Regole per i corporate blog a confronto

Fredrik Wackå ha confrontato e classificato le linee guida e le policy per i corporate blog di Ibm, Yahoo! (pdf), Hill & Knowlton, Plaxo, Thomas Nelson, Feedster, Groove e Sun. Il confronto (Policies compared: Today’s corporate blogging rules) offre un’interessante panoramica su come queste aziende pioniere affrontano le conversazioni della blogosfera.
Wackå suddivide le indicazioni e le regole contenute negli otto documenti presi in considerazione in tre grandi categorie: comuni, diffuse e particolari.

Le regole comuni, ossia adottate da tutte le aziende:

  • Sei personalmente responsabile (8/8). Nonostante tutte le policy analizzate parlano di corporate blogging, le regole si riferiscono in particolare ai blog scritti dai dipendenti. E’ quindi logico che puntino l’accento sulla responsabilità personale di questi ultimi e che consiglino di inserire un disclaimer.
  • Osserva le regole esistenti (8/8). Tutte le policy ci riferiscono a più generali regole aziendali, che formano quindi un corpo normativo di base. Per esempio, Yahoo! ricorda l’esistenza di un Proprietary Information Agreemen, mentre Ibm richiama le sue Business Conduct Guidelines.
  • Mantieni i segreti (8/8). Questa indicazione è piuttosto scontata in quanto fa parte degli obblighi di un qualsiasi dipendente. Ad esempio, Sun stabilisce: “va benissimo se parlate del vostro lavoro e avete un dialogo con la comunità, ma non va bene se pubblicate la ricetta di una delle nostre salse segrete”.
  • Sia gentile (8/8). Anche questa indicazione è piuttosto scontata, eppure tutte le aziende ritengono di doverla sottolineare esplicitamente.

Le regole diffuse, ossia adottate dal almeno tre aziende:

  • Aggiungi valore (5/8). Le aziende chiedono ai propri blogger di scrivere a proposito delle cose che conoscono e per le quali possono fornire dei contenuti rilevanti.
  • Osserva la legge (5/8). L’osservanza dell’ordinamento è richiamata sia in generale che con riferimento agli aspetti finanziari: Hill & Knowlton, ad esempio, si riferisce esplicitamente al fatto che l’azienda è quotata e quindi che informazioni relative ai ricavi, ai progetti o al prezzo delle azioni sono delicate da trattare.
  • Rispetta il copyright (4/8). Il rispetto della proprietà intellettuale viene richiamato sia in termini generali che con specifico riferimento ai materiali dell’azienda. Ad esempio, Feedster ricorda ai propri dipendenti che devono chiedere l’autorizzazione per l’uso del marchio.
  • Cita e linka (3/8). Il fatto che questa raccomandazione sia presente solo in tre delle otto linee guida è piuttosto singolare. Citare altre fonti e fornire un link è infatti una delle caratteristiche fondamentali della blogosfera.
  • Discutine con il tuo manager (3/8). Chi ha dubbi sull’opportunità di scrivere o meno di un certo argomento è invitato a discuterne con il proprio manager.

Le regole particolari, infine, compaiono solo in una o due policy:

  • Puoi scrivere durante l’orario di lavoro (2/8). Lo concedono Plaxo e Thomas Nelson ed è, secondo Wackå, corretto: in fin dei conti stiamo considerando blog che parlano di lavoro. Ovviamente, come ricorda invece Ibm, i propri doveri vengono comunque prima del blog.
  • Il nostro obiettivo (2/8). Solo due policy dichiarano esplicitamente l’obiettivo dell’organizzazione. Ad esempio, Thomas Nelson dice di voler: aumentare la visibilità dell’azienda, contribuire al successo dell’industria, offrire al pubblico uno sguardo sul funzionamento di un’editore.
  • Puoi essere in disaccordo con il tuo capo (1/8). Secondo Wackå questa indicazione dovrebbe essere diffusa in tutte le policy in quanto non è affatto scontata. Renderebbe più credibile le dichiarazioni di “apertura” e trasparenza che molte organizzazioni fanno.
  • Devi smettere di bloggare se te lo chiediamo (1/8). Anche in questo caso, dal momento che stiamo parlando di blog lavorativi, la regola dovrebbe essere in qualche modo scontata, tuttavia sarebbe opportuno che fosse sempre esplicitata.
  • Contatta le relazioni esterne (1/8). Un buon blog attrae l’attenzione dei media. Se ne occupa Yahoo! che dice: “se un giornalista vi contatta per chiedere informazioni su un post che riguarda Yahoo!, mettetevi in contatto con l’ufficio stampa”.
By Nicola Mattina