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Ecco perché ho smesso di insegnare la lean startup

Negli ultimi venti anni sono emersi moltissimi modelli e strumenti il cui obiettivo è aiutare gli innovatori a progettare, sviluppare e commercializzare un nuovo prodotto minimizzando il rischio di insuccesso. Dal Design Thinking di IDEO alla teoria del Job-to-be-Done di Tony Ulwick e Clayton Christensen, dal Customer Development di Steve Blank alla Lean Startup di Eric Ries. Solo per citare...

Come arrivare al Product Market Fit (ipotesi per un modello)

Nelle ultime cinque settimane, lo Startup Design Lab mi ha dato la possibilità di confrontarmi sistematicamente con un gruppo di sei team che stanno avviando la propria digital startup: quattro hanno già ottenuto un micro-seed da Enlabs, mentre altri due stanno ancora raffinando l’idea. A loro ho proposto un adattamento del corso progettato da Steve Blank per i corsi della National Science...

Quattro chiacchiere con Next Innovation al Codemotion 2012

Durante Codemotion, ho scambiato quattro chiacchiere con Next Innovation, il sito di Telecom Italia che parla di innovazione. Di cosa ti occupi, cosa fai a Codemotion e qual è il bilancio dell’evento Negli ultimi tre anni mi sono occupato di gestire operativamente il progetto Working Capital per Telecom Italia, progetto che sta andando avanti trasformandosi in un acceleratore, diventando quindi...

Intervista con Nicola Junior Vitto (fondatore di Blomming)

Con Nicola e Alberto D’Ottavi abbiamo provato a registrare questa intervista per ben tre volte, ma le prime due – per mia manifesta incapacità tecnica 😉 – qualcosa è andato storto. Per fortuna, Nicola ha accettato di sottoporsi per la terza volta ed è accaduto il miracolo. Durante la chiacchiera ci siamo focalizzati soprattutto sulla customer discovery e sull’approccio...

Idee su un ecosistema delle internet startup a Roma

Ieri sera ho fatto un salto a Milano per partecipare a un incontro organizzato da Roberto Bonanzinga insieme con lo studio legale Gianni Origoni Grippo e chi più ne ha più ne metta (ma perché gli studi legali hanno dei nomi così complicati? Mah) 😉 Roberto è partner di Balderton Capital a Londra, uno dei più grandi fondi del mondo, è siciliano e parla inglese con un marcato e simpatico accento...

Le fondamenta di Italian Founders

In tre anni di esperienza con il progetto Working Capital di Telecom Italia, sono arrivato alla conclusione che i soldi, spesso invocati come il principale ostacolo alla nascita di nuove imprese in Italia, non sono il vero problema, almeno nell’area dell’ICT dove una startup nasce con investimenti di poche decina di migliaia di euro. Nel nostro Paese, infatti, ci sono molte iniziative pubbliche e...

Startup: il modello dei sette domini di John Mullins

Man mano che cresce la voglia di fare impresa soprattutto tra i giovani, cresce e si consolida anche la letteratura sull’argomento e in particolare quella che propone dei modelli che aiutano a strutturare il progetto e passare dall’idea all’azienda. In questo panorama, il customer development di Steve Blank e il business model canvas di Alexander Osterwalder sono dei sicuri punti di riferimento...

Customer discovery. Fase 1: concorrenti

L’ultimo blocco di ipotesi della prima fase della customer discovery riguarda i concorrenti: l’obiettivo è capire perché il prodotto che stiamo realizzando è migliore di quelli già presenti sul mercato. La prima cosa da fare è stimare chi sono i competitor e quale quota di mercato hanno. Se l’azienda più grande non copre più del 30% del mercato, allora non c’è un player dominante; viceversa se...

Customer discovery. Fase 1: mercato

Le startup entrano in tre diversi tipi di mercato oppure ne creano uno nuovo. E’ necessario essere ben consapevoli di quale sia il percorso che si sta intraprendendo, perché da questa analisi dipendono molte altre scelte strategiche che l’imprenditore farà lungo la strada. Steve Blank suggerisce alcune semplici domande: esiste un mercato ben definito con un largo numero di consumatori? Il vostro...

Customer discovery. Fase 1: domanda

Nel processo di customer discovery, dopo aver formulato le ipotesi iniziali, si uscirà fuori dall’ufficio per parlare direttamente con il consumatore. Sarà un’ottima occasione per chiedergli come si informa sulle novità e capire attraverso quali canali raggiungerlo. Creare la domanda In un mondo perfetto, i consumatori saprebbero telepaticamente quando la startup è pronta per vendere loro il...

Customer discovery. Fase 1: consumatore

Le ipotesi sul consumatore riguardano sia l’individuazione delle caratteristiche salienti dei clienti che l’analisi dei loro problemi. Tipi di clienti Spesso di pensa ai clienti in modo troppo semplicistico, come se il consumatore agisse libero da vincoli e da condizionamenti di altri attori che incidono in modo più o meno importante sul processo di acquisto. Invece, occorre essere consapevoli...

iDog. Prodotto

In questo post, inizio ad avanzare una serie di ipotesi di lavoro per iDog: si tratta ancora di idee molto grossolane e incomplete, anche perché non abbiamo ancora affrontato alcuni degli aspetti della questione. Per esempio, non ci siamo ancora posti il problema dei tempi di realizzazione né abbiamo mai preso in considerazione l’analisi delle dipendenze. Queste ipotesi, quindi, dovranno essere...

Customer discovery. Fase 1: prodotto

La fase 1 si svolge inside the building: il team avanza una serie di ipotesi di lavoro che riguardano il prodotto, i consumatori, la distribuzione, il prezzo, la creazione della domanda, il tipo di mercato e i concorrenti. Caratteristiche La lista delle caratteristiche del prodotto è un documento che ne descrive sinteticamente le principali funzionalità ed è redatto dal solution team. La sfida...

Customer discovery. Fase 0: il team

L’attività di creazione di un nuovo prodotto seguendo il metodo di Steve Blank richiede la costituzione di due gruppi di lavoro dedicati rispettivamente al customer development e al product development. Eric Ries, declinando il modello per le Internet startup, li chiama rispettivamente problem team e solution team. Le caratteristiche che deve avere il problem team sono: la capacità di ascoltare...

Customer discovery. Introduzione

Una startup inizia dalla visione di un nuovo prodotto o servizio, da una visione di come questo raggiungerà i suoi utilizzatori e, infine, da una visione di quante persone saranno disposte a comprarlo. Si tratta di ipotesi, che devono essere testate e verificate. Il processo di customer discrovery consiste proprio in questo: convertire le ipotesi dei fondatori in fatti. E poiché i fatti accadono...

Customer development. Il modello

Con questo post inizia la mia personale esplorazione del modello del customer development, che fornisce un metodo utile a costruire una startup partendo dall’idea e procedendo per passi fino alla creazione dell’azienda. Ho pianificato la pubblicazione di sedici articoli che mi serviranno a illustrare il metodo e ad applicarlo a un’idea concreta. Non ho l’ambizione di...

Voglia di startup. Human microseed 2/2

Abbiamo detto che gli ingredienti fondamentali di un acceleratore sono i soldi, l’apprendimento e le relazioni. Nel precedente post, ho proposto un modo per sostituire i soldi con risorse molto più pregiate, ossia intelligenze che sono disposte a dedicare le proprie competenze a favore della startup a titolo di investimento.   Per quanto riguarda l’apprendimento e le relazioni, dobbiamo tenere...

Voglia di startup. Human microseed 1/2

Una startup ha vari stadi di sviluppo. Il primo è quello dell’idea: in questa fase, non c’è ancora un prodotto funzionante e l’imprenditore non ha ancora dimostrato di aver individuato un bisogno reale e una soluzione che lo soddisfi. Il rischio di insuccesso è molto alto e occorre capire qual è il percorso da fare e chi sono i compagni di viaggio. Capire e disegnare il percorso significa testare...

John Prendergast: Lettera a un giovane imprenditore

John Prendergast è co-founder di Blueleaf e Ceo di Value Media. E’ anche un evangelist del metodo lean startup e ha pubblicato nel suo posterous l’email con cui ha risposto a un aspirante imprenditore che gli sottoponeva la sua idea. La traduco di seguito: Grazie per aver condiviso la tua idea. Mi concentrerei sul processo piuttosto che sull’idea, perché la prima cosa che...