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Perché i giornali sono poco credibili

Il Corriere della Sera Roma del 15 maggio 2005 dedica un’intera pagina ai segni che gli zingari utilizzerebbero per indicare quali case svaligiare e quali lasciar perder. Si tratta di un elenco di 22 simboli che, a quanto pare, recentemente sono comparsi in varie zone di Roma. La lista non è certo una novità e l’ho ricevuta anche io poco tempo fa per posta elettronica: si tratta della scansione di un foglio scritto in parte a macchina e in parte a penna.
Quando mi arrivano questi annunci, vado subito a controllare il servizio anti-bufala di Paolo Attivissimo, che in questo caso, classifica la cosa come probabile bufala. All’articolo di Attivissimo si arriva anche cercando “segni degli zingari” con Google.
Evidentemente Rinaldo Frignani, autore del pezzo sul Corriere della Sera, non ha ritenuto di dover approfondire la notizia: non compaiono, infatti, riferimenti ai dubbi avanzati da Attivissimo o da altri. E non si parla neanche del tentativo di chiedere conferme o smentite alla Polizia o a qualcuno che conosca bene il mondo degli zingari. Insomma, il giornalista del Corriere ha dato per scontato che i segni comparsi accanto a qualche citofono nella capitale (quanto è esteso il fenomeno? In quali zone esattamente si trovano questi segni?) siano stati tracciati da zingari e ha impiegato cinque colonne di una pagina del quotidiano per raccontarne il significato. Niente di più! Paolo Attivissimo ha fatto uno sforzo maggiore senza arrivare a una conclusione certa.
Penso, e non sono il solo, che una persona pagata per scrivere su un giornale debba prendersi la briga di verificare quello che scrive, documentarlo, cercare conferme o smentite.
Questo pressappochismo, la presunzione di poter pubblicare qualsiasi cosa come se fosse vera senza accertarsi che sia così, è uno dei motivi che rendono sempre meno credibili i media tradizionali.