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Stazione di Firenze Santa Maria Novella: segnaletica da rifare

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Progettare correttamente la segnaletica significa aiutare le persone a comprenderne i contenuti senza doverne prima decifrare la struttura: a Firenze non ci sono riusciti.

Alla stazione di Firenze Santa Maria Novella, i tabelloni elettromeccanici in testa ai binari sono stati sostituiti da questi cartelloni digitali posti tra un binario e l’altro. A me sembrano illeggibili almeno per i seguenti motivi:

  • contrariamente a quelli elettromeccanici, questi monitor riflettono la luce del sole in quanto sono protetti da una vetro;
  • sarebbe stato molto più logico disporre il monitor in orizzontale invece che in verticale, invece occorre soffermarsi a decodificare le scritte per capire che l’immagine è divisa in due e che la parte superiore in giallo si riferisce al binario sulla sinistra mentre quella in grigio al binario sulla destra;
  • sarebbe molto meglio se le informazioni relative alle fermate (quella finale e quelle intermedie) fossero raggruppate insieme, invece la destinazione è scritta in alto e le fermate scorrono sotto il numero del treno;
  • normalmente l’eventuale ritardo di un treno o di un aereo viene indicato con un numero accanto all’orario di partenza. In questo tabellone, invece, l’indicazione si trova accanto alla sigla del treno;
  • la freccia si rivolge verso il basso e indica un punto sulla piazzola, invece del treno. Sembra una stupidaggine, ma si è immediatamente portati a spostare lo sguardo nella direzione indicata, mentre se il monitor fosse disposto in orizzontale non ci sarebbe bisogno di alcuna freccia;
  • la schermata nell’immagine si alterna con altre due schermate. Una con il (brutto) logo dell’alta velocità, l’altra con il numero del binario, sicché se non si legge tutto il cartello non si riesce a capire a cosa si riferisca un numero e a cosa l’altro (senza considerare che il numero del binario è stampato sul totem e quindi questa informazione, oltre a essere fuorviante, è anche ridondante).

Insomma, io prenderei il designer che ha “progettato” questi cartelli e gli darei volentieri un paio di calci nel sedere, rimandandolo a scuola (al primo anno, ovviamente).