Più blog: il resoconto

Lunedì 8 dicembre, su invito di Leo Sorge, ho avuto il piacere di moderare un panel che si è svolto nel corso della manifestazione Più Libri Più Liberi. Lo stesso Leo ne fa una efficace sintesi su ZeroUno, che cito quasi integralmente:

Il valore del legame sociale
Il valore si produce quando un dipendente trova una soluzione e immediatamente la mette a disposizione di tutti in azienda, senza fare la solita trafila burocratica che in genere porta a poco o nulla e in gran ritardo. Il dipendente stesso guadagna immediatamente in visibilità; i vertici devono predisporre l’immediato delivery in tutta l’organizzazione.
“In azienda i social network spontanei e non informatici esistono e colmano le lacune della struttura, facendo funzionare la baracca e innovando i processi”, ha detto Giacomo Masòn, da qualche anno consulente dopo una carriera interna all’azienda. “La rete sociale destruttura l’organigramma e disintermedia il rapporto tra dipendenti e dirigenti”, spinge Masòn, “portando fuori competenze e soluzioni nascoste”. E questo crea valore. “Facendo attenzione ai quadri intermedi, che in questo cambiamento dell’azienda ci perdono”, ha completato Mattina.

La semantica del legame sociale
E’ stato poi sollevato il problema della “semantica del legame sociale”, ovvero la gestione delle relazioni e della loro migrazione tra diversi account di reti sociali. In buona sostanza Mattina ha equiparato le reti di relazioni ad un contenuto sì generato dall’utente, ma ad uso personale. E’ una questione piuttosto importante, punta dell’iceberg del rapporto tra rete di contatti e piattaforma ospite. Un altro modo di dire la stessa cosa è che le attuali piattaforme non consentono di percorrere la strada che porta alla creazione del valore in azienda.
Un altro lato della semantica del legame porta direttamente alla nuova incertezza del confine tra dati pubblici e dati privati dall’altro.
“Non confondiamo data portability e relationship portability”, ha precisato Tara Kelly, presidente di Passpack; “inoltre dovremmo poter controllare quando e a chi saranno resi disponibili i nostri dati”. E’ questo il percorso che porta alla corretta gestione e portabilità della reputazione e dell’identità on-line.

Vedi: PiùBlog: l’ingegnosità diffusa dei social network