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Intervista con Francesco Mancusi (fondatore di GoWar)

Francesco Mancusi è fondatorore di Gowar, startup nata durante uno Startup Weekend e incubata a Treviso da H-Farm. A prima vista, il gioco sembra una specie di Risiko, ma in realtà Gowar è del tutto differente e sotto la superficie c’è molto di più ;-)

Il prodotto
GoWar è un gioco di strategia geolocalizzato che consiste nell’espandere un impero all’interno di territori reali disposti intorno a noi utilizzando delle armate. E’ disponibile sia per iPhone che per Android.
All’interno, ci sono varie componenti, tra cui un sistema di badge che corrisponde all’avanzamento nei gradi militari, missioni da svolgere e la possibilità di acquistare armi speciali.
Lo scopo finale del gioco è di occupare i posti più alti nella classifica generale. Si tratta di un settore ancora inesplorato anche a livello internazionale, e noi siamo tra i pionieri in questo campo. Esistono altri esempi simili, in Finlandia e negli Stati uniti, ma nessuno si è ancora affermato come leader.

La formazione e la vocazione imprenditoriale
Nicola Brisotto e io, rispettivamente Ceo e Vp development, siamo i cofounder della società, mentre gli altri collaborano dall’esterno. Entrambi intorno ai 30 anni e una formazione tecnica: Nicola è un software engineeer specializzato in mobile e web development, mentre io sono ingegnere elettronico e image scientist, una specializzazione che ho ottenuto in Inghilterra e che riguarda, semplificando, la realizzazione di programmi per l’analisi delle immagini digitali.
Il contatto con il mondo delle startup, per me, c’è stato subito dopo l’università, attraverso un’esperienza da programmatore in una società che si trovava all’interno di un altro incubatore. E’ stata l’occasione per iniziare a conoscere quel tipo di ambiente e imparare. Quando poi è arrivata l’opportunità giusta, l’ho colta e ho deciso di dedicarmi totalmente a questa scommessa.
Credo che scegliere un lavoro all’interno di un’azienda per “sistemarsi” sia piuttosto anacronistico, credo piuttosto nel mettersi continuamente in gioco, continuare a imparare e cercare di crescere sempre.
Tra i miei coetanei ci sono molte persone che la pensano e agiscono come me, a volte facendo di necessità, virtù. Considerando che i canali tradizionali sono intasati, fare imprenditoria è un modo per trovare la propria strada con una spinta in più.

Dall’idea al prodotto
L’idea è nata durante uno Startup Weekend organizzato in Italia da H-Farm ed è stata presentata durante la manifestazione da Enrico Zeffiro, seguita da un brainstorming e dalla elaborazione del concept.
La manifestazione era organizzata insieme a H-Farm, noi abbiamo vinto quell’edizione e Riccardo Donadon ci ha contattato e ha verificato la possibilità di iniziare a lavorare insieme
Siamo usciti da quel weekend con la sola idea di base, e cioè di avere un layer geografico e la possibilità di costruirci sopra un gioco di strategia che eravamo convinti potesse incontrare il consenso di un’ampia base di utenti.
Una volta arrivato il finanziamento da H-Farm è iniziato lo sviluppo di un prodotto molto diverso da quello che avevamo concepito inizialmente.
Per arrivare alla prima release su App Store ci sono voluti 6 mesi di lavoro, in cui abbiamo sviluppato tutta l’interazione utente, la grafica, la parte server e client, fatto il beta testing e prodotto le relative modifiche.
Siamo usciti a metà giugno 2011 e da quel momento abbiamo iniziato un processo di avanzamento della tecnologia e di miglioramento dell’interfaccia, e contemporaneamente abbiamo sviluppato l’applicazione per Android.
Dopo il lancio su appstore abbiamo avuto anche una buona visibilità perché avevamo creato una buona base prima del lancio, gli utenti sono cresciuti e abbiamo fatto il proof of concept, ossia verificato la validità del modello di business e la possibilità di investire ancora.
Il gioco è stato sviluppato in modo tale da avere una consistente base di utenti ma anche una percentuale molto bassa di questi che hanno ottenuto una posizione di potere all’interno delle meccaniche di gioco.
Questa è una tra le critiche più rigide che riceviamo dall’utenza, da cui otteniamo i feedback che ci servono per definire le modifiche da implementare.
Per ovviare al problema dello “strapotere” di alcuni giocatori abbiamo introdotto dei costi di mantenimento delle armate, tali per cui via via che l’impero si espande per il giocatore potente diventa più difficile passare al livello successivo. In questo senso, pensiamo di continuare a lavorare per sviluppare regole sempre più precise.
Attualmente abbiamo circa 2.500 utenti attivi, divisi tra Android e iOS e concentrati per la gran parte in Italia. Stiamo lavorando alla realizzazione di una piattaforma sociale in cui gli utenti, autenticandosi, possono condividere tip and tricks sulle strategie, fare segnalazioni e verificare nel dettaglio le stats della loro posizione nel gioco, e che ci servirà anche come base per il lancio dell’app nel web.
Ad oggi, l’app è freemium. Ci sono delle armi speciali che possono essere acquistate con soldi reali per permettere agli utenti di accelerare la loro crescita nel gioco. Accanto a quello strategy, Stiamo implementando l’aspetto social del game: basti pensare che l’interazione degli utenti sulla piattaforma influisce sulla determinazione del punteggio nel gioco. Come logica, quindi, ci posizioniamo un po’ nel mezzo: i modi che abbiamo per incrementare i fattori di viralità sono quelli di incentivare gli utenti, tramite dei bonus, a invitare altre persone, o spingerli ad acquistare altre armi facendo loro capire che può avere un valore all’interno della partita. Le metriche di riferimento, quindi, non sono diverse da quelle di un social game.

L’azienda intorno al prodotto e l’incubazione in H-Farm
Attualmente siamo in quattro a lavorare in GoWar, più diversi collaboratori esterni che curano la grafica.
In quanto startup, la nostra azienda è nata intorno a un prodotto, che è il gioco GoWar.
Ma per arrivare al gioco si passa attraverso diverse fasi. Oltre all’ideazione del concept, c’è la realizzazione di un server in grado di gestire tutto lo sviluppo dell’app, la realizzazione della piattaforma social e altri fattori.
Il nostro obiettivo è quello di replicare gli stessi meccanismi per creare altri giochi con componenti geolocalizzate e sociali, di cui GoWar rappresenta il primo esperimento.
Durante lo sviluppo del progetto ci siamo imbattuti in modelli teorici come quello del customer development, e stiamo imparando strada facendo. In questo senso H-Farm funziona molto bene e parte del nostro lavoro consiste proprio nel confronto con il know-how presente all’interno della struttura. In questa fase siamo parecchio concentrati sulla definizione delle evoluzioni successive del prodotto, ma l’essere incubati riguardo alla costruzione di modelli e all’elaborazione di una base teorica dà molti vantaggi.
H-farm è una fattoria in mezzo alla campagna trevigiana in cui i diversi locali sono stati adibiti a sale riunioni, open space e uffici ad uso delle diverse startup presenti. Noi occupiamo uno di questi spazi. Inoltre, da poco è stato inaugurato all’interno della struttura uno startup village dedicato al programma di seeding, ossia alle prime fasi dell’incubazione, prima che le startup assumano dimensioni più consistenti.
Viviamo quindi in un ambiente in cui c’è molto scambio e confronto tra persone che lavorano per società con obiettivi anche molto diversi.

Il funding e il mercato
H-farm prevede una prima fase di pre-seeding orientata allo sviluppo del prototipo che puÚ andare dai 3 ai 6 mesi, seguita da altre fasi di durata variabile per il prosieguo dello sviluppo.
Noi abbiamo ricevuto solo un round da H-Farm e stiamo andando avanti con quello e con le revenue generate dalla app. Il nostro obiettivo è di ottenere un altro round per poter accelerare il processo di crescita.
Dal punto di vista del mercato, avanziamo parallelamente tramite i contatti forniti da H-Farm e il nostro lavoro di networking, che portiamo avanti partecipando ad eventi italiani e internazionali. Di recente sono stato a Helsinki dove ho avuto l’opportunità di conoscere investitori e startup molto interessanti per il nostro lavoro, anche perchè in Finlandia c’è una cultura del gaming molto radicata. Tra gli altri, ho conosciuto anche i creatori di Angry Birds. Complessivamente, quindi, lavoriamo per trovare contatti attraverso diversi canali e su più fronti.

Il futuro
Attualmente siamo integrati con Facebook. Nel futuro più immediato, prevediamo il lancio di un’app per l’aggregazione della community e di diversi elementi in un unico punto sul web, con un forum di discussione all’interno di una sorta di micro social network che servirà anche a lanciare iniziative come tornei e sfide.
Tra 5 anni spero di potermi occupare di un’altra startup. Mi sento un imprenditore seriale, e considero stimolante la prospettiva di continuare a crescere, mettersi in gioco e ripartire al momento giusto.