Gianfranco Fini a Mirabello: considerazioni sul discorso

di Nicola Mattina il 5 settembre 2010

Gianfranco Fini ha fatto un gran bel discorso a Mirabello, ricco di spinta ideale verso la democrazia, la libertà di espressione, la legalità che non è mai impunità, l’importanza della famiglia, il biasimo per la genuflessione a Gheddafi. Ne consiglio vivamente la visione:

Mi sembra di poter fare questa sintesi. Fini:

  • fonda un nuovo partito e galvanizza i suoi con un discorso forte e pieno di spinta ideale fino a sostenere che Futuro e Libertà è il movimento che incarna il progetto del Popolo delle Libertà, mentre quello di Berlusconi è il partito del predellino, una Forza Italia con l’aggiunta di qualche colonnello infedele;
  • dice di voler cambiare la legge elettorale e fa un mea culpa per aver contribuito al Porcellum. E’ l’unico punto su cui è disposto a fare un accordo ad ampio spettro e, d’altro canto, in queste circostanze, cambiare la legge elettorale è un modo per indebolire definitivamente il cavaliere. La legge attuale, infatti, favorisce le alleanze con l’obiettivo di accaparrarsi i premi di maggioranza; cambiando le regole del gioco, si potrebbe costringere Berlusconi a gareggiare da solo o a misurare la reale capacità dei candidati del Pdl di conquistarsi il consenso in seggi uninominali;
  • offre a Berlusconi la possibilità di far sopravvivere l’attuale governo, garantendogli unicamente la sospensione dei processi con un lodo Alfano in versione costituzionale. Per il resto esclude altre alleanze e non potrebbe essere diversamente, dal momento che si candida a sostituire il cavaliere alla guida della destra;
  • pur dichiarando la sua disponibilità a far proseguire l’attuale governo, chiarisce senza possibilità di equivoci che i rapporti con Berlusconi sono definitivamente chiusi e che non ha nessuna intenzione di aspettare l’estinzione per vecchiaia del concorrente;
  • si candida a essere interlocutore privilegiato del Vaticano, parlando lungamente di famiglia e condannando la genuflessione di Berlusconi a Gheddafi.

Fini non è Martin Luther King né il Mahatma Gandhi, quindi dobbiamo essere ben consapevoli che tutto ciò che vi è di più ideale e visionario nel suo discorso è in qualche modo strumentale. Tuttavia, devo riconoscere che sentire certi argomenti – al netto del fatto che sono un progressista e non un conservatore – mi ha scaldato un po’ il cuore :-)

Mi piacerebbe poter ascoltare un giorno parole così riuscendo a dare pieno credito a chi le pronuncia. A sinistra!

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Il Lingotto di Mirabello « Champ's Version
6 settembre 2010 alle 08:01

{ 10 comments }

Champ 6 settembre 2010 alle 08:06

Il “problema” è che uno così a sinistra c’è già stato, un discorso con la stessa carica ideale e programmatica c’è già stato. E la storia ci ha dimostrato che le belle parole e le buone idee non bastano. http://marcocampione.wordpress.com/2010/09/06/il-lingotto-di-mirabello/

Nicola Mattina 6 settembre 2010 alle 08:13

Marco, si hai ragione. Infatti ho tolto proprio l’ultima frase. Non è un problema di destra e sinistra; è un problema che a fare un bel discorso deve essere una bella persona; che le parole sono credibili perché le pronuncia qualcuno credibile.
Il discorso di Fini è apprezzabile in sé e contiene molti passaggi condivisibili soprattutto quelli che si riferiscono alle istituzioni, alla magistratura, alla dignità e via dicendo. L’oratore però è un signore che negli ultimi vent’anni è stato alleato del Caimano e di queste parole belle fa un uso sicuramente strumentale.
A sinistra accadrebbe esattamente la stessa cosa: un discorso di eguale carica ideale, di svolta, di promessa di un modo nuovo di fare politica sarebbe pronunciato da qualcuno che la politica la fa da decenni, che ha partecipato a consorterie di tutti i tipi e che punta unicamente a rifarsi una verginità.

Federico 6 settembre 2010 alle 08:43

Fini sei un codardo?

Hai chiuso il discorso con “…se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui” (citazione del filosofo Ezra Pound).

Io sono di sinistra ma voglio un’opposizione onesta e laica, che sappia criticare per costruire ed ora che tu puoi cancellare il pifferaio con tutti i suoi sodali e i tuoi traditori, fautori di un governo populista, cosa fai? scegli “tarallucci e vino” ?!?!

Fallo questo passo coraggioso e (…”sportivamente”) anche a sinistra te ne saremo grati

Nicola Mattina 6 settembre 2010 alle 08:51

Bello il commento di Massimo Giannini su Repubblica:
Più che dimezzato, stavolta il presidente del Consiglio sembra finito. Ha di fronte a se soltanto una strada: aprire la crisi, e azzardare la richiesta di elezioni anticipate, che non dipendono da lui ma dalle regole della Costituzione e dalle prerogative del Capo dello Stato. E’ un rischio mortale. Il “pifferaio di Arcore” ha smesso di ammaliare i finiani. E forse comincia a incantare un po’ meno anche gli italiani.

Biccio 6 settembre 2010 alle 10:25

Complimenti per la sintesi lucida ed efficace. Vedo che anche tu hai colto (come me, come molti) la potenza politica sprigionata dal ragionamento di Fini – al netto della tara strumentale inevitabilmente presente nel discorso. E hai colto anche la drammatica assenza di uguale spinta presso i lidi da noi abitualmente frequentati. Mi chiedo se quest’ulitma dipenda da mancanza di visione, fottuta paura, o semplice contingenza politica.

Francesco 6 settembre 2010 alle 11:54

Sulla Vanguardia c’è una analisi molto interessante sul discorso di Mirabello:
http://bit.ly/bYed2A

sgrz 6 settembre 2010 alle 11:58

Fini è in bilico tra un Pdl in cui non vuole più stare e un centro destra a cui non può rinunciare

A Mirabello un Fini sospeso tra il vecchio centro-destra e un Futuro ( e liberta?) ancora incerto

Gianluca Giansante 9 settembre 2010 alle 15:09

Un’analisi molto interessante.
Sono molto d’accordo con Champ; lo stile comunicativo di Fini gli impedisce di raggiungere un consenso che vada oltre il voto \ideologico\. Lo relega dunque a essere un \numero due\:

http://gianlucagiansante.com/2010/09/07/fini-un-linguaggio-politico-dal-tono-esoterico/

Non a caso ci sono molte somiglianze fra il discorso di Fini e il sentire del centrosinistra italiano, come scrive Giovanna Cosenza (molto interessanti anche i commenti al post).

http://giovannacosenza.wordpress.com/2010/09/07/perche-fini-sembra-di-sinistra-anzi-meglio/

Nicola Mattina 9 settembre 2010 alle 17:33

Gianluca, grazie per avermi segnalato il tuo post e quello della Cosenza. Interessanti e condivisibili entrambi. Vi metto nell’aggregatore ;-)

Gianluca Giansante 10 settembre 2010 alle 10:04

@ Nicola, è un piacere :-)

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