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Frammenti di una sconfitta

Mentre si consumava la sconfitta del partito democratico, Zoro, Svaroschi e Vincos presidiavano la sala stampa del partito, raccontavano quello che accadeva e scattava fotografie.
Zoro (I don’t like mondays) racconta che:

ore 20.45
Vabbè. Sulle immagini di X factor Walter è uscito dal loft prendendo una scorciatoia per raggiungere la sala stampa. Noi abbiamo tutti smadonnato perché ci aveva fregato anche stavolta e quando so arrivato avevo già tutti per terra pronti a sentirlo dire che aveva telefonato a Berlusconi per dirgli, in sostanza, mo so cazzi tua.
Detto ciò, Fassino è dimagrito assai, la Finocchiaro è sempre bella, Rosy Bindi corricchia vispa per la sala. Con Realaccia già non ci parla più nessuno. Telese mi ha riconosciuto e abbiamo discusso in maniera accorata dei mali di questa classe dirigente. Mi ha fatto un po’ impressione vederlo così acceso; quando si occupava degli studenti medi lo era molto meno.

E poi in un post sul blog della Sette (El gabinete penumbra) di oggi si incazza giustamente:

Quella logora parata del dopo voto era davvero triste a prescindere dalla tristezza del momento, impresentabile oltre misura e sentire le parole shadow cabinet pronunciate da Veltroni il giorno dopo il voto fa incazzare ancora di più. Non è così che si parla all’operaio leghista che non ti ha votato non è così che si parla alla professoressa in pensione che ti ha votato (o viceversa).

Vincos ha fatto delle bellissime foto, in cui molti compaiono con lo sguardo rivolto verso l’alto. La più rappresentativa forse è proprio questa:

Immagine di Vincos

Infine, oggi, Gianni Pittella mi scrive segnalandomi un suo post di commento ai risultati delle elezioni: devo dire che non ne condivido l’ottimismo, che forse è dettato dal fatto che la Basilicata è una delle poche regioni che non ha punito il Pd.

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Parlare di salute mentale, serenamente

Vi segnalo un progetto molto interessante: Serenamente, il magazine di psicologia che vuole rendere la salute mentale accessibile a tutti. Sul sito leggo che l’obiettivo