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I Tre Fratelli, Roma

Cena della domenica sera (12 novembre 2006) con comitiva di amici: decidiamo di provare I tre fratelli, nel cuore di Garbatella. Il ristorante propone un menu eclettico che spazia dall’Italia, al Medio oriente all’Africa. Molti di noi si lanciano senza esitazioni sull’etnico.

Partiamo con una serie di antipasti misti, felafel e hummus. Nulla di travolgente, ma nel complesso accettabile. Personalmente continuo con uno zighinì: si tratta di un piatto eritreo, uno spezzatino piccante di manzo servito su una specie di piadina spugnosa e un po’ acidula (injera). Quello che portano a me è quasi immangiabile: l’injerà è ammassata e lo spezzatino è talmente piccante che la maggior parte di noi non arriva a metà del piatto (neanche i miei geni calabresi sono riusciti ad aiutarmi).

Patrizia ha preso il cous cous, una specie di pastone che lascia a metà. Chi ha scelto la cucina italiana non ha avuto migliore fortuna: una cucina greve, che si rivelerà difficile anche da digerire.

Il conto è l’ultima delusione della serata. A tavola siamo in quattordici più quattro bambini che non superano i tre anni: contano diciotto coperti (brutta abitudine in verità piuttosto diffusa). Perplessi per la somma (381,70 euro) riprendiamo il menu in mano per constatare che l’hummus (crema di ceci lessi con sesamo e poco altro) costa ben 7 euro (per un dettaglio dei costi potete dare un occhio a questa recensione di parere completamente opposto al mio: La società dei magnaccioni).

In sintesi: si mangia male, si paga troppo! Salverei solo il servizio, per quanto non particolarmente cordiale.

I Tre Fratelli
Piazza Giovanni da Triora, 2 – Roma
Tel. 065110604
Chiuso il mercoledì