Aldo Pecora: «festeggio l’Italia»

A Palermo, per la tappa del Tour di mille di Working Capital, ho avuto il piacere di conoscere Aldo Pecora fondatore del movimento antimafia Ammazzatecitutti che ha letto una poesia, anzi uno «uno sfogo da meridionale scritto in strofe, nel giorno del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia»:

Il suo è un appassionato inno all’Italia che esiste e che resiste da molto più di centocinquant’anni, all’Italia che lotta e che spera, all’Italia di Scopelliti, Falcone e Borsellino, all’Italia che lavora ma che un lavoro non ce l’ha, all’Italia dei popoli e non delle nazioni.

Un incoraggiamento di un giovane calabrese che nel giro di pochi anni è riuscito a costruire una rete nazionale contro tutte le mafie che mette in collegamento il Lazio con il Veneto, la Sicilia con la Campania. Un grande luogo di discussione con un unico obiettivo: unirsi contro tutte le organizzazioni criminali. Un movimento, costituito all’indomani dell’omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno, che continua a catalizzare l’attenzione dei giovani per la sua straordinaria capacità di crescita e di penetrazione su tutto il territorio nazionale.

«L’Italia – recita l’ultimo verso della poesia – mi appartiene ed io appartengo all’Italia».

By Nicola Mattina