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Tipi stressanti

Oggi mi è capitato sotto mano un periodico femminile e, sfogliando la rivista durante l’abbiocco postprandiale, mi è capitato di leggere un articolo sulle “persone stressanti”. Ne cito un brano perché in questo periodo sto riflettendo su quali siano le caratteristiche da individuare nella selezione di un collaboratore e sono arrivato alla conclusione che quello che fa la differenza non sono le competenze, ma la personalità. Puoi essere più o meno bravo, ma – soprattutto in una struttura piccola come Elastic – contano anche altre cose. I sette tipi descritti dall’articolo sono effettivamente destabilizzanti.

Presuntuosi
Vogliono avere ragione a tutti i costi, rifiutano le idee altrui, tranciano giudizi, non ammettono critiche, hanno sempre qualcosa da dire su tutto. Presentano le loro argomentazioni con una tale autorità (o meglio arroganza) che è impossibile non soccombere.
Inutile cercare il dialogo, una discussione con loro è sempre un monologo. Quando è possibile cercare piuttosto di cambiare argomento.
Tenete presente che a volte giocano a fare gli esperti perché si sentono fondamentalmente insicuri.
Controffensiva: fate finta di ascoltare e ignorateli

Accondiscendenti
Sono i tipi “nessun problema, ci penso io”, quelli che si mostrano pronti a tutto, ma non concludono nulla. Disponibili all’apparenza, alla lunga diventano esasperanti perché fingono di essere volenterosi, ma solo nello sforzo di piacere.
Incoraggiateli a impegnarsi concretamente, oppure ridimensionate le loro promesse impossibili.
Non aspettatevi troppo, così non sarete delusi.

Indecisi
La loro incapacità di scelta è intollerabile perché finisce per condizionare la vita di chi li circonda. Diventano davvero stressanti – e pericolosi – quando il vostro lavoro dipende dai loro continui tentennamenti.
Se aspettate un loro assenso, premunitevi, fornendo loro tutte le informazioni che servono.
Cercate di stabilire insieme un limite massimo di tempo per la decisione definitiva.
Spiegate loro che se impegnano troppo tempo a decidere vi rendono la vita inutilmente difficile: è probabilissimo che non se ne rendano conto.

Pessimisti
Non importa quello che dite o come: la loro reazione è sempre e comunque negativa. E’ impossibile superare le loro critiche. Esasperano tutto, e si guardano bene dal proporre una qualunque alternativa.
Non lasciatevi travolgere dal loro atteggiamento ostile: è solo il loro punto di vista.
Chiedete loro di proporre delle alternative possibili, concrete: potrebbero stupirvi.

Indifferenti
Hanno un partner d’eccezione: il silenzio. Non rispondono alle richieste, alle sollecitazioni, alle proposte, agli inviti. Il loro tacere è spesso un modo per controllare le situazioni, per esercitare il loro potere, per evitare la collaborazione con gli altri. In fondo, la loro è una variante subdola dell’egoismo.
Ponete loro quesiti aperti, in modo che non possano rispondere soltanto con un perentorio si o no.
Stanateli, cioè cercate di incontrarli di persona: è più difficile essere ignorati da qualcuno che è li presente, che ti guarda negli occhi.

Aggressivi
Ridicolizzano, umiliano e criticano gli altri. E, invariabilmente, usano la loro aggressività per ottenere quello che vogliono. Osservateli: spesso assumono un’aria di sfida, lanciano sguardi di fuoco per intimorire, alterano il tono della voce, mimano l’attacco con i muscoli protesi verso l’avversario.
Non rispondente con pari aggressività, ma cercate piuttosto di spiazzarli: suggerite di riprendere la conversazione in un altro momento.
Difendete la vostra posizione, chiedete di essere più specifici nelle loro critiche.

Lamentosi
Si lagnano di tutto e tutti continuamente. Non sono mai contenti (soprattutto di se stessi), ma non fanno nulla per cambiare e ignorano suggerimenti e consigli. Non tentate di salvare uno/a di loro. Sono fatti così: nati insoddisfatti. Stressanti perché monotoni, insistenti, noiosi.
Non entrate nella loro spirale viziosa; ascoltate suggerite e cambiate subito argomento.
Se si tratta di lavoro, chiedete di mettere nero su bianco le loro lamentele, così potrete risolvere i problemi evitando inutili recriminazioni.

Ovviamente il tutto è molto semplicistico come si conviene a una rivista che le fanciulle leggono dal parrucchiere, ma alzi la mano chi non ha a che fare tutti i giorni con almeno uno di questi rompiballe 🙂

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