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Lettera aperta ad Antonio Tombolini

Caro Antonio,
non so per quale motivo, ma ultimamente mi è capitata una cosa sgradevole: qualche tempo fa ho postato un commento nel tuo blog per quattro o cinque volte per chiederti lumi su una caratteristica dell’Iliad e non è mai apparso. Stasera ho postato un commento sulla questione dei seicento precari del call center di San Lorenzo che rischiamo di essere sostituiti da altrettanti precari rumeni e, guarda un po’, non è comparso. Eppure non conteneva turpiloqui o altro. Rispondeva solo al tuo inneggiare al precariato, che a me sembra un po’ fuori luogo:

Una cosa è essere precari per obbligo svolgendo un lavoro non professionalizzante e una cosa è scegliere di non avere un impiego fisso e fare, per esempio, l’artigiano o il libero professionista.
Non sono d’accordo con Gianluca che dice che non assumerebbe 600 persone: se sono la tua forza vendita, allora andrebbero assunte. Eppoi tutto questo stride un po’ con il sito che dice: “Incontri, riunioni, e soprattutto il Customer Care, certo. È qui il cuore del rapporto tra San Lorenzo, i suoi produttori e i suoi clienti…” Insomma sa un po’ di presa per i fondelli e detto questo il buon Tombolini (che scrive Risposta con la maiuscola come usa nell’aziendalese) censurerà il commento! Pace…

Devo dire che il tuo atteggiamento mi lascia assai perplesso, per cui non mi rimane che chiedertene conto pubblicamente. Scrivi quello che vuoi: io non ho mai censurato nessuno, al massimo ho messo degli asterischi al posto delle parolacce.
Nicola

Aggiornamento. Ricevo un’email di Antonio che mi dice che mai e poi mai avrebbe censurato i miei commenti e che si tratta di un problema con il filtro dello spam del blog. Se le cose stanno così, accolgo la risposta e ne sono contento. Allo stesso tempo chiedo scusa per una mia mancanza: quella di non aver prima scritto in privato per chiedere lumi. E’ stata una mancanza imperdonabile.

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