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Ecosistemi di prodotti e apprendimento

Questa settimana, ho fatto un intervento a Frontiers Health Fast Track a Milano. Ho parlato di come gruppi di prodotti e servizi competano in un ecosistema guidato dagli obiettivi delle persone. Sono partito con un esempio: la crescente quantità di soluzioni disponibili per la mobilità urbana, dalle automobili fino ai droni volanti, passando per biciclette e monopattini per adulti. Ispirando...

Richard Feynman: «Non rimanere anonimo per te stesso»

Nel 1966, il premio Nobel per la fisica Richard Feynman, scrisse una lettera a un suo ex studente di dottorato che, anni dopo la laurea, gli aveva scritto per scusarsi perché i risultati delle sue ricerche non erano abbastanza importanti: Caro Koichi, mi ha fatto molto piacere ricevere la tua risposta e sapere che hai un buon lavoro nei laboratori di ricerca. Purtroppo la tua lettera mi ha...

DRD4-7R: il gene dell’innovazione

Secondo un mito molto diffuso nella nostra società, la gente è contraria alle novità e al cambiamento. Non è così, in realtà le persone non amano i cambiamenti che percepiscono come troppo pericolosi. In assenza di rischi, la natura umana ci rende istintivamente attratti sia dalle novità sia dal cambiamento. Ne scrive Leonard Mlodinov in Il pensiero flessibile, riportando che gli scienziati hanno...

Appunti sul Project Based Learning

Il Project Based Learning (PBL) è un metodo di insegnamento che consiste nel far lavorare gli studenti a un progetto per un periodo di tempo più o meno lungo (da una settimana fino a un semestre) con l’obiettivo di coinvolgerli nel risolvere un problema del mondo reale. Di conseguenza, gli studenti dovrebbero sviluppare una conoscenza più profonda del contenuto oggetto del corso, esercitando il...

Learning Design Canvas v. 2

Grazie ai feedback ricevuti, ho realizzato una seconva versione del Learning Design Canvas, che ho descritto nel post precedente (Learning Design Canvas: uno strumento per progettare l’apprendimento): Rispetto alla precedente versione, ho voluto evidenziare il progresso che occorre compiere per portare uno studente da un punto di partenza a un obiettivo didattico che gli permetta di...

Learning Design Canvas: uno strumento per progettare l’apprendimento

Negli ultimi anni, ho progettato e realizzato diversi corsi di formazione sia per l’università che per clienti privati, utilizzando molte tecniche di insegnamento, dalle semplici lezioni frontali (rimangono un male necessario in molti contesti) ai laboratori. Come molte altre persone che si dedicano all’insegnamento come corollario all’attività professionale, non ho una formazione specifica in...

L’innovazione si può imparare, ma bisogna accettare di fare (molti) errori

Giovedì scorso sono stato invitato a fare un intervento per l’inaugurazione del Palazzo Innovazione, un bellissimo edificio medievale nel centro storico della città che oggi – per merito di Roberto Ascione, founder di Healthware International – ospita un hub dedicato all’innovazione digitale: 4.000 mq, 300 postazioni, uno spazio eventi da 100 posti, connettività. Ho...

Conversare online è diventato così frustrante da non valere più la pena

Negli ultimi tempi, mi sono reso conto di aver perso gran parte del mio entusiasmo verso i social media. Credo che dipenda soprattutto dal fatto che è molto tempo che non riesco a fare una conversazione sensata: qualunque sia l’argomento trattato, c’è sempre qualcuno che tenta di monopolizzare la discussione per far prevalere la propria opinione personale e discutibile spacciandola per fatti...

Un framework per intervistare efficacemente i potenziali clienti

Quando si progetta e sviluppa un nuovo prodotto, è essenziale non perdere mai di vista i potenziali clienti: studiarne i comportamenti, parlarci, coinvolgerli nel processo di progettazione aiuta a ridurre sensibilmente il rischio di costruire qualcosa che non corrisponde ai loro bisogni e che quindi non compreranno. Esistono diversi modi per raccogliere informazioni sui consumatori. Per esempio...

Ecco perché ho smesso di insegnare la lean startup

Negli ultimi venti anni sono emersi moltissimi modelli e strumenti il cui obiettivo è aiutare gli innovatori a progettare, sviluppare e commercializzare un nuovo prodotto minimizzando il rischio di insuccesso. Dal Design Thinking di IDEO alla teoria del Job-to-be-Done di Tony Ulwick e Clayton Christensen, dal Customer Development di Steve Blank alla Lean Startup di Eric Ries. Solo per citare...

Come nasce l’Innovation School of Rome

Negli ultimi dieci anni, ho progettato, organizzato, gestito o supportato molte iniziative per promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative. Da TIM Working Capital a Microsoft BizSpark, da Appcampus (joint venture tra Microsoft e Nokia) al Founder Institute. E poi, l’attività da mentor per molti programmi di accelerazione, gli Startup Weekend, gli hackathon e via di seguito...

L’open innovation targata Lazio Innova: un’esperienza tra Internet of Things e apicoltura

Negli ultimi mesi, ho affiancato come mentor 11 team che partecipavano alle challenge di open innovation organizzate da Lazio Innova (società in house della Regione Lazio che opera nell’ambito della gestione dei progetti a sostegno dell’innovazione) in collaborazione con Unidata e Federazione Apicoltori Italiani (Fai). L’iniziativa di Lazio Innova ha una struttura peculiare che merita di essere...

Oltre l’open innovation: 3 elementi per fare innovazione in modo efficace

Qualche settimana fa, mi hanno chiesto di fare una lezione sull’open innovation. Ho colto l’occasione per lavorare su alcune idee e organizzare una presentazione che non si limitasse a riproporre per l’ennesima volta il modello di Henry Chesbrough, raccontare il fallimento di Kodak e Blockbuster e declamare con compiacimento che il futuro della mobilità si chiama Uber, quello dell’accoglienza...

Costruire un chatbot con Stamplay: che cosa abbiamo imparato

Negli ultimi mesi, la mia società Stamplay ha lavorato insieme con IBM per realizzare un progetto pilota di chat bot per un piccolo comune della Toscana, Poggio a Caiano. L’iniziativa è stata promossa dal vice-sindaco Francesco Pugelli, IBM ha messo a disposizione la sua tecnologia di natural language processing e gestione delle conversazioni, mentre il team di Stamplay ha usato la nostra...

Detti e Fumetti: Viaggio nel mondo delle startup

Tanto tempo fa (parliamo degli anni ’80), frequentavo il liceo G.B. Morgagni di Roma e, complice la disponibilità di uno dei primi Apple Macintosh, mi divertivo a fare un giornalino scolastico che si chiamava Ozymandias. Il giornalino ospitava contributi degli studenti di tutta la scuola e aveva una rubrica a fumetti creata da Filippo Novelli. Con Filippo, che nel frattempo è diventato ingegnere...

Tre motivi per non partecipare a un hackathon

La settimana scorsa, ho proposto alcune riflessioni sugli hackathon, sul perché le aziende dovrebbero decidere di organizzarli e su cosa aspettarsi in termini di risultati (Ma davvero gli hackathon convengono alle aziende?). Oggi, mi occupo dello stesso argomento dal punto di vista dei partecipanti. Ricordo che per hackathon intendo un evento pubblico di uno o più giorni (generalmente si tratta...

Ma davvero gli hackathon convengono alle aziende?

A settembre è ricominciata la stagione degli hackathon e, prevedibilmente, durerà fino all’inizio dell’estate. Negli ultimi anni, infatti, gli hackathon sono diventati un format molto popolare tra i manager che vogliono comunicare di essere pronti a fronteggiare l’impatto della trasformazione digitale, che l’azienda ha un approccio aperto all’innovazione e che è in grado di attrarre i giovani...

Gli incubatori non sono investitori, ma formatori specializzati

A ferragosto, Gea Scancarello pubblica su Business Insider un articolo dal titolo Il grande equivoco degli incubatori di startup made in Italy il cui succo è: le misure introdotte nel 2012 per favorire la nascita e lo sviluppo di startup tecnologiche sono un sostanziale fallimento e sono state usate in maniera impropria da aziende che si sono qualificate come startup innovative o incubatori solo...

Il 2018 sarà l’anno degli assistenti virtuali casalinghi

Gli appassionati di fantascienza ricordano sicuramente i tanti episodi in cui capitano Kirk di Star Trek dettava il diario di bordo, chiedeva informazioni o impartiva ordini al computer della nave stellare Enterprise. Per lungo tempo, le interfacce vocali e gli assistenti virtuali (anche quelli più semplici) sono stati relegati ai racconti. I computer reali non erano abbastanza “intelligenti” e...

Non esiste innovazione senza creatività, anche nel business

In questi giorni ho finito di leggere Creative Confidence dei fratelli Tom e David Kelley, fondatori di IDEO e della d.school a Stanford. È una lettura che chi si occupa di innovazione dovrebbe fare perché sottolinea una di quelle cose che risultano ovvie solo quando qualcuno le indica, ossia che non esiste innovazione senza creatività. La creatività è l’uso dell’immaginazione per creare qualcosa...