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	<title>Nicola Mattina &#187; nova 24</title>
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		<title>Giovane innovatore cercarsi: Luca Tremolada su Nova24 di oggi</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 11:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Mattina</dc:creator>
				<category><![CDATA[italiano]]></category>
		<category><![CDATA[il sole 24 ore]]></category>
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		<description><![CDATA[Luca Tremolada firma la copertina di Nova24 di oggi con un pezzo sulle iniziative italiane a favore delle startup. Del tema abbiamo parlato per email qualche giorno fa: recupero il testo del messaggio da cui Luca ha tratto alcuni virgolettati per il suo articolo. Un ecosistema delle startup digitali in Italia? Ci sono segnali positivi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://twitter.com/#!/lucatremolada">Luca Tremolada</a> firma la copertina di <a href="http://nova.ilsole24ore.com/">Nova24</a> di oggi con un pezzo sulle iniziative italiane a favore delle startup. Del tema abbiamo parlato per email qualche giorno fa: recupero il testo del messaggio da cui Luca ha tratto alcuni virgolettati per il suo articolo.</p>
<blockquote><p>Un ecosistema delle startup digitali in Italia? Ci sono segnali positivi che sia possibile farlo anche in Italia, nonostante il contesto in cui ci muoviamo sia meno facile che in altri Paesi. Innanzitutto, molti giovani sono ben consapevoli che cercare un lavoro soddisfacente in tempi ragionevoli è un&#8217;impresa a volte improba: tutto sommato è meglio provare per qualche anno ad avviare la propria azienda piuttosto che passare di stage in stage. La riforma del lavoro in discussione contribuirà a rendere ancora più debole l&#8217;idea che esiste un lavoro tutelato a cui aspirare.<br />
In secondo luogo, la Silicon Valley è diventata molto più vicina di quanto non lo fosse quindici anni fa all&#8217;inizio della new economy: gli imprenditori italiani frequentano giorno per giorno i loro coetanei americani, leggono le loro imprese e vogliono emularli. Alcuni di loro gettano il cuore oltre l&#8217;ostacolo e partono per il Far West. Anche senza arrivare negli Stati Uniti, ci sono le città europee che offrono molte opportunità a chi vuole fare impresa nel digitale: Londra con la sua Tech City, Berlino e adesso anche Amsterdam. C&#8217;è una contaminazione culturale.<br />
In terzo luogo, ci sono imprenditori di seconda generazione che non si accontentano di fare il mestiere dei loro genitori, perché sanno che i modelli dell&#8217;industria manifatturiera che li hanno resi ricchi diventano ogni giorno più fragili. E&#8217; il caso, per esempio, del gruppo che si è stretto attorno a Riccardo Donandon in H-Farm, che sta costruendo un vero e proprio distretto del digitale in un luogo dove le fabbriche chiudono giorno dopo giorno. Si tratta di un incubatore che si ispira esplicitamente ai modelli della Silicon Valley, come fanno le strutture di questo tipo in tutta Europa. In Italia non è il solo: c&#8217;è Enlbas di Luigi Capello a Roma e poi i piccoli fondi che fanno microseed come Annapurna e le reti di business angel.<br />
Ancora, c&#8217;è una crescente consapevolezza che il digitale è un settore che ci possiamo permettere, anche se sul territorio non ci sono particolari vocazioni o centri universitari in grado di competere per qualità e quantità della ricerca con i grandi atenei universitari. Nella maggior parte dei casi, il digitale non richiede grandi investimenti di ricerca e sviluppo e una startup può partire con poche decine di migliaia di euro di finanziamento. Inoltre, ci sono amministrazioni come la provincia di Trentino che, avendo esaurito una certa vocazione industriale, hanno deciso di puntare decisamente su questo settore facendo ponti d&#8217;oro alle grandi aziende e alle istituzioni che decidono di insediarsi sul loro territorio.<br />
Infine, ci sono segnali che qualche azienda di grandi dimensioni possa uscire dalla logica del sostegno ai talenti e all&#8217;innovazione come capitolo da inserire in un bilancio di responsabilità sociale, passando a investire seriamente nel capitale di rischio delle startup come fattore strategico di crescita e di gestione del cambiamento.<br />
Ma, un&#8217;ecosistema delle startup digitali non è solo possibile. E&#8217; anche decisamente auspicabile perché più startup digitali significano maggiore innovazione nei media e quindi un’accelerazione nel cambiamento sociale e culturale del nostro paese.</p></blockquote>
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		<title>Nova 24 sugli Open Data</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 09:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Mattina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi Nova 24 dedica la storia di copertina agli open data e all&#8217;open government ospitando un fondo di Gigi Cogo. Nel paginone centrale, c&#8217;è un mio contributo con la segnalazione di tre case history che &#8211; anche se piccole &#8211; mi sembrano significative e replicabili. Negli Usa e in Gran Bretagna, l’open government è anche [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi <a href="http://nova.ilsole24ore.com/">Nova 24</a> dedica la storia di copertina agli open data e all&#8217;open government ospitando un fondo di <a href="http://www.webeconoscenza.net/">Gigi Cogo</a>. Nel paginone centrale, c&#8217;è un mio contributo con la segnalazione di tre case history che &#8211; anche se piccole &#8211; mi sembrano significative e replicabili.</p>
<blockquote><p>Negli Usa e in Gran Bretagna, l’open government è anche un movimento civico alimentato dalla crescente disponibilità di dati messi a disposizione dalle amministrazioni in modo che ne sia possibile il riuso. Molte di esse hanno anche avviato campagne di comunicazione e concorsi a premi per incoraggiare la realizzazione di servizi online che valorizzino i dati pubblici. Alle istituzioni, fanno da coro iniziative come <a href="http://codeforamerica.org">Code for America</a> che «connette i governi cittadini con i talenti del web 2.0» o <a href="http://govfresh.com">GovFresh</a> che racconta gli eroi dell’open government.</p>
<p><strong><a href="http://sunlightlabs.com/contests/designforamerica/">Design for America</a></strong><br />
La grande disponibilità di dati pubblici pone il tema di quali strumenti utilizzare per la loro esplorazione e comprensione. La Sunlight Foundation ha bandito un concorso con l’obiettivo di rendere semplici e accessibili le informazioni governative ai cittadini americani. La gara, i cui premi saranno assegnati nel corso di <a href="http://www.gov2expo.com/">Gov 2.0 Expo</a> in programma dal 25 al 27 maggio a Washington, prevede tre categorie. La prima riguarda le tecniche per visualizzare set complessi di dati con grafici o video. La seconda chiede ai concorrenti di spiegare ai cittadini come funzionano i processi pubblici (per esempio, come viene proposta, discussa e approvata una legge). Chi vuole concorrere alla terza, infine, deve proporre il re-design di un sito governativo o di una form online.</p>
<p><strong><a href="http://bit.ly/iJMgM">Maptivism</a></strong><br />
I dati pubblici possono essere efficacemente usati per sostenere campagne civiche. E’ il caso, per esempio, di <a href="http://www.healthcarethatworks.org/maps/nyc/">Healthcare That Works</a>, un progetto di Opportunity Agenda, un’organizzazione che promuove le pari opportunità per tutti i cittadini americani. Il sito dell’iniziativa usa le informazioni messe a disposizione dal comune per costruire una mappa di New York che mostra come la chiusura di alcuni ospedali della città abbia un impatto sproporzionato sulle comunità a più basso reddito.<br />
L’uso delle mappe è destinato a crescere. Infatti, molti dati pubblici sono georeferenziati e quindi la loro visualizzazione naturale è tramite una cartina. Allo stesso tempo, i cittadini possono integrare le informazioni ufficiali con dati raccolti sul campo attraverso smart phone dotati di fotocamera e gps.</p>
<p><strong><a href="http://cityofmanor.org/wordpress/labs/qr-codes-2/">L’internet dei beni pubblici</a></strong><br />
I luoghi e gli altri beni pubblici possono essere collegati a una pagina web tramite delle etichette. Un modo molto semplice per associare un link a un oggetto è usare i QR-code, dei codici a barre che possono essere letti con un cellulare. Nella cittadina di Manor in Texas vengono usati per fornire informazioni sui lavori pubblici. Ogni cantiere è dotato di un suo codice: il cittadino non deve fare altro che leggerlo con il suo smart phone per accedere a un sito che contiene tutte le informazioni sull’appalto, sui responsabili del progetto, sul costo dell’opera, sulla data di consegna e via dicendo.<br />
Analoghi cartelli sono stati posti sugli edifici pubblici per fornire informazioni turistiche e il giovane Chief Information Officer della cittadina sta progettando di etichettare i veicoli pubblici per permettere ai cittadini di conoscere come vengono impiegati i mezzi comunali.
</p></blockquote>
<p>Se non l&#8217;avete già fatto,  vi consiglio di comprare il Sole 24 Ore per leggere i contributi di <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/13/liberate-i-dati/">Ernesto Belisario</a>, <a href="http://www.titticimmino.com/">Titti Cimmino</a> e della redazione. Per continuare a discuterne, ci si vede al <a href="http://barcamp.org/InnovatoriPA2010">barcamp degli innovatori della pubblica amministrazione</a> al Forum PA.</p>
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