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Evernote: i numeri di un business model freemium di successo

Ieri ho pubblicato nel mio blog su Wired questo breve resoconto dell’intervento di Phil Libin, fondatore di Evernote, a LeWeb.

Phil Libin, fondatore di Evernote, un imprenditore di ampie vedute. Non ha creato la sua startup per fare soldi, ma perchè pensa che questo gli permetta di cambiare un pezzo di mondo. Non ha deciso di investire per realizzare un sistema per prendere appunti, ma per costruire un luogo di cui fidarsi, dove le persone potessero conservare la propria memoria personale in modo permanente.

Evernote ha cinque milioni di utenti registrati: il 57% si trova negli Stati Uniti, il 20% in Giappone. Gli altri sono distribuiti in quote inferiori al 2% nel resto del mondo; gli italiani dovrebbero essere circa cinquantamila, mentre il paese che è cresciuto di più negli ultimi tempi è la Spagna.

Durante il suo talk sullo stage principale di LeWeb, Libin ha mostrato i dati sul ciclo di vita degli utenti di Evernote illustrando come avviene il processo di conversione dal servizio gratuito al servizio a pagamento. L’azienda suddivide i nuovi iscritti mese per mese. Al termine del primo mese di iscrizione, il 60% dei nuovi utenti ha abbandonato Evernote; a questi si aggiunge un altro 10% del mese successivo. Il 30% che rimane, però, tende a essere estremamente fedele e, una volta che ha imparato come funziona, difficilmente farà a meno della sua memoria nella cloud.

Poichè le persone conservano su Evernote note e documenti, il valore del servizio cresce man mano che viene usato; gioco forza, con il tempo, una parte degli utenti passerà alla versione a pagamento. Per esempio, il 20% di chi si è iscritto due anni fa, attualmente sta usando la versione premium. E, in totale, l’azienda di Libin ha all’attivo 150 mila clienti che pagano 45 dollari l’anno, il che significa un fatturato mensile vicino agli 800 mila dollari.

In questo video, Phil Libin parla di Evernote durante il Founder Showcase in Silicon Valley.

Founder Showcase – Phil Libin Keynote from Adeo Ressi on Vimeo.