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Family Day: perché non sono d’accordo

Ieri sono stato al Family Day per lavoro e ho vissuto l’esperienza con disagio per due motivi.
Il primo riguarda il fatto che non sono cattolico: diffido, infatti, di qualsiasi verità rivelata, perché le verità rivelate hanno il brutto difetto di dover essere interpretate dagli uomini e questi ultimi hanno il brutto vizio di far passare le loro interpretazioni per verità. Inoltre, pretendere di essere nel vero, permette di collocare il resto del mondo nel falso, nel deprecabile o tra i nemici. Chi possiede la verità perché l’ha ricevuta in dono, senza bisogno di ulteriori dimostrazioni o discussioni, può sostenere tutto e il contrario di tutto secondo le proprie convenienze. E da questo punto di vista la chiesa cattolica è maestra.
Il Family Day è stato un evento a cui hanno partecipato innanzitutto le aree più radicali e meno tolleranti dei cattolici, almeno a giudicare dagli striscioni: i neocatecumenali, la gioventù ardente mariana e così di seguito. Le persone che si sono riunite a San Giovanni pensano che debba esistere un solo modello di famiglia, quella che deriva dal matrimonio cattolico, riconosciuto dalla legislazione di uno Stato. A me sembra che questa posizione, oltre ad essere anacronistica, non sia compatibile con quella di uno Stato che si proclama laico.
Il secondo motivo di disagio riguarda il fatto che l’evento è stato di fatto una dimostrazione di forza a cui sono stati chiamati ad officiare politici (di destra e di sinistra) più o meno vicini al Vaticano. La dimostrazione è riuscita, anche se il milione di partecipanti non è realistico e sono molto più propenso a credere alle cifre fornite dalla questura (non più di trecentomila persone). Ho molti dubbi sul fatto che uno Stato laico possa ancora permettersi delle ingerenze così forti della chiesa cattolica: volenti o nolenti, stiamo diventando ogni giorno di più una società multi-etnica e dovremmo coltivare la tolleranza e l’apprezzamento della diversità, invece che l’intransigenza e la chiusura. Ma per farlo dovremmo essere disposti a riconoscere che la verità può stare altrove.

Update. Segnalo qualche post che ho letto sull’argomento…
Stefano Tripi, Libertà di manifestare
Gaetano Quagliariello, Piazza Navona, San Giovanni: lo scisma laico
Dangerous intersection, Barack Obama on the role of religion in politics

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