I piaceri del cioccolato

Nessuna delle persone a cui l’ho chiesto mi ha saputo dire che forma abbia il cioccolato prima di diventare una tavoletta. La maggior parte si stupisce nel venire a sapere che il chicco di cacao acquista il suo aroma caratteristico dopo una processo di fermentazione e tostatura oppure nell’apprendere che il cioccolato – quello fondente – è come il vino: ce ne sono varietà diverse e il gusto dipende, oltre che dalla lavorazione, dal territorio in cui viene coltivata la pianta.
Paul Richardson racconta tutte queste cose proponendo un viaggio che parte dal Messico, passa per il Venezuela e tocca vecchio e nuovo continente, dove negli ultimi tre secoli si sono affinate le tecniche di produzione e il cioccolato è diventato un prodotto di massa. L’autore parla soprattutto di questo: delle tante barrette e praline industriali che popolano i banchi dei negozi anglosassoni.
Il capitolo dedicato all’Italia non prende quasi in considerazione i grandi produttori di qualità e si sofferma sui Ferrero Rocher, sulla Nutella e sul sanguinaccio. Confesso che questa selezione mi lascia piuttosto perplesso e sinceramente non mi ritrovo molto in un’affermazione come: “l’amore degli italiani per il cioccolato è eguagliato solo dalla loro passione feticistica per noci e nocciole”.
Il sanguinaccio lo conosco perché ne ero golosissimo da piccolo: me lo preparava la tata di mio padre con il sangue del maiale allevato in casa. Richardson ne descrive la versione di un paesino abruzzese, che differisce un po’ da quella salernitana che mi è familiare. Chissà cosa scriverebbe della crostata di sanguinaccio fatta con la crema legata con della mollica di pane per renderla pastosa e spalmabile. Un’assoluta delizia che fa arricciare il naso di tutti quelli che hanno il coraggio di provarla.


Paul Richardson
I piaceri del cioccolato
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