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Rappresentanza politica e primarie

Mario Rodriguez scrive un condivisibile pezzo su Europa che vi invito a leggere e commentare. Ne cito un brano:

Bisogna partire dal riconoscere che la crisi dei partiti di massa culmina con Tangentopoli e che trovare nuove forme di rappresentanza adeguate al nostro tempo è indispensabile.
A quella crisi, a destra, con Berlusconi, si è data una risposta basata su un modello di tipo verticistico, aziendale sostenuto da una leadership che al capitale finanziario associava un grande capitale simbolico. A sinistra, con il Pd, si è cercata una strada diversa quella della (ri)legittimazione di una forma di rappresentanza che superasse le vecchie divisioni dei riformisti in un rapporto diretto con gli elettori: l’idea di un partito public company, aperto e contendibile.
Ma questa idea è stata perseguita con poca convinzione e quindi con scarsa efficacia. Non si sono mai approfondite tutte le difficoltà concettuali e pratiche che l’esperienza faceva emergere. Non si è prodotta una nuova cultura politica e la cultura è il cemento delle organizzazioni. È il sistema di credenze e visioni che ispira i comportamenti e irradia l’identità.
Le cosiddette primarie quindi nascondono in realtà il problema di come si legittima un gruppo dirigente, come si dà autorevolezza alle sue decisioni. E per questo nonostante i buoni propositi di parlare dei problemi del paese ritornano a galla ad ogni momento critico.
Cambiare si può ma è essenziale avanzare non solo una proposta convincente ma avviare un’azione conseguente che nella pratica dimostri di essere efficace. Di questo però non si sono avuti segnali convincenti neanche nell’ultimo anno e nonostante che proprio in nome del partito solido e strutturato si fosse interrotta la fase fondativa.
Credere che le decisioni prese da oligarchie con bassa legittimazione (come le vicende di Milano, Bologna, Napoli dimostrano) producano minori contrasti e migliori risultati elettorali è certamente possibile ma deve essere dimostrato. Però, per evitare che le persone che non credono a questo siano emarginate o se ne vadano è opportuno che la scelta non solo sia resa esplicita ma, nei tempi opportuni, sia anche esposta ad una verifica trasparente e onesta.