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Nick Hornby, Non buttiamoci giù

Nick Hornby, Non buttiamoci giù Non buttiamoci giù è la storia di quattro persone che si incontrano l’ultimo dell’anno sul tetto del palazzo dei suicidi a Londra: Martin, presentatore televisivo finito alla gogna per aver avuto una relazione con una minorenne; JJ, musicista americano fallito; Jess, ragazza intrattabile e sboccata figlia di un ministro inglese; Maureen, cinquantenne madre di un ragazzo handicappato in stato vegetativo.
Tutti e quattro avrebbero voglia di farla finita, ma decidono di darsi un’altra possibilità e di rimandare la dipartita: da quel momento i loro destini si intrecciano e, con tutti i limiti di quattro personalità “disturbate”, cercano di sostenersi l’un l’altro.
Il libro è scritto in prima persona: Martin, Jess, JJ e Maureen si alternano raccontando la propria versione dei fatti con il proprio, personalissimo, stile. Il tono è molto colloquiale: i personaggi “scrivono come parlano”, una scelta poco apprezzabile perché appesantisce molto la lettura e questo vale in particolare per i brani di Jess e JJ, che risultano sgrammaticati, inarticolati e spesso volgari.
Il libro è deludente anche per la trama: l’inizio è promettente, ma, andando avanti nella lettura, i personaggi – nonostante qualche sprazzo di introspezione – risultano superficiali e con poco da dire. Da aspiranti suicidi ci si aspetterebbe di più.

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