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Pensieri civili #1

In vacanza sono tornato a leggere il giornale di carta, sfogliandolo lentamente sotto l’ombrellone, mentre Beatrice gioca con la sua amichetta estiva Alice, Patrizia parla con mamma di Alice e Ludovica schiaccia un pisolino sul passeggino.
Leggere il giornale una pagina alla volta ti da il tempo per pensare, una possibilità che l’aggregatore non ti concede più di tanto: lì si leggono solo i titoli e al limite si clicca se qualcosa incuriosisce. Non c’è impaginazione e la ricchezza semantica di titoli, occhielli e sommari si perde completamente.
Mi diverte l’idea di fare una pseudo-rubrica a cadenza irregolare come si conviene a un blog. Inizio con un lamento da uomo di sinistra: il Partito democratico mi piace sempre di meno per tanti motivi. Cercherò di dirne qualcuno in ordine sparso, prendendo spunto dalle letture agostane.

Primo. Salva l’Italia. Possibile che l’opposizione di Veltroni sia la fotocopia esatta dell’opposizione di Berlusconi? Qualcuno ricorderà che l’anno scorso, Forza Italia lanciò una raccolta di firme millantando di aver coinvolto ben sette milioni di italiani: il dato è un atto di fede, visto che non ci fu alcuna possibilità di controllarne o certificarne la veridicità. Oggi, il nostro caro Uolter fa una raccolta di firme, ma gli strateghi della comunicazione si mettono davanti un paio di mesi invece di soli tre giorni, così danno il tempo a Bassolino, Cacciari e un po’ di altra gente di dissociarsi. E la raccolta di firme, alla fine, diventerà una sonora presa per i fondelli, anche se il Pd dichiarerà milioni di sottoscrittori. E’ anche facile prevedere che il 25 ottobre in piazza ci saranno non meno di un milione di persone e che la questura ne conterà più o meno la metà. Detto per inciso: portare in piazza le persone non è una cosa così difficile, basta avere i soldi per pagare pullman, pranzi al sacco e un po’ di bandiere.

Secondo. Vorrei ma non posso. Uolter decide di farsi la televisione in casa e la chiama YouDem. Con tutta probabilità starà sul satellite vicino a Nessuno Tv e insieme a tutti i vari canali di Sky che cominciano con 8, tipo SuperPippaChannel, TelePadrePio e altre amenità simili. Mi immagino lo share e soprattutto mi immagino l’elettore del centro destra che si sintonizza e si fa convincere: eh si, caro Uolter, perché il problema di un paese con un elettorato storicamente sbilanciato a destra è che devi convincere quelli che votano per il Popolo delle Libertà che tu sei meglio e che conviene che cambino schieramento. Ma se fai una televisione rivolta a sinistra, bello di casa, quello che vota dall’altra parte col cavolo che se la guarda, altrimenti comprerebbe l’Unità invece di Libero, il Giornale o la Padania.

Terzo. La faccia come il culo. Mi riferisco a quella di Bassolino e confesso che devo ancora decidere se considerarlo un malfattore oppure un cretino, anche se propendo per la prima ipotesi. Nel tentativo di archiviare il problema dell’immondizia, è disposto a fare comunella con Berlusconi con il beneplacito del Partito democratico. Qui finisce che per fare sgarbo a Uolter, D’Alema gli trova pure un posto alle europee. Ecco, se il Pd candiderà Bassolino o la Russo Iervolino alle europee, io – anche se abito a Roma – annullerò la scheda. Mi rifiuto di appoggiare ancora un partito che, dopo avermi costretto a votare la Madia, ha intenzione di mandare al Parlamento europeo due loschi figuri simili. Tanto vale votare l’Udc di Cuffaro.

Quarto. Il Partito democratico perderà anche le europee, su questo non ho grandi dubbi. E la cosa avverrà con grande godimento di Massimo D’Alema che non vede l’ora di togliersi dalle scatole il povero Uolter. Fatto fuori anche lui, qualcuno dice che rimarranno Bersani e Letta. Sinceramente non vorrei essere nessuno dei due: diventare segretario per stare con le palle in mano a D’Alema non mi sembra una prospettiva molto allettante,

La lista potrebbe andare oltre, ma per il momento ci fermiamo qui. Domani, magari, la lettura del Corriere mi suggerirà altre considerazioni 🙂

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