Rimbocchiamoci le maniche. Per fare cosa?

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Dico subito che della nuova campagna del Partito democratico mi piace la foto, con un Bersani che per una volta non sembra uscito da una bocciofila romagnola. Avrei anche osato di più: via lo sgabello e posa accosciata come prima di iniziare una partita di calcio. Trovo azzeccato anche il «rimbocchiamoci le maniche» che dovrebbe dare il senso di un’azione collettiva, del fare insieme.
E poi? Una volta che ci siamo rimboccati le maniche? Qual è l’obiettivo? Come facciamo a preparare giorni migliori per l’Italia? E dov’è la squadra? Perché in giro c’è solo la foto di Bersani? Abbiamo già deciso che è lui il candidato alle prossime politiche prima di fare le primarie?
Al solito: non c’è l’ombra di un progetto politico che non sia la guerra santa contro il berlusconismo. Così non si convince nessuno a rimboccarsi le maniche e non si vincono le elezioni.

UPDATE. L’Unità pubblica il discorso integrale di Bersani. Personalmente lo trovo piuttosto deludente.

7 comments

  • questa volta sei ingeneroso. il progetto politico c’è e una sua sintesi per slogan (non può che essere così in un comizio) è stata “narrata” domenica a torino.
    Quanto al candidato premier, lo statuto del pd parla chiaro: in caso di primarie di coalizione il candidato del pd è il suo segretario…

    • Scusa se ci ho messo un po’ a risponderti, ma dopo averlo ascoltato, ho voluto leggere il discorso di Bersani per confermare il mio giudizio. Purtroppo non riesco a essere ottimista: il discorso mi sembra un gran guazzabuglio di cose vaghe raccolte sotto le due etichette di «lavoro» e «riscossa civica». Se uno si presenta e dice che ha un progetto, poi lo deve mettere a disposizione; non può dire che ci stanno lavorando e che sono pronti a entrare nel dettaglio. Il tono del discorso di Bersani è quello; come dire: abbiamo qualche idea, parliamone!

  • @nicola: mi togli le parole dal mouse… è esattamente lo stesso pensiero che ho avuto io. Spero che nei prossimi mesi alcuni tra i candidati diano più di un’outline di programma a sostanziare i loro slogan. Compreso Vendola che sul fronte linguistico e narrativo è bravissimo, ma ancora deve spiegare molto sul fronte dell’economia e delle infrastrutture.

  • personalmente credo che le campagne di comunicazione in Italia non siano ben strutturate. la destra che ha sbirciato un po dagli americani è riuscita ad essere più eloquente. Faccio qualche critica all’immagine di Bersani avendo sbirciato anche io dagli americani

    http://www.slideshare.net/socialmedia8/case-study-the-barack-obama-strategy-993931

    1) Manca il colore, nel senso che c’e’ ma è solo sul logo del PD. Lo sfondo è bianco, nel nulla.. La volontà di focalizzare l’attenzione sull’immagine e sulla scritta non è riuscito in quanto i tre elementi sono paritetici per peso (Bersani grande verticale bianco e nero, scritta grande orizzontale bianco e nero, loghetto piccolo a colori).
    aggiungo che non c’e’ nemmeno una sola foto senza colore nella campagna di Obama.

    2) Bersani è seduto. Quando vi dovete rimboccare le maniche o siete a tavola (e siete seduti) e in procinto di mangiarvi una bella spaghettata di cozze che vi sporcherebbero la camicia, oppure vi alzate in piedi di scatto, vi sbottonate la camicia, vi rimboccate le maniche e vi mettete avventate sul progetto sul banco da lavoro. Bersani evidentemente sta aspettando la cena in uno dei locali della festa democratica…

    3) Chiamata alle armi. Al solito, il messaggio della sinistra è una chiamata al sacrificio, al lavoro duro, a quello che noi tutti, eroi dell’innovazione sociale, sobbiamo affrontare per combattere il male che ci affligge da sempre. In questo caso si scambia l’obiettivo con i mezzi. Invece di guardare aldilà degli sforzi, al goal, si chiama subito in gioco lo spettatore caricandolo di una responsabilità, azione senza la quale non sarà possibile risolvere il problema. Fosse vero, comunque non comunica un futuro migliore ma un presente peggiore… E’ un po’ come l’inno d’Italia…

    4) … e poi perchè sorride?

By Nicola Mattina