano ricambiarli.

Insomma, nasciamo con una naturale predisposizione all’altruismo e alla cooperazione e poi modelliamo questa predisposizione grazie alla cultura del gruppo sociale in cui viviamo e alla norme che ne regolano il funzionamento.

I numeri di Berlusconi alla Camera: il diavolo è nei dettagli

Fabio Bistoncini propone una dettagliata analisi dei voti di cui dispone Berlusconi alla Camera al netto di quelli di Futuro e Libertà: ve ne consiglio la lettura.

All’analisi di Fabio, mi sembra di poter aggiungere che si tratta di calcoli teorici perché in realtà a Berlusconi di voti ne basterebbero di meno: è sufficiente che qualcuno si astenga, cosa che generalmente fanno i deputati dell’Udc, sempre all’opposizione ma sempre pronti a tendere una mano (ovviamente aperta e con il palmo rivolto verso l’alto per essere sicuri di ricevere qualcosa in cambio).

Mi spiego meglio. L’articolo 46 del Regolamento della Camera dice:

1. Le deliberazioni dell’Assemblea e delle Commissioni in sede legislativa non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti. Per le deliberazioni delle Commissioni in sede diversa da quella legislativa è sufficiente la presenza di un quarto dei loro componenti.
2. I deputati che sono impegnati per incarico avuto dalla Camera, fuori della sua sede o, se membri del Governo, per ragioni del loro ufficio, sono computati come presenti per fissare il numero legale.
3. Nelle votazioni per la cui validità è necessaria la constatazione del numero legale, i deputati presenti, i quali, prima che si dia inizio alla votazione, abbiano dichiarato di astenersi sono computati ai fini del numero legale.

Insomma, per decidere se l’assemblea è validamente costituita, la maggioranza dei parlamentari deve essere presente in aula e gli assenti giustificati (quelli in missione o impegnati al governo) sono comunque considerati presenti. Quindi, poiché i deputati sono 630, ce ne devono essere in aula almeno 316.

Ma non è tutto qui. Si arriva al momento del voto e in questo caso di applica l’articolo 48 che dice:

1. Le deliberazioni dell’Assemblea e delle Commissioni sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi per i quali è stabilita una maggioranza speciale.
2. Ai fini del comma 1 sono considerati presenti coloro che esprimono voto favorevole o contrario.

Il risultato è che il numero per raggiungere la maggioranza si abbassa. Facciamo un esempio. Immaginiamo che si tratti di un voto importante e che in aula ci siano 610 deputati: 603 effettivamente presenti e 7 considerati presenti, ma in realtà altrove perché in missione. Tra i 20 assenti c’è sicuramente l’onorevole pugliese Antonio Gaglione, che non ha nessuna intenzione di partecipare ai lavori e infatti ha collezionato l’invidiabile record di oltre il 95% di assenze ;-) Inoltre, il presidente della Camera non viene considerato nel conteggio.

Si arriva al voto, magari di una legge importante che interessa molto a Berlusconi. Poiché in aula ci sono 610 deputati, la maggioranza dovrebbe essere raggiunta con 305 voti. Invece no. Ai fini del voto, si considerano solo quelli presenti in carne ed ossa che hanno espresso voto favorevole e contrario. Quindi, da 610 tolgo quelli che non sono materialmente in aula e arriviamo a 603. Poi devo togliere quelli che si astengono. Tra questi ci sono spesso quelli dell’Udc e potrebbero esserci gli stessi deputati di Futuro e Libertà. Per ipotesi, immaginiamo che vi siano 75 astenuti, tra cui la quasi totalità dei deputati dell’Udc (37), molti deputati di Futuro e Libertà (25) e 13 del gruppo misto. A questo punto, una legge passerebbe con [(603-75)/2]+1 voti, ossia 265 voti.

Allora perché Berlusconi si affanna tanto a cercare i 316? Perché deve dimostrare di avere la maggioranza parlamentare anche senza i Futuro e Libertà e che quindi non ha bisogno di trattare con Fini sull’unica questione che lo interessa veramente: ossia i provvedimenti che riguardano il rinvio o l’annullamento dei processi a suo carico. A me sembra che sia solo una questione di forza contrattuale e che se l’intenzione fosse quella di portare avanti il programma di governo, non ci sarebbero reali problemi di tenuta della maggioranza in Parlamento.

P.s. L’esempio riportato è quello della sfiducia a Caliendo, che non è passata proprio per l’astensione di Udc, Fli e gruppo misto.

Il waka waka per Minzolini: grande Arianna Ciccone

L’irrefrenabile Arianna Ciccone e la sua Valigia Blu in versione Shakira: io l’8 ottobre vado davanti alla Rai solo per vedere il waka waka :-)

P.s. A proposito: cominciamo a prendere nota di qualche nome da candidare alle primarie del Pd per le probabili politiche dell’anno prossimo? Io Arianna ce la metterei ;-)

Il misterioso sondaggio del Pd: una modesta opinione

Nei giorni scori, il Pd ha chiesto a 140mila persone (iscritti, partecipanti alle primarie, persone scelte a caso? non si sa bene) di rispondere a un sondaggio sul gradimento del discorso di Bersani a Torino. Civati storce il naso; l’Espresso pubblica qualche dietro le quinte, da cui si apprende che l’indagine sarebbe stata commissionata a Swg; Sky Tg 24 fa gli screenshot e li pubblica.

A questo punto non ho resistito e ho chiesto a un amico sociologo molto competente un commento. Vi propongo le considerazioni che mi ha mandato per email con qualche chiosa personale.

Domanda 1
Lei ha visto o seguito, almeno in parte, l’intervento di Bersani alla festa democratica nazionale di Torino del 12 settembre? (può esprimere più scete)
- si ho seguito in tv
- si ho seguito sui giornali
- si ho seguito su Internet
- si ho seguito alla festa
- no

Domanda 2
In generale che giudizio darebbe sull’intervento di Bersani?
- del tutto positivo
- positivo
- negativo
- del tutto negativo
- non saprei

Domanda 3
Secondo lei l’intervento di Bersani è stato…
coinvolgente | molto | abbastanza | poco | per niente | non saprei |
convincente | molto | abbastanza | poco | per niente | non saprei |
efficace | molto | abbastanza | poco | per niente | non saprei |
appassionato | molto | abbastanza | poco | per niente | non saprei |

Dice il sociologo: La domanda 3 avrebbe meritato anche delle definizioni negative per controllo

Domanda 4
Con chi afferma che finalmente Bersani ha dimostrato di essere un vero leader lei è:
- del tutto d’accordo
- d’accordo
- in disaccordo
- del tutto in disaccordo
- preferisco non rispondere

Dice il sociologo: La formulazione della domanda 4 rivela un timore del committente: perché “vero” leader? bastava “leader”. In generale, non mi piace la dizione “preferisco non rispondere”? sembra la risposta a un interrogatorio.

Domanda 5
E che giudizio darebbe sulla proposta politica di Bersani di dar vita a un nuovo Ulivo, un’alleanza per sconfiggere Berlusconi?
- del tutto positivo
- positivo
- negativo
- del tutto negativo
- non saprei

Con la proposta di Bersani di dar vita ad un governo di transizione per cambiare la legge elettorale lei è:
- del tutto d’accordo
- d’accordo
- in disaccordo
- del tutto in disaccordo
- preferisco non rispondere

Il sociologo non commenta. Io da profano noto che due domande dello stesso tipo hanno un set di risposte diverse e la cosa mi incuriosisce un po’. Ma magari è una tecnica normale.

Domande 7 e 8
Rispetto ai temi toccati da Bersani nel corso del suo intervento su quali, secondo lei, è stato convincente?
- carovita
- liberalizzazione nella comunicazione RAI
- condizione femminile
- conflitto di interessi
- politica dei consumi
- criminalità / lotta alla mafia
- difesa costituzione
- diritti civili
- elezioni anticipate
- federalismo
- fisco
- problema immigrazione
- ambiente
- giovani
- innovazione
- lavoro
- legalità
- politica industriale
- precari
- questione meridionale
- riduzione costo del lavoro
- riforma elettorale
- scuola / istruzione
- sicurezza sul lavoro
- unità del mondo dei lavoratori
A tutte le 25 voci si può rispondere con molto convincente, convincente solo in parte, non convincente oppure non saprei.

Dice il sociologo: Le domande 7/8 corrono il rischio del response set rispetto alla categoria centrale, ossia tutti rispondono diplomaticamente “convincete solo in parte”. Per essere efficace andava polarizzata.
Io, che ho letto il discorso di Bersani, sono rimasto stupito perché l’ho dovuto riprendere in mano per andare a vedere dove erano trattati alcuni argomenti. Per esempio, la parola RAI compare una sola volta in un passaggio che dice: «Faremo vivere la proposta già avanzata per fare della RAI un’azienda libera, fuori dalla vergognosa sudditanza di oggi». Di cosa dovrei convincermi?

Domanda 9
Il sindaco di Firenze Matteo Renzi sostiene che sia un contraddizione proporre il nuovo Ulivo mantenendo le vecchie facce. Bisogna cambiare il gruppo dirigente, le idee ed il linguaggio. Quanto condivide la posizione di Renzi?
- condivido del tutto
- condivido
- non condivido
- non condivido per niente
- non so / preferisco non rispondere

Dice il sociologo: La domanda 9 è formulata bene (condive Renzi) ma forse sarebbe stata più pertinente se fosse stata disaggregata (cambiare gruppo + cambiare idee + cambiare linguaggio)

Domanda 10
Secondo le il Pd dovrebbe andare verso…
- un ampio e rapido rinnovamento della sua classe dirigente
- un rinnovamento graduale della sua classe dirigente
- va bene così com’è
- preferisco non rispondere

Dice il sociologo: Dal punto di vista cognitivo era meglio mettere “non ha bisogno di rinnovare la sua classe dirigente” invece di “va bene così com’è” per il principio che le modalità di risposta devono avere stessa lunghezza/stesso tono.

Domanda 11
Per quanto ha potuto vedere o sentire direbbe che l’azione del Pd, nel corso dell’ultimo periodo, sta migliorando?
- si
- no
- non saprei

Qui avrebbero pure potuto scrivere è meglio adesso che c’è Bersani o quando c’era Veltroni? ;-)

Domanda 12
E secondo lei l’azione del Pd sta migliorando su…
- le proposte programmatiche
- il modo di comunicare
- il modo di porsi verso le altre forse politiche
- il modo di porsi verso Berlusconi
- non saprei

Dice il sociologo: La domanda non rispetta chi ha detto un secco “no” nella domanda 11. Inoltre le modalità di risposta non sono esaustive; per esempio mancano il modo porsi verso alleati, verso le altre forze dell’opposizione e via dicendo. La modalità 1 è scritta in politichese (proposte programmatiche).

Domanda 13
Verso il progetto di creazione del Partito democratico lei è stato:
- del tutto favorevole
- favorevole
- contrario
- del tutto contrario
- preferisco non rispondere

Nel mestiere che faccio io si commissionano spesso sondaggi. Lo si fa in modo sano e professionale come tecnica di ascolto di stakeholder e influenti di un progetto o di un cliente. Spesso, però, lo si fa per dimostrare delle tesi. In questo secondo caso si manipolano i campioni dei rispondenti e o le domande in modo da avere risultati in linea con le aspettative. In alcuni passaggi a me sembra che questo questionario appartenga alla seconda categoria:

  • a leggere l’articolo dell’Espresso, pare che i destinatari del questionario «sarebbero stati scelti in base ad un criterio geografico, ovvero dando preferenza alle aree in cui il segretario in carica, Pier Luigi Bersani, ha raccolto più consensi durante le ultime primarie»;
  • alcune delle domande sembrano formulate ad arte, per portare chi risponde in una certa direzione.

Si illumina la ricerca

Romeo Perrotta di Ustation mi segnala questa iniziativa che mi piace e che quindi vi consiglio:

Si illumina la ricerca
La notte dei ricercatori in diretta sul web a rete unificata sui media U e 200 piattaforme on line

Venerdì 24 settembre, dalle 18.00 alle 23.00, la rete delle micro web tv, web radio e web tv universitarie diffonderanno un evento “a rete unificata” dedicato alla “Notte dei ricercatori 2010”, appuntamento promosso dalla Commissione Europea, su iniziativa di Aster – Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna, attraverso la collaborazione del Dipartimento di Comunicazione dell’Università di Bologna, Ipazia Promos Onlus, Altratv.tv e U-Station
Si comincia alle 18.00 con la diretta nazionale sulle radio universitarie coordinate da Unis@und, la web radio dell’Università di Salerno. Alle 20 il testimone passa a Bologna dove la maratona proseguirà fino a tardi. L’evento verrà riproposto da oltre 200 piattaforme on line.

http://www.nottericercatori.it/

Cagliari: wi-fi copia e incolla

Che il progetto Provincia Wi-Fi voluto e realizzato da Nicola Zingaretti sia ormai un punto di riferimento anche per altre amministrazioni non ci piove. A Cagliari, però, la giunta di centro destra ha esagerato con l’omaggio all’amministrazione provinciale capitolina usando in toto la grafica della segnaletica degli hot spot.

cagliari_wifi

Da notare che hanno copiato e incollato anche gli elementi di brand identity della provincia :-)

World Wide Apps: incontro con i co-fondatori di Foursquare e Blip.Tv

Martedì 21 settembre alle 18:30 andrò a sentire Naveen Salvadurai, co-fondatore di Foursquare, Dina Kaplan, co-fondatore di Blip.Tv, dello sviluppo dei media, della geolocalizzazione e dei cambiamenti sociali dell’informazione. Con loro Luca Conti, Luca De Biase e Luca Telese.
Per chi non fosse a Roma, Telecom Italia – che organizza l’incontro nell’ambito del programma Capitale Digitale – mette a disposizione anche lo streaming web.

wwa_21sett

Il posto fisso, tra diritti collettivi e individuali

Riporto un brano che condivido da In nessun paese di Ivan Scalfarotto sul lavoro in Italia:

Viviamo in un paese considerato tra i più protettivi del mondo dal punto di vista delle garanzie occupazionali; per contro manca completamente l’attenzione sui diritti individuali. Il posto fisso in Italia continua a essere importante quanto la mamma e la pasta con il ragù. Anche uno dei più influenti esponenti della maggioranza, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nell’ottobre del 2009 ne ha cantato le lodi: «Non credo che la mobilità sia di per sé un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire la famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale». L’ennesimo paradosso dell’Italia alle prese con la Grande Crisi: dal centrodestra ufficialmente liberare e liberista si sostengono tesi del genere, mentre da sinistra gente come me ritiene che il posto fisso sia un anacronismo e in alcuni casi una fregatura per gli stessi lavoratori, che in un mercato del lavoro statico e fermo perdono qualsiasi potere contrattuale nei confronti dei datori di lavoro. Da noi nessuno è incentivato a “guardarsi attorno” e a cercare un posto e un datore di lavoro migliori. Le imprese non hanno nessuno incentivo a competere tra di loro e a costruire una reputazione di luoghi di lavoro di eccellenza. Il messaggio che l’ordinamento dà a chi lavoro è sconfortante: la cosa migliore che ti possa capitare è che non ti accada nulla.
Le leggi dei maggiori paesi europei si concentrano, come gli esperti spiegano spesso, sulla difesa della persona del lavoratore anziché del posto di lavoro. Una difesa che non si traduce nel far sì che il lavoratore sia inamovibile e resti il più possibile dov’è, ma nel sostenerlo economicamente in caso di difficoltà. E soprattutto nell’agevolarlo se e quando dovesse essere costretto a cercare una nuova occupazione. In Italia si rimane interamente concentrati su una serie di forti garanzie collettive. Almeno per i fortunati che possono disporne, perché a milioni di giovani non sono riconosciuti nemmeno i diritti base che dalla rivoluzione industriale tutti diamo per scontati: malattie, ferie, maternità. In compenso, le normative antidiscriminazione sono molto meno efficaci e ficcanti che altrove, Gran Bretagna in testa. Da noi il lavoratore più debole finisce con l’abbassare la testa, con l’accettare passivamente tutto, anche l’ingiustizia. Il ricorso al giudice per far valere i diritti negati è evento rarissimo. A farne le spese, purtroppo, sono in tanti: giovani, donne (specie le madri), spiriti troppo liberi (che in altri paesi sarebbero considerati una risorsa) e, ovviamente, omosessuale e trans.

Parole importanti: coming out, outing, sessualità morfologica, orientamento sessuale e identità di genere

Sto leggendo In nessun paese di Ivan Scalfarotto. C’è un passaggio in cui si chiarisce la differenza tra coming out e outing; tra sessualità morfologica, orientamento sessuale e identità di genere. Mi sembra utile e lo condivido:

A questo punto occorre fare una distinzione. Una cosa è il coming out, un’altra è l’outing. Sono due concetti molto differenti e spessissimo usati erroneamente. Coming out è l’espressione che si usa per indicare il momento in cui ci si dichiara e sottintende le parole of the closet, cioè uscire dall’armadio, dal nascondiglio. L’outing è invece la denuncia pubblica dell’omosessualità di qualcuno (solitamente personaggi noti e magari omofobi) fatta contro la sua volontà.
Molti fanno anche un’altra confusione: tra sessualità morfologica, orientamento sessuale e identità di genere. Non è una questione puramente terminologica.
La sessualità morfologica è quella data dai genitali esterni e dai caratteri sessuali secondari. E’ quello che fa gridare all’ostetrica: «E’ maschio!». O, senza punto esclamativo: «E’ femmina».
Ma non è tutto così semplice. Perché poi c’è l’orientamento sessuale, che si determina sulla base dell’oggetto dei desideri. Ecco allora gli eterosessuali, attratti da persone del genere opposto, gli omosessuali, interessati a persone appartenenti al proprio stesso genere, i bisessuali, attratti (più o meno indifferentemente) da soggetti di entrambi i generi.
La terza distinzione riguarda l’identità di genere. Che può essere descritta come il sentirsi maschi o femmine sulla base della percezione di sé e indipendentemente dalla propria sessualità morfologica. Nella maggioranza dei casi quelli che hanno una sessualità morfologica maschile si percepiscono come maschi (e idem per le femmine). Può capitare, tuttavia, che una persona con carattere morfologicamente maschili percepisca la propria identità come femminile (o viceversa).
Di regola questi tre fattori si allineano: maschi morfologici sono attratti dal genere femminile e sentono di appartenere al genere maschile. Ma ancora una volta non sempre è così. Il transessuale è paradossalmente un potenziale eterosessuale, almeno dal punto di vista delle percezione soggettiva. Si tratta infatti di un individuo, seppur morfologicamente maschio, con un’identità femminile che è attratto dagli uomini. O di una persona, seppur morfologicamente femmina, con un’identità maschile che è attratta dalle donne. Una volta riallineata la sessualità morfologica alla propria identità di genere, l’individuo rientra in qualche modo in uno schema di eterosessualità. In quest’ottica è la stessa legge italiana a prevedere che persone che abbiano rettificato all’anagrafe il proprio genere possano anche contrarre matrimonio. Ma forse l’errore sta proprio nel tentare di semplificare e forzare la sessualità umana entro schemi rigidi.

Insomma il discorso è più complesso di quello che può sembrare a uno sguardo superficiale.

Lunedì parte la Social media week

859896975-1 Parte lunedì 20 settembre l’edizione milanese della Social Media Week. Il primo evento da non perdere è Città Due Punto Zero che si terrà alle 10:00 all’Università Degli Studi di Milano (Via Festa del Perdono, 7) e a cui parteciperanno – tra gli altri – Leandro Agrò e Lorenzo Benussi (Top-Ix).
Nel pomeriggio alle 14:30, il Dipartimento di Informatica e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano (Aula Crociera – Giurisprudenza – Via Festa del Perdono, 7) ospita Media sociali, condivisione e partecipazione informata con un panel notevolissimo che annovera tra gli altri Stefano Rodotà, Frieda Brioschi e Juan Carlos de Martin.