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Un framework per intervistare efficacemente i potenziali clienti

Quando si progetta e sviluppa un nuovo prodotto, è essenziale non perdere mai di vista i potenziali clienti: studiarne i comportamenti, parlarci, coinvolgerli nel processo di progettazione aiuta a ridurre sensibilmente il rischio di costruire qualcosa che non corrisponde ai loro bisogni e che quindi non compreranno. Esistono diversi modi per raccogliere informazioni sui consumatori. Per esempio...

Ecco perché ho smesso di insegnare la lean startup

Negli ultimi venti anni sono emersi moltissimi modelli e strumenti il cui obiettivo è aiutare gli innovatori a progettare, sviluppare e commercializzare un nuovo prodotto minimizzando il rischio di insuccesso. Dal Design Thinking di IDEO alla teoria del Job-to-be-Done di Tony Ulwick e Clayton Christensen, dal Customer Development di Steve Blank alla Lean Startup di Eric Ries. Solo per citare...

Come nasce l’Innovation School of Rome

Negli ultimi dieci anni, ho progettato, organizzato, gestito o supportato molte iniziative per promuovere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative. Da TIM Working Capital a Microsoft BizSpark, da Appcampus (joint venture tra Microsoft e Nokia) al Founder Institute. E poi, l’attività da mentor per molti programmi di accelerazione, gli Startup Weekend, gli hackathon e via di seguito...

L’open innovation targata Lazio Innova: un’esperienza tra Internet of Things e apicoltura

Negli ultimi mesi, ho affiancato come mentor 11 team che partecipavano alle challenge di open innovation organizzate da Lazio Innova (società in house della Regione Lazio che opera nell’ambito della gestione dei progetti a sostegno dell’innovazione) in collaborazione con Unidata e Federazione Apicoltori Italiani (Fai). L’iniziativa di Lazio Innova ha una struttura peculiare che merita di essere...

Oltre l’open innovation: 3 elementi per fare innovazione in modo efficace

Qualche settimana fa, mi hanno chiesto di fare una lezione sull’open innovation. Ho colto l’occasione per lavorare su alcune idee e organizzare una presentazione che non si limitasse a riproporre per l’ennesima volta il modello di Henry Chesbrough, raccontare il fallimento di Kodak e Blockbuster e declamare con compiacimento che il futuro della mobilità si chiama Uber, quello dell’accoglienza...

Costruire un chatbot con Stamplay: che cosa abbiamo imparato

Negli ultimi mesi, la mia società Stamplay ha lavorato insieme con IBM per realizzare un progetto pilota di chat bot per un piccolo comune della Toscana, Poggio a Caiano. L’iniziativa è stata promossa dal vice-sindaco Francesco Pugelli, IBM ha messo a disposizione la sua tecnologia di natural language processing e gestione delle conversazioni, mentre il team di Stamplay ha usato la nostra...

Detti e Fumetti: Viaggio nel mondo delle startup

Tanto tempo fa (parliamo degli anni ’80), frequentavo il liceo G.B. Morgagni di Roma e, complice la disponibilità di uno dei primi Apple Macintosh, mi divertivo a fare un giornalino scolastico che si chiamava Ozymandias. Il giornalino ospitava contributi degli studenti di tutta la scuola e aveva una rubrica a fumetti creata da Filippo Novelli. Con Filippo, che nel frattempo è diventato ingegnere...

Tre motivi per non partecipare a un hackathon

La settimana scorsa, ho proposto alcune riflessioni sugli hackathon, sul perché le aziende dovrebbero decidere di organizzarli e su cosa aspettarsi in termini di risultati (Ma davvero gli hackathon convengono alle aziende?). Oggi, mi occupo dello stesso argomento dal punto di vista dei partecipanti. Ricordo che per hackathon intendo un evento pubblico di uno o più giorni (generalmente si tratta...

Ma davvero gli hackathon convengono alle aziende?

A settembre è ricominciata la stagione degli hackathon e, prevedibilmente, durerà fino all’inizio dell’estate. Negli ultimi anni, infatti, gli hackathon sono diventati un format molto popolare tra i manager che vogliono comunicare di essere pronti a fronteggiare l’impatto della trasformazione digitale, che l’azienda ha un approccio aperto all’innovazione e che è in grado di attrarre i giovani...

Gli incubatori non sono investitori, ma formatori specializzati

A ferragosto, Gea Scancarello pubblica su Business Insider un articolo dal titolo Il grande equivoco degli incubatori di startup made in Italy il cui succo è: le misure introdotte nel 2012 per favorire la nascita e lo sviluppo di startup tecnologiche sono un sostanziale fallimento e sono state usate in maniera impropria da aziende che si sono qualificate come startup innovative o incubatori solo...

Il 2018 sarà l’anno degli assistenti virtuali casalinghi

Gli appassionati di fantascienza ricordano sicuramente i tanti episodi in cui capitano Kirk di Star Trek dettava il diario di bordo, chiedeva informazioni o impartiva ordini al computer della nave stellare Enterprise. Per lungo tempo, le interfacce vocali e gli assistenti virtuali (anche quelli più semplici) sono stati relegati ai racconti. I computer reali non erano abbastanza “intelligenti” e...

Non esiste innovazione senza creatività, anche nel business

In questi giorni ho finito di leggere Creative Confidence dei fratelli Tom e David Kelley, fondatori di IDEO e della d.school a Stanford. È una lettura che chi si occupa di innovazione dovrebbe fare perché sottolinea una di quelle cose che risultano ovvie solo quando qualcuno le indica, ossia che non esiste innovazione senza creatività. La creatività è l’uso dell’immaginazione per creare qualcosa...

Le aziende che vogliono innovare dovrebbero adottare un difensore dei clienti

Perché servizi come Deliveroo, AirBnB o MyTaxi funzionano anche se non fanno assolutamente nulla di radicalmente nuovo? Perché offrono un’esperienza migliore delle alternative sul mercato ad un prezzo paragonabile. Ordinare con Deliveroo non costa di meno, ma è più semplice e il servizio è stato progettato per fare in modo che il cibo arrivi a casa in tempi certi e in ottime condizioni. Trovare...

Intelligenza artificiale, come usarla per il business

Negli ultimi mesi ho passato molto tempo a studiare le applicazioni commerciali dell’intelligenza artificiale. Il mio obiettivo era capire quale fosse la migliore strategia per impiegare queste tecnologie nell’ottimizzazione dei processi aziendali o nel design di nuovi prodotti. Non è un compito facile per due motivi. Il primo è che la suggestiva espressione “intelligenza artificiale” racchiude...

Il design thinking e i rischi dell’innovazione prêt-à-porter

Il design thinking va di moda. Tantissimo. Solo qualche anno fa era un’attività per consulenti iper-specializzati pagati a peso d’oro. Oggi, non c’è azienda o società di consulenza che non organizzi workshop ed eventi a base di post-it, pennarelli colorati, personas, empathy map, customer journey e via di seguito. Il motivo di tanta popolarità va di pari passo con la necessità di innovare e di...

Prima dell’open innovation c’è la cultura dell’innovazione

Nel 2003, il professor Henry Chesbrough, oggi direttore del Center for Open Innovation presso la Haas School of Business della University of California, pubblicava un libro in cui introduceva il termine open innovation e spiegava che i grandi centri di ricerca e sviluppo gestiti dalle corporation non erano un modo efficiente per innovare e rimanere competitivi in mercati che acceleravano ogni...

Perché ho deciso che non farò il gelataio e cinque lezioni che ho imparato sperimentando

Sbucciare, tagliuzzare, soffriggere, saltare, stufare, bollire, scolare. La cucina mi rilassa e mi manca quando non riesco a trovare il tempo per andare a caccia di ingredienti, chiacchierare con artigiani e commercianti, individuare ricette da provare, sperimentare nuove tecniche di cottura. Senza sottovalutare la soddisfazione di osservare qualcuno che mangia con piacere quello che hai...

Lezioni di growth hacking

La settimana scorsa ho tenuto una lezione ai ragazzi che fanno il corso di growth hacking organizzato dalla TAG Innovation School. Queste sono le slide che ho preparato per l’occasione: Il percorso parte dall’individuazione puntuale del cliente e del suo customer journey. Questo passaggio viene spesso trascurato, ma è invece di fondamentale importanza perché serve per mettere a punto...

I millenial americani, il cibo e il futuro dell’industria alimentare

I Millenial (o Generazione Y) ossia i nati tra il 1980 e il 2000, hanno sviluppato un rapporto peculiare con il cibo, che ha conseguenze importanti su cosa viene prodotto, come viene processato, distribuito, cucinato e consumato. Secondo i dati raccolti da Eve Turow in A Taste of Generation Yum, «la mia generazione spende 14 volte più soldi per il cibo rispetto alla famiglia della classe media e...

Startup Weekend Napoli e il futuro della sharing economy

Questo weekend sono stato a Napoli per partecipare a uno Startup Weekend dedicato alla sharing economy, magistralmente organizzata da Claudio Cimmelli, vincitore della scorsa edizione, Gianluca Manca e Massimo Morgante. Il tutto supportato da Enzo Notaristefano, in veste di facilitatore.