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Le candidature del Pd: Zoro colpisce ancora

L’ho già detto nel blog di Mantellini: io, da elettore partito democratico, sono perplesso per queste candidature simboliche a cui Uolter tiene tanto. Devo dire che mi da un po’ fastidio dover votare Marianna Madia. E sottolineo dover votare, essere obbligato a scegliere persone che, se ci fosse stata almeno la preferenza, non avrei minimamente preso in considerazione. Se foste azionista di una società, mettereste una ragazzotta di 27 anni senza alcun particolare merito a dirigere la vostra azienda? Io no, cercherei di individuare qualcuno competente e con esperienza. Sicuramente giovane, ma con un minimo di curriculum alle spalle. Ecco, se a noi elettori si desse la possibilità di dire “questa persona sì e questa no”, allora non avrei nulla in contrario al fatto che Uolter proponga una candidatura perché potrei esprimere il mio parere. In questo modo, incece, diventa quasi un atto di nepotismo: la Madia diventerà un rappresentante del popolo italiano, io con il mio voto sarà costretto a farmi rappresentare da una persona che – per quello che ho letto e sentito finora – considero essenzialmente inadeguata a svolgere questo ruolo.
E dopo questo sfogo, vi consiglio la nuova puntata di Tolleranza Zoro, che prende per i fondelli Uolter proprio sulla composizione delle liste. Imperdibile!

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