Legacy Blog

La Costituzione materiale non esiste

In questi giorni, in tanti a destra spiegano agli italiani che esiste una Costituzione materiale che di fatto ha sostituito la Costituzione formale: in base ad essa, poiché sulla scheda elettorale era indicato il nome di Berlusconi, avendo vinto, egli è l’unico titolato a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio. Qualora venisse meno la maggioranza (o forse sarebbe meglio dire: nel momento in cui Berlusconi decidesse autonomamente di far venire meno la maggioranza), il Presidente della Repubblica non avrebbe altra soluzione che sciogliere il Parlamento e indire le elezioni.

Le cose non stanno così per vari motivi, che possiamo sintetizzare così:

  • la costituzione materiale non esiste;
  • il popolo italiano e il Popolo delle libertà sono due cose diverse;
  • nel 1993, il popolo italiano ha indicato chiaramente di volere un sistema maggioritario;
  • nel 2006, il popolo italiano ha bocciato la riforma costituzionale del Popolo delle libertà.

Non esiste alcuna Costituzione materiale alternativa a quella formale
Gli esponenti del Popolo delle libertà vorrebbero far credere che vi sia una prevalenza della Costituzione materiale su quella formale. Tale prevalenza, ovviamente, non può esserci, giacché la prima è una teoria ideata da Costantito Mortati per spiegare come nasce e come evolve una carta costituzionale. Wikipedia la sintetizza così:

Una visione dinamica di Costituzione non può fare a meno di vedere come essa sia una rappresentazione formalizzata dei rapporti di potere tra le varie classi sociali. […] L’evoluzione dei rapporti di potere porta gradatamente a uno scollamento tra la legge scritta e quella applicata e concretamente “vivente”.

In altri termini, la legge – inclusa la Costituzione – è il frutto di un contesto storico e sociale, quindi è soggetta a cambiare nel corso del tempo perché invecchia. Modificare la carta costituzionale è un processo lungo e complesso. E’ giusto che sia così visto che la Costituzione è la norma che detta le regole del gioco: per modificarle deve esserci l’accordo di una parte molto consistente dei giocatori in campo e una procedura speciale.
E’ giocoforza che si arrivi a una riforma costituzionale per gradi, passando anche attraverso una serie di atti che “forzano” l’interpretazione della legge con l’obiettivo di affermare la necessità che essa sia cambiata.
Chiedersi come si passa dalla Costituzione materiale a quella formale equivale a chiedersi come si fa a cambiare la Costituzione? E ci sono solo due risposte possibili: seguendo le regole che la stessa carta detta, ossia attraverso un processo di revisione costituzionale, oppure con una rivoluzione.

Il popolo italiano e il Popolo delle libertà sono due cose diverse
Alle ultime elezioni politiche, il Popolo delle Libertà ha preso il 37,38% dei voti alla Camera e il 38,10% al Senato. La coalizione formata da Pdl, Lega e Movimento per l’Autonomia ha preso il 46,81% alla Camera e il 47,32% al Senato.
Questo risultato, se da un lato non pone dubbi su quali siano i partiti che hanno vinto le elezioni, dall’altro rende anche evidente che il popolo che ha messo la croce sul nome di Berlusconi rappresenta un terzo di quello italiano. Non c’è alcuna investitura plebiscitaria che autorizzi a dire che il popolo italiano vuole che sia Berlusconi a governare e che non vi sia alcuna possibile alternativa.

Il popolo italiano ha indicato chiaramente di volere un sistema maggioritario
Nel 1993, gli italiani votarono un referendum in cui indicavano molto chiaramente che desideravano passare a un sistema elettorale maggioritario. Dopo il referendum fu approvato il Mattarellum che introduceva un sistema maggioritario pur mantenendo una quota proporzionale del 25%.
Oggi il Mattarellum è stato sostituito dal Porcellum, con cui – certo non in ossequio alla volontà del popolo – è stato reintrodotto un sistema proporzionale e sono state eliminate le preferenze, sicché i parlamentari non sono scelti dagli elettori ma vengono nominati dai partiti.
Vale la pena ricordare che il Porcellum è una legge elettorale; indica esclusivamente le modalità con cui vengono eletti deputati e senatori e non modifica in alcun modo l’assetto dello Stato. Tuttavia, cambia i rapporti di forza tra le parti in gioco, annichilendo di fatto il Parlamento, che diventa un club di yes-man chiamati a ratificare le decisioni del Governo. Fin tanto che qualcuno non decide di sparigliare la carte come sta facendo Fini.

Il popolo italiano ha già bocciato la riforma costituzionale del Popolo delle libertà
L’Italia è una Repubblica parlamentare, anche se Berlusconi si comporta come se fosse una Repubblica presidenziale. Si tratta, con tutta evidenza, di una forzatura; del tentativo di imporre una Costituzione materiale che sta solamente nella sua testa.
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il Popolo delle libertà ha già provato a fare una riforma costituzionale nel 2006 introducendo – tra le altre cose – il premieriato. E quella riforma non fu approvata dal popolo italiano che la bocciò in sede di referendum.
Se fosse stata approvata, oggi, il Presidente del Consiglio avrebbe potuto sciogliere il Parlamento e revocare i ministri. Lo spirito illiberale e liberticida di quella riforma, bocciata dagli italiani (è bene ripeterlo), ha prodotto il Porcellum che ha l’unico obiettivo di indebolire il Parlamento in modo da dare maggiore spazio di manovra alla Presidenza del Consiglio.

Il Partito democratico deve sottolineare con forza che l’Italia è e rimane una Repubblica parlamentare e che la Repubblica presidenziale completa di un Parlamento succube al Governo che immagina il Popolo delle libertà non rientra tra i desideri del popolo italiano. Una nuova maggioranza senza andare alle elezioni non solo è possibile, ma dovrebbe essere doverosa.