John Prendergast: Lettera a un giovane imprenditore

John Prendergast è co-founder di Blueleaf e Ceo di Value Media. E’ anche un evangelist del metodo lean startup e ha pubblicato nel suo posterous l’email con cui ha risposto a un aspirante imprenditore che gli sottoponeva la sua idea. La traduco di seguito:

Grazie per aver condiviso la tua idea.

Mi concentrerei sul processo piuttosto che sull’idea, perché la prima cosa che dovresti fare è cercare feedback sulla sua qualità direttamente dal mercato e dai tuoi potenziali clienti.

Obiettivi. Il tuo obiettivo deve essere innanzitutto di capire se c’è qualcuno a cui interessa la tua idea. Chi è disposto a usarla? Il maggior rischio che affrontano tutte le startup è di costruire qualcosa che nessuno vuole. Se fossi in te, mi muoverei più o meno così:

1) Settimana 1 – Prototipo su carta. Fai degli schizzi della tua idea su carta (oppure usanto un tool come http://balsamiq.com/). Non c’è bisogno di usare effetti speciali; l’importante è illustrare i concetti di base tenendo a mente che le parole sono meno efficaci delle immagini sia per pensare che per comunicare.

2) Settimane 2-4. Esci e vai a parlare con le persone che pensi abbiamo il problema che vuoi risolvere: valida le tue ipotesi. Se salti questo passaggio, perderai la maggior parte del tempo che impiegherai nello sviluppare la tua idea.

a) Chiedi ai tuoi interlocutori come affrontano le attività di cui ti stai occupando. Verifica se quello che tu pensi sia un problema è effettivamente percepito come tale. Indaga come stanno risolvendo il problema adesso che non hanno la tua soluzione. La tua prima preoccupazione deve essere di capire se le persone con cui stai parlando pensano di avere un problema e se la soluzione che stai pensando lo risolve.

b) Mostra la tua idea e verifica la reazione dei tuoi interlocutori.

c) Ripeti il processo con 5-10 persone. Ti sentirai molto a disagio perché ti accorgerai presto che gran parte della tua idea è totalmente sbagliata. Ma se sarai abbastanza fortunato, le persone che hai intervistato avranno identificato un pezzettino del tuo progetto che potrebbe essere utile.

d) Riprendi in mano il prototipo su carta e rielaboralo sulla base dei feedback che hai ricevuto eliminando tutto quello che è risultato inutile.

e) Esci di nuovo e trova altre persone con cui testare il tuo nuovo prototipo: a questo punto dovresti essere un po’ più vicino al bersaglio.

3) Settimane 5-8. Dopo aver raffinato l’idea avendo ricevuto molte conferme da parte dei potenziali clienti sul fatto che essa risolve un loro problema, comincia a pensare a cosa ci vuole per costruire la versione più semplice e piccola del tuo concept. Allo stesso tempo comincia a pensare a quale potrebbe essere il modello di business. Tieni conto che l’obiettivo non è necessariamente costruire un nuovo prodotto; potrebbe anche essere sufficiente mettere insieme alcuni tool che già esistono e simulare come posso risolvere il problema una volta assemblati.

4) Settimane 9-10. Metti il risultato di fronti ai potenziali clienti che hai intervistato e guarda la loro reazione. Sono interessati? Se non lo sono, cerca di capire che cosa manca alla tua comprensione del problema e al modo in cui hai cercato di risolverlo. Tieni conto che i clienti possono solo dirti che hanno un problema, ma non sono in grado di dirti come risolverlo. Però ti possono dire cosa funziona o meno per loro: non aspettarti di più.

Pensa al fatto che il processo è incentrato sulla necessità di testare le tue idee nel mondo reale velocemente e a basso costo. La velocità dipende molto da quanto rapidamente riesci a compiere il ciclo di apprendimento dal cliente e a incorporare quello che hai imparato nel “prodotto” che parte da un disegno su carta e diventa man mano più reale via via che aggiungi dati e conferme.

L’unica cosa di cui potresti avere veramente bisogno è qualcuno che ti aiuti a disegnare il prototipo se proprio non riesci a farlo da solo: un web designer, che potresti arruolare come co-founder.

Penso che scroprirai che il problema che pensi di aver identificato può essere già risolto da una combinazione di strumenti, ma un sottoinsieme di questo problema invece non trova una risposta. Questo sottoinsieme è quello che ti interessa.

Il vantaggio di questo approccio è duplice. 1) diminuisci il rischio di risolvere un problema di cui non interessa a nessuno e 2) assumendo di aver trovato un problema che valga la pena affrontare, hai più dati reali e una migliore comprensione di molti altri altri sul tema. In questo modo è molto più probabile che sarai in grado di attrare le persone e i soldi di cui hai bisogno per andare avanti.

Ci sono molti libri e blog su questo approccio. Dai un’occhiata a questi:

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By Nicola Mattina