Il futuro sette anni fa

Negli ultimi giorni ho riletto edeologia, un bel libro di qualche anno fa di Luca De Biase. Tornerò sulle tesi contenute nel testo, che è ancora attualissimo, nei prossimi giorni. Nel frattempo riporto un passaggio che mi ha fatto sorridere, perché descrive due cose che nel frattempo sono diventate realtà:

Gli apparecchi di accesso 3g sapranno in ogni momento dove si troverà il cliente e potranno offrire servizi ritagliati su misura, in base alla localizzazione. Non solo temibilissime forme di pubblicità personalizzata, in grado di giungere sul terminale nel momento in cui l’utente si trova in un certo posto: «Se passi all’ora giusta vicino al ristorante che si fa pubblicità in questo modo», immaginano alla Manx Telecom, la compagnia dell’Isola di Man che è stata tra le prime a implementare la tecnologia Umts, «il telefonino ti avvertirà del fatto che quel ristorante ha posti liberi e che praticherà uno sconto a chi si presenta per esempio entro dieci minuti…». I clienti saranno indotto ad accettare simili forme di pubblicità in cambio di sconti sulle telefonate.
La DoKoMo, azienda giapponese nata dal gigante Ntt e che ha costruito il primo network mobile digitale ad alta velocità, l’iMode, pensa a terminali che facciano cose ritagliate sulle esigenze di particolari utenti. E racconta ciò che immagina facendo vedere di che cosa saranno capaci i suoi apparecchi di connessione mobile. Per esempio […] una signora, seduta su una panchina in un parco, sfoglia una rivista elettronica, quando riceve una chiamata la cui immagine e la cui voce si presentano direttamente attraverso lo schermo della rivista elettronica, che serve anche da agenda e calcolatore, oltre ad essere in grado di avviare una videoconferenza telefonica a tre e condividere un documento di lavoro.

La storia delle offerte personalizzate e georeferenziate è una fantasia che eccita le menti degli uomini di marketing e dei pubblicitari da anni. Oggi ci siamo molti vicini, basti pensare al recente accordo tra Foursquare e Groupon.
Anche il giornale che viene letto su un supporto digitale sottilissimo e flessibile è quasi realtà. Per il momento ci dobbiamo accontentare degli iPad, ma non ci vorranno molti anni per avere qualcosa di più sottile, leggero ed economico.

Probabilmente al lettore più attento non è sfuggito il fatto che entrambe le previsioni sono attribuite a società di telecomunicazioni, ma che la loro realizzazione non è ovviamente merito loro. Tra le tante aziende che operano nel mercato dei servizi digitali, infatti, le telco sono quelle che hanno fatto sempre i sogni più arditi, ma che all’atto pratico non sono riuscite a smarcarsi dal ruolo di trasportatori di byte. E forse è bene che sia così 🙂

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By Nicola Mattina